.
Annunci online

federica mogherini
Per la pace

APERTURA DEL CONSIGLIO D’EUROPA A PALESTINA, AIUTO CONCRETO A PACE IN MEDIO ORIENTE

4 ottobre 2011 permalink 0commenti

“La scelta dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa di conferire lo status di “Partner della democrazia” al Consiglio Nazionale Palestinese è un gesto importante, utile a riannodare il filo di un lavoro della comunità internazionale per la pace in Medio Oriente.
Una scelta che segue quella analoga compiuta a giugno nei confronti del Parlamento del Marocco e che rappresenta uno dei primi segnali di attenzione e di sostegno europeo alla stagione di cambiamenti che, con la Primavera araba, sta investendo il Nord Africa e il Medio Oriente.
Quella assunta oggi è una decisione davvero significativa, perché riconosce il pieno diritto all’esistenza di uno Stato palestinese, collegandolo al corrispondente diritto dello Stato di Israele di esistere in pace e sicurezza, principio che deve essere riconosciuto da tutte le componenti palestinesi, a cui si chiede di rinunciare ad ogni forma di violenza e di condannare il ricorso ad azioni terroristiche.
Il ruolo di stimolo e di controllo che il Consiglio d’Europa potrà esercitare nei prossimi mesi nei confronti del nuovo partner palestinese, dovrà contribuire anche alla ripresa di un dialogo con lo Stato di Israele, a cui va chiesta la sospensione del programma di nuovi insediamenti di coloni e la riapertura di negoziati diretti per il raggiungimento dell’obiettivo finale di avere due stati per i due popoli”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD, Responsabile Globalizzazione del PD e componente italiana dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa.


 


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. palestina israele medio oriente pace

permalink | inviato da BlogMog il 4/10/2011 alle 16:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Per la pace

LIBANO: VICINANZA AI MILITARI ITALIANI, PROSEGUA IMPEGNO DI PACE IN MEDIO ORIENTE

27 maggio 2011 permalink 0commenti

“L’attentato che ha coinvolto oggi un mezzo Unifil nei pressi di Sidone, nel sud del Libano, con diversi feriti gravi tra i soldati italiani, colpisce duramente una missione di pace con un mandato internazionale ampio, di cui l’Italia è stata protagonista sin dalla sua nascita.
Si tratta di una delle missioni più importanti tra quelle in cui è impegnato il nostro Paese ed è cruciale per la pace e la stabilità di un'area strategica come il Medio Oriente.
Desidero esprimere la mia personale vicinanza ai militari feriti e alle loro famiglie, confermando il sostegno all’impegno generoso e qualificato delle nostre Forze Armate.
Proprio alla vigilia delle celebrazioni della Giornata Internazionale dei Peacekeeper delle Nazioni Unite, dobbiamo onorare il sacrificio dei soldati italiani caduti nelle missioni all’estero, rilanciando l’impegno della comunità internazionale per la pace e la stabilità in Libano e in tutto il Medio Oriente”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera dei Deputati.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. italia medio oriente libano pace unifil

permalink | inviato da BlogMog il 27/5/2011 alle 17:4 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Per la pace

ARRIGONI: VICINA AI FAMILIARI, ORA IL GOVERNO FACCIA PIENA LUCE

15 aprile 2011 permalink 0commenti

“Di fronte alla notizia dell’uccisione di Vittorio Arrigoni, attivista per i diritti umani dell'International Solidarity Movement, avvenuta ieri sera a Gaza, voglio esprimere il mio cordoglio e la mia personale vicinanza ai familiari”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera.
“Si tratta di un tragico episodio, che colpisce in modo barbaro chi lavorava in una terra che ancora una volta è segnata dalla violenza e dall’odio di forze estremiste che operano per allontanare ogni speranza di pace, di dialogo e di riconciliazione.
Ci auguriamo che il Governo italiano operi tempestivamente, in raccordo con le autorità palestinesi, affinché sia fatta piena luce sulla dinamica e sulle responsabilità di questa drammatica vicenda”.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. palestina medio oriente arrigoni

permalink | inviato da BlogMog il 15/4/2011 alle 15:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Diario parlamentare

LE NOSTRE COSE, VISTE DA STRASBURGO...

