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Agenda

DOMENICA 4 SETTEMBRE

4 settembre 2011 permalink 0commenti

Alle ore 21.00 sarò alla Festa Democratica di Torino - Festa Nazionale dei Giovani Democratici (Parco Ruffini) per partecipare al dibattito “Appunti per il decennio. Genova 2001, Italia 2011" presso la Sala Cavour. Interverranno Marco Imarisio (Autore del libro "La ferita") e Andrea Ranieri (Assessore del Comune di Genova).

 


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Agenda

MARTEDI' 30 AGOSTO

30 agosto 2011 permalink 0commenti

Alle ore 21.00 sarò alla Festa Democratica di Genova (al Porto Antico) per un dibattito su: G8, Genova dieci anni dopo”.
Interverranno Mario Tullo (deputato  PD) e Massimiliano Morettini (Segreteria PD Liguria), con la moderazione di Raffaele Caruso (Resp.le Giustizia PD Liguria).
Il programma della Festa è su www.pdgenova.it.


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Per la pace

G8 DI GENOVA: 2001-2011, PROMESSE MANCATE E NUOVE SFIDE

28 luglio 2011 permalink 0commenti


Il mio intervento introduttivo all’iniziativa “G8 di Genova: 2001-2011, promesse mancate e nuove sfide”, promossa dal Dipartimento Esteri e Relazioni Internazionali del PD. Gli altri interventi dell’incontro sono disponibili quì.

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Agenda

GIOVEDI' 21 LUGLIO

20 luglio 2011 permalink 0commenti

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Diario parlamentare

DEFICIT DI CREDIBILITA'

3 dicembre 2008 permalink 5commenti
Oggi sono stata a sentire Frattini che illustrava il programma per la presidenza italiana del G8 davanti alle Commissioni esteri di Camera e Senato. Ho avuto difficolta' a trovare qualcosa di non condivisibile: c'erano una cinquantina di priorita' ed altrettanti "temi centrali". Dall'ambiente allo sviluppo dei paesi poveri, dal protezionismo alle risorse energetiche, dalla non-proliferazione nucleare alla necessita' di stabilizzare l'area tra Afghanistan e Pakistan... una gran quantita' di ottime intenzioni, altrettanti generici luoghi comuni, tutto il politicamente corretto e neutro immaginabile, e qualcosa di piu'.

Difficile dire che cio' che ha detto e' sbagliato. Il punto e' che non ha detto nulla, perche' se tutto e' prioritario nulla e' prioritario. E nulla si fara'.

Il vero dramma, e' il totale deficit di credibilita' che il nostro governo sconta su tutti questi temi, al di la' delle buone parole.

Prendiamo l'ambiente. Frattini dice che spera che gli Stati Uniti aderiscano al post Kyoto, e che non e' rilevante cio' che l'Europa fara', finche' USA, Cina ed altri grandi paesi non si assumeranno le proprie responsabilita' sulla riduzione delle emissioni. Quale credibilita' ha l'invito a ridurre le emissioni se viene da un paese che mette il veto sul piano ambientale europeo, e che fa marcia indietro sulle misure di incentivi ecologici appena ne ha l'occasione (per di piu' in maniera retroattiva)?!

Prendiamo lo sviluppo. Frattini dice che gli Obiettivi del Millennio sono "una priorita'". Nel frattempo, l'Italia ha praticamente azzerato le risorse per la cooperazione allo sviluppo. Si puo' parlare quanto si vuole di "approccio sistemico", "co-ownership" e incentivi agli investimenti privati... ma la credibilita' di chi ne parla, in questo caso, e' (purtroppo) uguale a zero. 

Sono solo due esempi, ma non secondari. A me dispiace, che sia cosi'. Preferirei che si riuscisse a fare un discorso onesto sulle priorita' della nostra politica estera, e che le si perseguisse con coerenza e trasparenza. Invece, si dice si' a tutto, a parole. E no a tutto, nei fatti.

