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federica mogherini
Democratica

GIORNI TRISTI

17 dicembre 2008 permalink 4commenti
Sono giorni cupi e tristi. Per la pioggia, perche’ ci si sveglia la mattina ed e’ ancora buio. Perche’ l’astensionismo in Abruzzo e’ arrivato a cifre record, e non e’ mai una buona notizia per la democrazia. Perche’ il PD e’ sceso ad un livello di consenso piu’ basso ancora di quanto ci si aspettasse. Perche’ il prossimo presidente di quella regione ha vinto facendo una campagna elettorale con qualche caduta di stile. Perche’ l’elenco degli amministratori locali del PD e parlamentari coinvolti in inchieste giudiziarie si allunga ogni giorno. Perche’ l’83% dei lettori del Corriere on line dicono che c’e’ una questione morale nel PD. E perche’ tutto questo arriva sulle spalle di un partito che gia’ aveva i suoi bei problemi di definizione di linea politica, di gestione della “pluralita’ culturale” interna, di coesione, riconoscibilità esterna, coscienza di se’.

La prima reazione, per me personalmente, nei tempi cupi e tristi e’ lavorare lavorare lavorare. Non farsi travolgere dall’atmosfera che non e’ delle piu’ allegre, e continuare a fare nel migliore dei modi il mio lavoro – anzi, se possibile meglio e piu’ di prima. Ma capisco e so che e’ giusto ed utile (innanzitutto per me) provare a ragionare con lucidita’ e freddezza e condividere i pensieri. Non fare finta di nulla.

Non so e non posso commentare le vicende giudiziarie, per le quali si dovra’ aspettare che la magistratura compia il proprio lavoro. Conosco pero’ abbastanza il corpo del partito, le logiche che lo governano, l’aria che si respira. So che chi ci lavora e chi del PD lavora nelle istituzioni lo fa, nel complesso, per passione e con spirito di servizio. Non mi e’ facile immaginare arricchimenti personali, lucro. So anche pero’ che spesso non si ha la forza, la limpidezza, l’autonomia di pensiero e di giudizio, il coraggio o la coerenza di sottrarsi ad una logica di potere che – in alcuni luoghi piu’ che altrove – pare essere dominante. Quanto spesso, non so. Ne’ so quanto sottile sia il confine tra “non sottrarsi” ed “alimentare”.

Quello che so per certo e’ che il PD e’ nato con una missione storica – e non a caso e’ nato in Italia: quella dell’innovazione della politica e del paese. Ovvero innovazione della proposta politica (il merito) e del modo ed il senso del fare politica (il metodo). La modernizzazione del paese e della societa’, e l’etica dell’impegno pubblico come servizio alla comunita’.

Abbiamo assolto alla nostra duplice missione storica? Per ora, mi pare di no. Abbiamo ereditato alcune pratiche ed idee che lo rendono difficile (insieme ad un capitale inestimabile di buone pratiche e buone idee), ma non mi pare che abbiamo fatto il dovuto per valorizzare cio’ che di buono c’era e neutralizzare cio’ che di meno buono si portava dietro. Parlo delle idee e delle pratiche. Della proposta politica e dell’etica pubblica.

Io continuo a credere che lo strumento che ci siamo dati (il PD, e la sua leadership in questo momento) sia adeguato a tentare l’impresa. Posto che ci si metta a lavorare seriamente per cercare di raggiungere l’obiettivo - la doppia innovazione. Per ora, abbiamo enunciato ottime cose ma poi non le abbiamo realizzate – su entrambi i fronti: quello dell’innovazione della proposta politica, e quello dell’etica pubblica. E la distanza tra buone intenzioni e scarsi risultati, o peggio l’incoerenza tra cio’ che si dice e cio’ che si fa, ci condanna a rendere giorno dopo giorno piu’ serio quel difetto di credibilita’ che distrugge il nostro progetto.

E non e’ che se fallisce questo, di progetto, ce n’e’ altri. Forse dobbiamo prenderci un po’ piu’ sul serio, perche’ la missione che ci siamo dati non e’ affatto uno scherzo.

PS: si invoca l’unita’ del gruppo dirigente. Certo, sarebbe bene evitare di picchiarsi quotidianamente, soprattutto nel momento in cui non mancano i colpi esterni. Ma spero che la “questione morale” non diventi un alibi per evitare di fare chiarezza sulla linea politica del nostro partito. Si puo’ essere uniti e solidali senza essere necessariamente d’accordo su tutto. Mi spaventa invece l’idea che si affoghino le distinzioni politiche dentro una formale “unita’ del gruppo dirigente”. Si puo’ evitare di suicidarsi senza che questo vada a scapito della chiarezza della linea politica.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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