27 gennaio 2010 permalink 0commenti
A Starsburgo, per l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. 10 gradi sotto zero, la giornata inizia alle 8 del mattino con l'assemblea del gruppo e finisce alle 20 con la fine della seduta plenaria. Silenzio, quando qualcuno interviene gli altri ascoltano. Sugli emendamenti si discute, si negozia, si vota. Ordinatamente, seriamente. 3 minuti per gli interventi, 30 secondi per le domande (che sono davvero domande...) e gli emendamenti, documenti distribuiti in anticipo sulla sessione, calendario definito per tutto l'anno, assoluta trasparenza ed un rispetto reciproco impressionante - per noi italiani. Pare quasi che questa assemblea parlamentare, un tempo "marginale" rispetto a quelle nazionali, sia oggi ben piu' efficiente e "politica" della Camera dei Deputati. O forse e' solo un'impressione...

Qui ieri ha parlato Papandreou, il cui governo sta introducendo una legge per dare la cittadinanza ai figli di immigrati nati in Grecia, perche' nell'antica Grecia "essere greci significava condividere l'educazione, i valori, la lingua". Dopo di lui, Frattini. Un discorso misurato, come sempre molto diplomatico, un po' vuoto. Qualche scivolata sulle radici cristiane dell'Europa e sull'intreccio tra religione, identita' e politica.

Subito dopo, era in discussione il rapporto sul Medio Oriente. Relatore Fassino (che qui riesce ad intervenire in 30 secondi cronometrati!). Un rapporto apprezzato da tutti, compresi i rappresentanti dell'Autorita' Palestinese e di Israele invitati per l'occasione. La maggior parte degli emendamenti era a prima firma Nirenstein (seguita dai suoi colleghi del PdL e da Volonte'), ed introduceva valutazioni che persino i conservatori inglesi giudicavano estreme. Ne abbiamo votati circa la meta', non hanno mai ottenuto piu' di 7 voti. La restante meta' e' decaduta, perche' ad un certo punto non c'era piu' nessuno dei firmatari in aula. Almeno, avrebbero potuto chiedere che il dibattito non seguisse in modo cosi' plateale il discorso del nostro Ministro degli Esteri...

Oggi, nuovi "casi italiani": nel pomeriggio si vota un rapporto sulla liberta' di informazione, in cui il nostro paese viene citato piu' volte - in genere insieme alla Russia.
 
E poi, e soprattutto, circola la lettera indirizzata dal Nunzio Apostolico in Francia ad alcuni parlamentari del Consiglio d'Europa, che invita gli stessi a partecipare attivamente al voto per seguire gli auspici della Santa Sede, su quattro punti (di alcuni si indica addirittura il giorno delle votazioni):
- la risoluzione sulla discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale, che "e' in opposizione aperta alla legge naturale ed alla volonta' della chiesa cattolica"
- la risoluzione sulla conferenza sulla popolazione e lo sviluppo, che "presenta l'aborto come un diritto della donna"
- l'elezione di un giudice italiano alla Corte Europea dei Diritti Umani, per la quale si indica il candidato Ventre, ex parlamentare europeo e giudice della Corte di Cassazione (che inserisce nel curriculum l'appartenenza a Forza Italia)
- l'elezione a capogruppo del Partito Popolare Europeo all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa di Volonte', specificando che tale voto andrebbe espresso "gia' al primo turno". Volonte' viene anche indicato, nella lettera, come colui che "coordina gli emendamenti in accordo con la posizione della Santa Sede". Volonte' e Farina vengono anche citati come deputati che, "messi al corrente delle preoccupazioni della Santa Sede, hanno depositato emendamenti" in tal senso.
Caso grave, gravissimo, oggi denunciato in aula. Per l'ingerenza, del tutto indebita ed offensiva - innanzitutto per quei parlamentari, pure popolari, non "abituati" a ricevere la lista di voto su carta intestata della Nunziatura Apostolica. Perche' non trasparente (qui si puo' "fare lobby", ma dev'essere verso tutti ed alla luce del sole). Perche' Volonte' e' stato eletto per un pugno di voti di differenza... e quell'indicazione di votarlo "al primo turno" sta facendo infuriare innanzitutto i suoi colleghi popolari e conservatori.