Democratica

RIENTRO, MUMBAI E UN PAESE PER (POVERI) VECCHI

1 dicembre 2008 permalink 2commenti
1. Il mio rientro e’ stato intenso, e bello. Ho ripreso i lavori in aula con il voto della mozione sulla presidenza italiana del G8 – voto bipartisan su un nostro testo che contiene molte indicazioni impegnative sulla cui realizzazione dovremo vigilare. Ho pranzato con l’Ambasciatore francese ed i suoi consiglieri politici e militari discutendo di Afghanistan, nuove relazioni tra Europa e Stati Uniti, ratifica del trattato di Lisbona e futuro dell’UE dopo la Presidenza francese, modelli di difesa e bilanci di spesa. Ho fatto un incontro con i promotori della campagna “Un futuro senza atomiche”, per tracciare qualche utile ipotesi di lavoro comune tra loro (associazioni tra le piu’ rilevanti in Italia), i parlamentari che vorranno impegnarsi sul tema della non proliferazione e del disarmo nucleare, e la rete di citta’ per la pace che gia’ lavorano su questi temi da anni. Ho partecipato ad un interessante incontro nel circolo PD Aurelio a Roma sulla politica estera americana dopo l’elezione di Obama (che e’ ovviamente virato sulle analogie e le distanze tra la nostra politica e la loro). Sono stata a Rovigo per un’intervista a La Voce e poi a Canaro (in provincia di Rovigo ma a 15 Km da Ferrara) per un bellissimo dibattito sulla scuola e l’universita’ – partecipato, vivace, e con interventi intelligenti e ricchi di idee ed emozioni. Stasera sono di nuovo all’Ambasciata francese per salutare la Prima consigliera che ha finito i suoi quattro anni qui, domani in aula per una giornata interamente dedicata ai lavori parlamentari.

2. Sono giorni che, come tutti, leggo degli attentati a Mumbai. Ci sono stata nel gennaio del 2003, se non sbaglio. Era in occasione del Forum Mondiale Sociale, che per la prima volta lasciava la sua location tradizionale di Porto Alegre, Brasile, per andare dove la poverta’ era piu’ drammatica, le contraddizioni dello sviluppo piu’ vive. Ricordo una citta’ schizofrenica, dove fuori dai grandi alberghi di lusso dove alloggiavano gli stranieri (non noi, che per pudore avevamo optato per un 3 stelle di basso profilo) e dove gli indiani ricchi festeggiavano i loro matrimoni con elefanti, fuochi d’artificio e petali di rosa, dormivano tra i marciapiedi ed il margine delle strade trafficate relitti umani nudi e sporchi ricoperti solo di mosche. Sotto i cavalcavia, intere citta’ di lamiere. Sui treni urbani, la separazione non solo tra uomini e donne, ma tra prima e seconda classe, segnava un abisso insuperabile, due mondi paralleli.

Leggo in questi giorni l’immagine di una citta’ ricca e moderna, ma quello che mi colpi’ fu soprattutto lo stridente accostamento tra quella ricchezza e la poverta’ piu’ estrema. Non ho mai visto, in nessuna parte del mondo che ho visitato, tanta ricchezza e tanta poverta’ cosi’ vicine da toccarsi, scontrarsi. Guardarsi da vicino, ma senza mai confondersi, mescolarsi. Non credo si possa descrivere una citta’ cosi’ come allegra, moderna e felice. A me era parsa disperata. Finche’ non ci metteremo seriamente a lavorare su una piu’ equa distribuzione delle ricchezze e delle risorse, finche’ non chiameremo le nostre contraddizioni con il loro nome (e la poverta’ con il suo), non aiuteremo il mondo ad uscire dalle sue follie.

Follie che rischiano di trarre nuovo slancio da questo sangue: l’obiettivo di qualsiasi attacco terroristico e’ sempre la regressione del dialogo, la chiusura degli spiragli di pace faticosamente aperti. Non a caso, questi di Mumbai colpiscono nel momento in cui tra India e Pakistan si costruiva un canale di possibile cooperazione, che poteva allargare i suoi benefici effetti fino nella complicatissima situazione afghana. La migliore sconfitta del terrore e’ il perseguimento, tenace e testardo, del dialogo e della pace. Il primo pericolo in cui rischiamo, tutti, di cadere, e’ la retorica della sicurezza militare - come se le armi fossero la nostra unica e piu’ efficace polizza contro gli attacchi suicidi.

