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federica mogherini
Sull' Europa

TASSA TRANSAZIONI FINANZIARIE: SEGNALE CHIARO E CORAGGIOSO DAL PARLAMENTO EUROPEO, ORA GOVERNI UE DIANO IL VIA LIBERA

23 maggio 2012 permalink 0commenti

“Oggi dal Parlamento Europeo giunge un segnale molto chiaro, coraggioso e saggio ai Capi di Stato e di Governo che si riuniranno stasera per il vertice informale del Consiglio europeo.

L’approvazione a larghissima maggioranza di una risoluzione per l’istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie con un'imposizione dello 0,1% per azioni e titoli e dello 0,01% per i derivati rappresenta un’indicazione precisa rivolta ai Governi europei, affinché l’agenda per la crescita a cui si sta lavorando preveda anche questo strumento di regolamentazione delle attività della finanza globale, consentendo di far pagare, almeno in parte, il costo economico e sociale della crisi internazionale a chi l’ha provocata con un’attività predatoria che in questi anni ha puntato a generare ricchezza dalla speculazione e non dagli investimenti sull’economia reale, sul lavoro e sulle attività produttive.

La risoluzione approvata dal Parlamento Europeo – di cui era relatrice per il gruppo Socialisti&Democratici la greca Anni Podimata – rappresenta un passo in avanti coraggioso perché sostiene la necessità di procedere comunque all’istituzione della tassa sulle transazioni finanziarie, anche in assenza di unanimità tra i 27 paesi UE, attivando una cooperazione rafforzata che consenta ad un minimo di 9 paesi di fare da apripista e di sperimentare questo strumento.

Infine, è un’indicazione saggia ed equilibrata, perché allo stesso tempo il Parlamento Europeo sollecita i Governi a tentare comunque di giungere all’adozione della tassa su tutto il territorio dell’Unione, proprio per evitare possibili distorsioni nel mercato interno, e di guidare un’iniziativa per la conclusione di un accordo più complessivo a livello mondiale. Così come propone di prevedere aliquote europee abbastanza contenute, che possano minimizzare i possibili rischi di delocalizzazione.

Dare il via libera a questa proposta significa poter liberare circa 55 miliardi di euro l’anno da destinare in parte alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro in Europa e in parte all’aiuto allo sviluppo e alla lotta al cambiamento climatico.

Ora spetta ai Governi europei dimostrare di essere all’altezza delle urgenze e dei compiti da assolvere, e di avere il coraggio di compiere scelte per rilanciare l’economia continentale con strumenti innovativi che, ormai, raccolgono un consenso crescente tra i cittadini, le forze politiche, i movimenti e le associazioni a livello europeo”.

E' quanto dichiara Federica Mogherini, deputata e responsabile globalizzazione PD.

Diario parlamentare

IN ATTESA DEL CAMPIONATO

16 settembre 2010 permalink 2commenti
1. Ieri la Camera ha ripreso i lavori d'aula. Una ratifica e due mozioni (entrambe di iniziativa dell'opposizione), e le risposte del governo al question time. Stop. Tutto tace, in attesa di un primo anche parziale bilancio della campagna acquisti in corso. Ovvio: prima si comprano i giocatori, solo dopo inizia il campionato. Quindi ora ci stiamo giusto scaldando un po' con qualche amichevole. Non so quanto tempo terranno in questo stato il Parlamento. Ma avrei tanto tanto voluto vedere con che faccia un qualsiasi rappresentante del governo si sarebbe presentato al Quirinale per lamentarsi del cattivo funzionamento della Camera dei Deputati (presumo con la solita, di faccia).

2. In questo vuoto da attesa, ieri abbiamo fatto tre cose che non sono (sarebbero?) irrilevanti: innanzitutto, una mozione che impegna il governo ad un lavoro serio e conseguente sugli Obiettivi del Millennio delle Nazioni Unite (quelli relativi alla lotta alla povertà). Si apre a New York la prossima settimana il vertice ONU di valutazione sul raggiungimento degli Obiettivi del Millennio, e l'Italia ci arriva con una credibilità pari a zero: tante promesse, tanti annunci solenni, e nessuna risorsa per mantenere quelle promesse e dar seguito a quegli annunci. Come se la cosa non ci riguardasse, come se la lotta alla povertà non fosse non solo un nostro dovere morale, ma anche un nostro specifico interesse nazionale - per contrastare la crescente instabilità di tante aree del mondo, i viaggi della disperazione di chi non ha nulla e va verso il nulla, i conflitti armati e quelli ideologici. Si continua a pensare che sia beneficienza, che si fa quando ce la si può permettere - mentre rischiamo di non potercela permettere proprio perchè non abbiamo ridotto le disparità che ammalano questo nostro mondo.