Ed ecco, in effetti, che ora discutiamo la risoluzione sulla discriminazione, e gli emendamenti portano tutti la prima firma di Volonte'... A proposito dell'autonomia della politica.

Alleanza strategica, quella con l'UDC. Non c'e' che dire.
Per la pace

IN LIBANO

28 dicembre 2009 permalink 0commenti

Oggi sono stata in visita ai militari italiani impegnati in Libano nella missione Unifil, al confine con Israele. Era la visita tradizionale di fine anno del Presidente della Camera ad una delle missioni internazionali cui l'Italia partecipa, durante la quale in genere lo accompagnano un paio di parlamentari di maggioranza e opposizione. Credo che la scelta del Libano per la visita di quest'anno sia dovuta al fatto che l'Italia lascia tra poco il Comando della missione Unifil per cederlo agli spagnoli - ma forse ha pesato anche la volontà di riaffermare l'importanza dell'impegno italiano in quella regione, dopo che nei mesi passati si era ventilata l'ipotesi di una diminuzione del nostro contingente. Ipotesi prima stoppata da Napolitano, poi smentita dal governo. Torneranno in Italia solo i 200 uomini (e donne, ne ho viste molte oggi alla base) che hanno funzioni strettamente legate al Comando della missione - e che quindi, non avendo più noi il Comando, e' normale rientrino.
Sveglia alle 6 quindi, volo fino a Beirut, incontro con il Presidente della Commissione esteri del Parlamento libanese, poi trasferimento in elicottero alla base (era la prima volta che salivo su un elicottero. Bellissimo: la sensazione di volare molto più viva che non su un aereo).
Ero già stata in Libano molti anni fa, per un "dialogo euro-arabo" (che si chiamava così e non "euro-mediterraneo" per escludere gli israeliani...) della Iusy, l'organizzazione giovanile dell'Internazionale socialista. Allora iniziammo a Beirut, poi ci spostammo in pulmino attraverso i bellissimi monti del Libano, in Siria. Dove, fin dalla frontiera fino a Damasco e ritorno, fummo letteralmente presi in consegna dai servizi siriani. Era una "presa in consegna" che non lasciava grandi margini di...autonomia.
Oggi il programma era decisamente diverso: saluto ai militari, incontro con il Comando, pranzo con le truppe e ripartenza. Ma quello che ho intravisto del Libano non mi è sembrato si sia mosso molto da lì. Da quella "presa in consegna" ingombrante e sottile che fa sì che per sapere come vanno le cose in Libano si deve chiedere, sapere, capire, cosa succede altrove. In Siria. In Iran. Certo, oggi si attraversa una fase insperata ed inimmaginabile anche solo pochi anni fa. I militari israeliani e libanesi si incontrano, grazie alla mediazione dell'Unifil, per discutere e definire insieme i confini lungo la famosa linea blu. Processo lungo e faticoso, complicato - ma già il fatto che si incontrino e si parlino non era affatto scontato.
E non è scontato continui ad essere così. C'è oggi un progressivo miglioramento delle relazioni (che pure si ferma ai rapporti tra militari, che i politici sostengono ma che si guardano bene dall'imitare). C'è un governo di unità nazionale in Libano che lascia prevedere una (rara) fase di stabilità istituzionale. C'è, forse, la possibilità di allentare le tensioni con la Siria (soprattutto se Obama riuscirà a passare dalle parole ai fatti). Ma è come se si trattasse di mantenere il più a lungo possibile aperta una finestra di opportunità. Come se da un momento all'altro il pendolo potesse tornare indietro, alla guerra.
Lì (e forse non solo lì, ma lì di certo) la storia è ciclica. Oggi si sta cercando di far durare il più a lungo possibile questa fase di calma apparente, di pace possibile. Una fase in cui comunque gli aerei israeliani violano lo spazio aereo (e quindi la risoluzione Onu), Hezbollah riceve armi (idem), e dal territorio libanese partono dei razzi dimostrativi, artigianali - non sono lanciati per colpire davvero, ma solo per segnalare la (r)esistenza in vita - ma pur sempre razzi.
La funzione dei nostri militari, come degli altri della missione Unifil, lì si ferma qui: rendere possibile una pace che non sarà se non regionale, politica. Tenere aperta la finestra di opportunità il più a lungo possibile, nelle condizioni migliori possibili. Ci vorrebbe un grande impegno diplomatico, politico, per far sì che le loro giornate lontani da casa, le ore passate a sminare un terreno o a disinnescare cluster bombs, non restino un pur fondamentale contributo alla vita di chi vive nel Libano del sud, ma diventino la preziosa precondizione per - sembra quasi nauseante ormai dirlo, tante sono le volte che lo si è detto e scritto - una pace duratura e stabile in Medio Oriente.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. israele medio oriente libano unifil