Mi resta accesa una spia nel cervello – il pensiero che la religione con tutto questo non c’entra assolutamente nulla.

3. Finalmente il governo si e’ scosso dal torpore ed ha varato la sua manovra anti-crisi. Tardi, e poco. Ma almeno s’e’ mosso (certo, se si fossero risparmiati i soldi buttati via per il taglio dell’Ici ai redditi alti e per l’ “italianita’” di Alitalia, avremmo avuto qualcosa di piu’ in cassa e la manovra sarebbe stata piu’ incisiva e consistente…). Quello che mi colpisce, confrontando le misure italiane a quelle degli altri paesi europei, sono tre anomalie italiane – oltre al ritardo: la totale assenza di incentivi/investimenti su misure di carattere ambientale, il ricorso a misure occasionali (una tantum) piuttosto che strutturali o di medio periodo, e la prevalenza di  misure rivolte ai redditi bassissimi a fronte della disattenzione al "ceto medio", tanto che Libero qualche giorno fa titolava "attacco ai ceti medi". Difficile invocare una ripresa dei consumi se ci si limita ad evitare che la gente muoia di fame... Non riusciamo a guardare piu’ lontano di domani mattina. Siamo un paese di vecchi, per vecchi: incapace di pensare al futuro. E’ questa la cosa piu’ triste.

Per la pace

DOPO QUELLA NOTTE

14 novembre 2008 permalink 7commenti
Io sono tra chi ritiene che il lavoro della magistratura vada rispettato, e non commentato. E che questo debba valere sempre, sia per le sentenze che ci piacciono e ci convincono, sia per quelle che ci indignano.
Trovo pero' sano, e positivo, che si sia in grado di idignarsi per quelle che ci paiono ingiustizie - e che a volte condividere questa indignazione possa aiutare a sentirsi meno soli, meno marginali, meno abbandonati. Piu' "normali", in un paese che a volte e' davvero strano. E credo che ritrovarsi simili, insieme, in una indignazione civile, sia il miglior antidoto a comportamenti irrazionali, di rabbia e disperazione, di distruzione.
Lo dico perche' immagino che chi quella notte ha dormito alla Diaz, i loro parenti, i loro amici, i loro amori, oggi abbiano voglia di distruggere il mondo, di far uscire la delusione e l'odio, e di dire che no - questo stato non li rappresenta, questa giustizia non da loro giustizia. Di uscire fuori dal sistema, dal corpo della comunita', di fare e farsi male. Ho letto che qualcuno ha dichiarato che questa sentenza garantisce che il prossimo G8 della Maddalena sara' tutto fuorche' tranquillo. Una cretinata. Perche' Il migliore antidoto e' invece continuare a pretendere di essere rappresentati da qualcuno o qualcosa, non rassegnarsi a sentirsi soli, fuori dal mondo. In fondo, se c'e' amarezza e rabbia e delusione, e' perche' c'e' fiducia in quelle istituzioni da cui oggi ci si sente traditi, e che ieri ci hanno invece garantiti e protetti, serviti - e puo' tornare ad essere cosi' domani.
Ho sempre pensato che il danno piu' serio fatto da quelle giornate a Genova, sia stato nell'insinuare il dubbio - in qualcuno la certezza - che le forze dell'ordine del nostro paese, per alcuni cittadini onesti e che nulla avevano mai pensato di poter temere dalla giustizia, si trasformassero da alleati a minaccia. Da amici in nemici. Questo era un sentimento sconosciuto alla mia generazione, a chi ha meno di 40 anni. Dopo Genova, dopo quello che e' successo a Piazza Navona qualche settimana fa (seppure non paragonabile), il rischio peggiore e' il dubbio, la sfiducia. Il non indignarsi perche' non si hanno aspettative di rispetto e di giustizia. Questo sarebbe il danno piu' grave, perche' piu' profondo. E i primi a perderci, a rimetterci, saremmo noi. 
Io credo che, se e' vero che la "base della piramide" quella notte ha agito di propria iniziativa, all'insaputa ed anzi contro gli ordini dei livelli superiori della gerarchia, a quegli stessi vertici si dovrebbe chiedere quale autorevolezza siano capaci di esercitare, quanto controllo riescano ad avere su cio' che succede sotto di loro, e quale grado di efficacia ha il loro comando sui propri sottoposti. Puo' non avere implicazioni giuridiche. Ma professionali, ed etiche, certamente si.  

