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federica mogherini
Diario americano

LA VERA AMERICA

5 novembre 2008 permalink 7commenti
Oggi c’è la felicità pura, che basta a se stessa e riempie il cuore. Non avevo osato sperarci. Mi aspettavo, all’ultimo momento, la grande delusione, il risveglio amaro dal sogno impossibile. Ho passato due anni ad accarezzare l’idea che fosse possibile, ed a condividerla. Due anni meravigliosi in cui il semplice interessarmi alla campagna - seguirla, studiarla, sostenerla per come si può – mi ha dato tantissimo. Ho imparato tanto. Ne ho tratto entusiasmo, comprensione del mondo (vicino e lontano), idee, e credo anche valori. Ed immagino quanto questo valga per chi vive lì, per chi ha fatto di questa la sua prima esperienza politica, per chi ha costruito questo successo. Ecco, mi sembrava che potesse essere abbastanza anche così, che se anche il sogno si fosse interrotto la portata del cambiamento che aveva avviato fosse in sé già sufficiente, più che sufficiente - grande. Per il movimento che ha innescato,per l’onda che ha generato, nelle coscienze, nei cuori, nella mente di milioni di persone. Ed invece non c’è stato nessun granello di sabbia nell’ingranaggio, nessuna caduta libera dall’alto dei sogni. L’America si è dimostrata un grande paese, gli americani un grande popolo. Ancora faccio fatica a crederci.

Le parole di McCain sono state meravigliose. “Come together”. Non solo il rispetto dell’avversario, ma la comune identità, al di là delle differenti idee, l’essere fianco a fianco, simili pur restando diversi. Il cuore, l’essenza della convivenza. Ciò che fa grande l’America, la capacità di essere tutti diversi e tutti eguali, un unico corpo che vive grazie (e non nonostante) le differenze dei milioni di cellule che lo compongono. Il rispetto. Una grande lezione non solo politica, ma umana.

Le parole di Obama, così perfette che ogni commento risulta non solo superfluo, ma forse fastidioso. Quella sì, cara Palin, era la “vera America”.

Gioia oggi, felicità pura. Non c’è neanche spazio per guardare alle nostre piccole tristi cose – chi commenta come, la destra improbabile ed imbarazzata, le nostre polemiche che già vedo all’orizzonte. “Non è una vittoria del PD” – ovvio che no, che discorsi, ma non si può gioire della vittoria di idee che si condividono?! “Ci manca l’Obama Italiano” – questa mi fa impazzire: quel che ci manca è la cultura e lo spirito del popolo americano (quello sì, davvero migliore di chi lo governa), il considerare l’innovazione un valore e non una minaccia, il futuro una sfida ed un’opportunità, il sogno americano del “tutto è possibile” un’opportunità per crescere e non il pericolo di perdere ciò che già abbiamo. Non è Obama che ci manca in Italia, ma gli americani ed il loro modo di pensare. Ed anche, un po’, la coerenza e la semplicità dei comportamenti, la serietà degli impegni, e la precisione che solo il lavoro duro e ben organizzato può portare.

Cambia il mondo? Io credo di sì. Non solo perché cambia l’immaginario (un nero alla Casa Bianca, il Kenya che fa festa nazionale, la sensazione che devono provare oggi gli arabi di fronte ad un Presidente americano che si chiama Hussein). Non solo perché sarà un esempio, una fonte di incoraggiamento al cambiamento. Ma anche e soprattutto perché cambia l’agenda politica globale: ambiente, cambiamento climatico ed energie alternative; diplomazia e multilateralismo; potere d’acquisto della classe media; sistema sanitario ed istruzione. Cambiano le prioritò, cambiano le parole d’ordine, ciò di cui si discute. Sparisce lo scontro di civiltà, si lavora sull’interdipendenza – “we’re one world”, disse a Berlino, e nessuno meglio di lui può dirlo.

E voglio proprio vedere il nostro governo, che solo poche settimane fa ha bloccato il piano europeo per l’ambiente, ora come tiene fede alla promessa di essere e restare partner privilegiato di una superpotenza che inverte l’ordine di priorità ed investe sul futuro del pianeta. Al G8 ci sarà da divertirsi (e non per le barzellette…)

Diario americano

UNA PARTITA APERTA

9 settembre 2008 permalink 4commenti
Perchè McCain sale, nei sondaggi, fino a superare Obama? La Palin funziona così bene? In parte sì. E non perchè è donna, credo. Ma perchè fa innalzare alle stelle il livello di identificazione per l'americano medio. E' una che fino all'anno scorso non aveva il passaporto, come la maggior parte degli americani. E' una che se intervistata rischia di fare gaffe terrificanti, come qualsiasi americano (presidente attuale incluso, ed è stato eletto per due volte, nonostante o grazie a questo). E' una normale, che sicuramente capisce i problemi ed i punti di vista di tutti i cittadini normali. e la sua inesperienza bilancia l'esperienza di McCain, la rende più umana. Il ticket ora ha tutto: un esperto di Washington indipendente a sufficienza per andare contro Washington (almeno, questo è il messaggio), ed una mamma normale ed agguerrita che conosce la vita vera dei veri americani.

Obama ha capito l'antifona ed ha iniziato a correre ai ripari già durante la Convention di Denver, mettendo in luce il suo lato "middle class" (contro i miliardi di MCCain) e spiegando che ciò che conta non è (sol)tanto che lui racconti le sue idee, ma che sappia quali sono le idee - meglio, le priorità e le preoccupazioni - degli americani. "Questa campagna elettorale non ha mai riguardato me, ma voi", ha detto allo stadio.  

Non credo che avere Hillary come vice lo avrebbe aiutato, in questo sforzo di "normalizzazione" della sua immagine. Anzi. Lei è quanto di più "anormale" possa esserci, per l'immaginario collettivo dell'americano medio. Avrebbe, credo, sommato NY a Chicago, cosa non rassicurante per chi vive nell'america profonda. Avrebbe allontanato quella maggioranza di indecisi che la odiano. Ed avrebbe catalizzato l'attenzione sui disaccordi, le rivalità interne, la difficile coabitazione. Credo che Biden (nome a parte) assolva meglio la funzione di rassicurare l'america profonda della veracità del ticket. Lui, il suo sorriso bianchissimo e la sua famiglia infinita.

Sarà dura, sarà aperta, credo, fino alla fine. Certo, i sondaggi tendono a sottostimare gli elettori che non hanno il telefono fisso in casa - quindi i più giovani, i più dinamici, i più obamiani. E certo, comunque vada si chiuderà un epoca (quella della paura) e se ne aprirà  un'altra epoca. Perchè oggi è ovvio che i Democratici tentino di mettere in luce gli elementi di continuità tra Bush e McCain, ma credo che anche loro sappiano che molte cose cambierebbero - e non potrebbero che cambiare in meglio, perchè peggio di così... Certo, la differenza dell'esito sarà abissale: con Obama si entra in una fase del tutto nuova della politica americana (e quindi mondiale), con McCain si potrà al massimo trattare di aggiustamenti di rotta.

Last but not least, grazie a Lapo Pistelli ho due foto souvenir di Denver...




Con Howard Dean al Pepsi Center, e allo stadio prima di sentire Obama (tra Veltroni ed una simpatica signora di Denver moglie di un pilota militare e madre di 3 figli, di cui due al loro primo voto)


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permalink | inviato da BlogMog il 9/9/2008 alle 15:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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