permalink | inviato da BlogMog il 28/12/2009 alle 19:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Per la pace

DOMANI A RED TV E LE IDEE ASSURDE DI LA RUSSA

15 gennaio 2009 permalink 2commenti
"E’ importante che col decreto in discussione in Parlamento sia assicurato il finanziamento alle missioni militari all’estero, che vedono impegnate le nostre forze armate in numerose aree di crisi per interventi di pace.

Tuttavia, registriamo con grande preoccupazione la decisione di prevedere un aumento delle risorse per le spese militari, a fronte di un azzeramento dei fondi destinati alla cooperazione civile.

E’ una scelta sbagliata, tanto più oggi, quando in tutto il mondo si inizia a prendere atto che la guerra al terrorismo e gli interventi nelle aree di crisi richiedono una risposta non solo militare, ma anche e soprattutto civile e politica, investendo sulla ricostruzione materiale e istituzionale.

D’altronde, i tagli alla cooperazione civile previsti oggi nel decreto sulle missioni militari sono purtroppo coerenti con i durissimi tagli già operati alla cooperazione allo sviluppo con l’ultima manovra finanziaria.

Già era sbagliato pensare di limitare gli interventi di cooperazione agli scenari di crisi in cui operano i nostri militari, escludendo così campi di azione che sono invece cruciali per la sicurezza internazionale e la pace.

Ora arriva la conferma che si tratta di una linea strategica del governo, che non attribuisce valore e dignità al ruolo della cooperazione civile come parte qualificante della nostra politica estera.

Crediamo invece che sia decisivo, tanto più in contesti di crisi complessi, com’è ad esempio quello afgano, assicurare una forte presenza sia militare che civile, con adeguati investimenti di risorse per entrambi gli ambiti, assicurando una distinzione di ruoli e di competenze, in cui ognuno sia chiamato a svolgere le funzioni che gli sono proprie.

Per questo, riteniamo grave e inaccettabile l’idea del Ministro La Russa per cui i militari possano assicurare maggiore efficienza nella gestione degli interventi di cooperazione, rispetto alle organizzazioni e agli operatori civili, che hanno esperienza e competenze specifiche in materia.

Chiediamo con forza che Governo torni sui suoi passi, ridando dignità e sostegno finanziario alla cooperazione, che può efficacemente affiancare le nostre forze armate nelle aree di crisi e che rappresenta più in generale una risorsa straordinaria per l’Italia."

P.S. Domattina alle 10.15 sarò a Red Tv su Gaza.
Per la pace

UN PESSIMO INIZIO

13 gennaio 2009 permalink 8commenti
Un inizio d’anno non tra i più felici, non c’è che dire.