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permalink | inviato da BlogMog il 14/11/2008 alle 12:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
Diario americano

LA VERA AMERICA

5 novembre 2008 permalink 7commenti
Oggi c’è la felicità pura, che basta a se stessa e riempie il cuore. Non avevo osato sperarci. Mi aspettavo, all’ultimo momento, la grande delusione, il risveglio amaro dal sogno impossibile. Ho passato due anni ad accarezzare l’idea che fosse possibile, ed a condividerla. Due anni meravigliosi in cui il semplice interessarmi alla campagna - seguirla, studiarla, sostenerla per come si può – mi ha dato tantissimo. Ho imparato tanto. Ne ho tratto entusiasmo, comprensione del mondo (vicino e lontano), idee, e credo anche valori. Ed immagino quanto questo valga per chi vive lì, per chi ha fatto di questa la sua prima esperienza politica, per chi ha costruito questo successo. Ecco, mi sembrava che potesse essere abbastanza anche così, che se anche il sogno si fosse interrotto la portata del cambiamento che aveva avviato fosse in sé già sufficiente, più che sufficiente - grande. Per il movimento che ha innescato,per l’onda che ha generato, nelle coscienze, nei cuori, nella mente di milioni di persone. Ed invece non c’è stato nessun granello di sabbia nell’ingranaggio, nessuna caduta libera dall’alto dei sogni. L’America si è dimostrata un grande paese, gli americani un grande popolo. Ancora faccio fatica a crederci.

Le parole di McCain sono state meravigliose. “Come together”. Non solo il rispetto dell’avversario, ma la comune identità, al di là delle differenti idee, l’essere fianco a fianco, simili pur restando diversi. Il cuore, l’essenza della convivenza. Ciò che fa grande l’America, la capacità di essere tutti diversi e tutti eguali, un unico corpo che vive grazie (e non nonostante) le differenze dei milioni di cellule che lo compongono. Il rispetto. Una grande lezione non solo politica, ma umana.

Le parole di Obama, così perfette che ogni commento risulta non solo superfluo, ma forse fastidioso. Quella sì, cara Palin, era la “vera America”.

Gioia oggi, felicità pura. Non c’è neanche spazio per guardare alle nostre piccole tristi cose – chi commenta come, la destra improbabile ed imbarazzata, le nostre polemiche che già vedo all’orizzonte. “Non è una vittoria del PD” – ovvio che no, che discorsi, ma non si può gioire della vittoria di idee che si condividono?! “Ci manca l’Obama Italiano” – questa mi fa impazzire: quel che ci manca è la cultura e lo spirito del popolo americano (quello sì, davvero migliore di chi lo governa), il considerare l’innovazione un valore e non una minaccia, il futuro una sfida ed un’opportunità, il sogno americano del “tutto è possibile” un’opportunità per crescere e non il pericolo di perdere ciò che già abbiamo. Non è Obama che ci manca in Italia, ma gli americani ed il loro modo di pensare. Ed anche, un po’, la coerenza e la semplicità dei comportamenti, la serietà degli impegni, e la precisione che solo il lavoro duro e ben organizzato può portare.