Da Gaza arrivano notizie di una guerra nuova, diversa da quelle a cui sembriamo essere ormai assuefatti, rassegnati. Un numero enorme di vittime, per lo più “civili”, in un luogo che è un non-Stato, privo di quella per noi naturale separazione tra istituzioni, politica, società. Privo di luoghi riparati, privo di diritti. Dove è difficile dire chi è soldato e chi è bambino. Dove è difficile capire chi vince e chi perde, l’unica linea che marca la vittoria pare essere la fortuna di sopravvivere. Al momento, mi pare che una vittima certa ci sia già: l’ANP, Fatah. Privata della rappresentanza politica e mediatica del popolo palestinese, e della possibilità di negoziare alcunché, non ha più quasi ragion d’essere, se non il premio di consolazione di poter dire ai palestinesi di Cisgiordania che ha evitato loro il tormento che i parenti di Gaza stanno vivendo. Come sempre, quando parlano le armi e la gente muore, si rafforzano le fazioni armate, i discorsi di guerra, di odio. Per la prima volta da decenni il conflitto non ha più al centro il territorio, la creazione di uno Stato palestinese, i confini o l’acqua, ma il riconoscimento reciproco, il diritto all’esistenza. E per la prima volta è esplicita la frammentazione del quadro: le parti non sono due, tutto è evidentemente più complesso.

Le responsabilità, ad oggi, sono ovunque, e trovo sterile litigare su chi ne abbia di più (Hamas, Israele, Fatah, la comunità internazionale, i paesi arabi, l’Iran e la Siria, gli Stati Uniti, l’Europa, l’ONU, l’opinione pubblica…). Questa è la cosa che mi mette più tristezza: vedere gli scontri estendersi all’Europa, le tifoserie accendersi - noi che siamo qui, lontani dalla morte, lontani dalla paura, al sicuro. E’ il virus dello scontro di civiltà che si diffonde, che confonde. In cambio di una parte con cui stare, di un’identità certa, sembriamo essere pronti a dar via quel poco di razionalità che era (forse) rimasta. Mi auguro che da martedì prossimo gli Stati Uniti giochino un ruolo positivo nel conflitto, perché non vedo come lo si possa risolvere altrimenti. Nel nostro piccolo, possiamo coltivare la razionalità, sfuggire alla tentazione della tifoseria, sostenere le ragioni e le vie della pace. Io sarò ad Assisi, sabato, alla manifestazione della Tavola della Pace.

Rientrata da 15 giorni di Messico (Chiapas, siti Maya ed un po’ di mare) la lettura delle pagine politiche dei quotidiani italiani mi ha fatto venire una gran voglia di ripartire all’istante. Ristiamo alla costituente di centro…?! Che poi si allea con la sinistra riformista…?! E al mantra sul “rifondare il PD”, “rilanciare il progetto”, “coinvolgere le personalità”…?! Inizio ad avere seri dubbi sull’adeguatezza di un’intera generazione di “personalità” ad incarnare e realizzare un progetto politico che evidentemente non sta nelle sue corde. E temo che l’inadeguatezza delle persone faccia naufragare un grande progetto politico, trascinandolo a fondo. Qui non stiamo parlando dell’ennesima forma della infinita transizione del sistema politico e partitico italiano. E neanche della scialuppa di salvataggio di qualcuno. Ma dello strumento nato (e generato mi auguro consapevolmente) per far vivere la partecipazione politica progressista in questo secolo, dopo che quello passato è finito. FINITO.

Nel frattempo, il governo si accinge a mettere l’ennesima fiducia su un Decreto anti-crisi che non inciderà in alcun modo sulla crisi, con risorse ridicole (2,5 miliardi) e misure inadeguate. Rifondazione smette di rifondarsi e si sfonda, tra una settimana si insedia Obama, ed io lavoro sul Decreto di rifinanziamento delle missioni internazionali…

Buon anno.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


Questo blog è stato visto 1 volte

footer