Cambia il mondo? Io credo di sì. Non solo perché cambia l’immaginario (un nero alla Casa Bianca, il Kenya che fa festa nazionale, la sensazione che devono provare oggi gli arabi di fronte ad un Presidente americano che si chiama Hussein). Non solo perché sarà un esempio, una fonte di incoraggiamento al cambiamento. Ma anche e soprattutto perché cambia l’agenda politica globale: ambiente, cambiamento climatico ed energie alternative; diplomazia e multilateralismo; potere d’acquisto della classe media; sistema sanitario ed istruzione. Cambiano le prioritò, cambiano le parole d’ordine, ciò di cui si discute. Sparisce lo scontro di civiltà, si lavora sull’interdipendenza – “we’re one world”, disse a Berlino, e nessuno meglio di lui può dirlo.

E voglio proprio vedere il nostro governo, che solo poche settimane fa ha bloccato il piano europeo per l’ambiente, ora come tiene fede alla promessa di essere e restare partner privilegiato di una superpotenza che inverte l’ordine di priorità ed investe sul futuro del pianeta. Al G8 ci sarà da divertirsi (e non per le barzellette…)

Sulla stampa

Investire in lotta alla povertà è scelta strategica e utile all'Italia

8 ottobre 2008 permalink 4commenti
Apc-Cooperazione/ Pd: Dal Governo la metà dei fondi dello scorso anno

"Mogherini: Investire in lotta povertà e' scelta strategica e utile a Italia"

Roma, 8 ott. (Apcom) - Il Pd denuncia come "dalla Finanziaria 2009 giunge la conferma dei pesanti tagli alla Cooperazione allo Sviluppo decisi dal Governo" poichè "sono previsti solo 321,8 milioni di euro, pari al 56 % in meno delle risorse dello scorso anno, che corrisponde al minimo finanziario - pari allo 0,09 % della spesa corrente - in termini nominali dal 2000 e della metà delle risorse in termini reali dal 2001".

"L`inversione di tendenza, purtroppo,- spiega la parlamentare Pd Federica Mogherini - era chiara già dal DPEF 2009-2011 presentato a luglio: dopo gli aumenti alla cooperazione allo sviluppo che erano stati decisi per il 2007 (+ 74 %) e per il 2008 (+ 15 %), il Governo ha imposto un taglio di 400 milioni di euro (- 14 %).

Il Ministero degli Esteri ha deciso, tra l`altro, di concentrare tutti i tagli che lo interessavano proprio sulla cooperazione (mentre questo settore incide sul bilancio del MAE solo per il 26%).Così, il Ministero degli Esteri decide, di fatto, di non avere a disposizione alcuna risorsa per nuovi interventi sulla cooperazione."

"A fronte di queste drastiche scelte -prosegue Mogherini- vale la pena ricordare che nel 2007 le ONG hanno raccolto oltre 400 milioni di euro con i soli finanziamenti privati e che per il prossimo anno è probabile immaginare che il loro contributo finanziario autonomo sarà maggiore di quello garantito dallo Stato. Le scelte del Governo tradiscono questo impegno serio e appassionato di tanti cittadini italiani di associazioni di volontariato e di ONG. L`Italia si allontana così dal rispetto degli impegni internazionali assunti per il raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, proprio alla vigilia dell`assunzione della Presidenza del G8, azzerando così la sua credibilità politica e rinunciando a giocare un ruolo politico sullo scenario globale. E` miope un governo che non riesce a vedere come l`investimento sulla lotta alla povertà non sia solo un imperativo etico, ma anche una scelta strategica di politica estera per l`Italia: solo sostenendo la cooperazione allo sviluppo, l`Italia può offrire un suo contributo concreto a contenere i flussi migratori e a favorire la crescita economica e sociale dei Paesi più poveri."

Diario parlamentare

QUESTION TIME SUI TAGLI ALLA COOPERAZIONE

25 settembre 2008 permalink 2commenti
Insieme a Sarubbi, ieri abbiamo presentato una interrogazione a risposta immediata (il cosiddetto "question time") sui tagli alla cooperazione allo sviluppo previsti in Finanziaria. Ci ha risposto Vito, che leggeva una nota di cui ignorava visibilmente il contenuto. Qui c'è la mia replica (che oltretutto andava in diretta su Rai 2, ed io non lo sapevo...).
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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