3. L'altra mozione che abbiamo votato ieri prova a rimediare al fatto che, a partire dal 2011, cesserà di essere operativa l'Assemblea Parlamentare dell'Unione Europea Occidentale, l'unico luogo dove i parlamentari dei paesi dell'UE, dei paesi candidati ad entrarvi, di quelli Nato non membri dell'UE ed alcuni rilevanti osservatori come la Russia, discutono di questioni relative alla sicurezza e alla difesa comuni. Al suo posto, la mozione impegna il governo a proporre l'istituzione di una conferenza interparlamentare molto più snella che si riunisca due volte all'anno a Bruxelles e svolga quella funzione di coordinamento delle politiche di sicurezza e difesa che ad oggi manca, provando a creare una connessione - se non una coerenza - tra il lavoro dei singoli Parlamenti nazionali tra loro e con quello del Parlamento Europeo. 

4. Per chiudere la giornata di "attesa del campionato", abbiamo chiesto conto al governo dell'aggressione libica al peschereccio Ariete - fatta, tanto per aggiungere al danno la beffa, da una motovedetta donata dall'Italia. Nè il Ministro dell'Interno nè quello degli Esteri hanno ritenuto che la cosa li riguardasse, ed hanno spedito Elio Vito, che avendo la delega ai rapporti col Parlamento fa il supplente su tutto, dalla coltivazione delle barbabietole ai trattati internazionali. Vito ha detto che "nessun accordo nè alcuna regola d'ingaggio consente interventi con arma da fuoco verso imbarcazioni pacifiche". E vorrei vedere... Ma temo che questo episodio sveli solo la punta dell'iceberg. 

5. Sempre ieri, nel pomeriggio, sono stata alla presentazione dei Transatlantic trends, una ricerca interessante che ogni anno misura le percezioni che l'Europa ha degli Stati Uniti e viceversa. Quest'anno i dati mostrano un disorientamento generale che forse può confortare noi italiani (che siamo campioni nel genere), ma che in realtà illumina in modo spietato il declino di un'Europa che non crede più in se stessa e fatica a trovare coerenza nelle idee e nelle cose. Tre dati per tutti: la popolarità di Obama che non conosce crisi in Europa (avrà delle difficoltà, ma esce vittorioso da qualsiasi confronto con i governi nostrani); la fiducia nella capacità di leadership europea che è più alta negli Usa che in UE; la Turchia, sempre più lontana dal desiderio di Europa e sempre più attratta dal Medio Oriente (che pure non è che sia questo paradiso...).

6. Infine, una nota a margine (ma mica tanto). Mia figlia ha iniziato la prima elementare. Non poteva capitarci un anno migliore, no?! Al momento, delle tre maestre che dovrebbe avere (il condizionale è d'obbligo, perchè non si capisce niente), due ci sono, una no - nè si fanno previsioni sull'immediato futuro. Ieri le prime 4 ore le hanno coperte, a turno, due maestre di altre classi, per evitare di smembrare la classe al terzo giorno di prima elementare (che già sono parecchio disorientati, sia i bambini che, devo ammetterlo, noi genitori). Ma in fin dei conti direi che ci è andata bene. Una su tre è sempre meglio di tre su tre, e tra il materiale da portare da casa c'era sì lo scottex, la carta per scrivere ed il sapone, ma non le sedie nè la carta igienica...
Diario parlamentare

LE NOSTRE COSE, VISTE DA STRASBURGO...

27 gennaio 2010 permalink 0commenti
A Starsburgo, per l'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa. 10 gradi sotto zero, la giornata inizia alle 8 del mattino con l'assemblea del gruppo e finisce alle 20 con la fine della seduta plenaria. Silenzio, quando qualcuno interviene gli altri ascoltano. Sugli emendamenti si discute, si negozia, si vota. Ordinatamente, seriamente. 3 minuti per gli interventi, 30 secondi per le domande (che sono davvero domande...) e gli emendamenti, documenti distribuiti in anticipo sulla sessione, calendario definito per tutto l'anno, assoluta trasparenza ed un rispetto reciproco impressionante - per noi italiani. Pare quasi che questa assemblea parlamentare, un tempo "marginale" rispetto a quelle nazionali, sia oggi ben piu' efficiente e "politica" della Camera dei Deputati. O forse e' solo un'impressione...

Qui ieri ha parlato Papandreou, il cui governo sta introducendo una legge per dare la cittadinanza ai figli di immigrati nati in Grecia, perche' nell'antica Grecia "essere greci significava condividere l'educazione, i valori, la lingua". Dopo di lui, Frattini. Un discorso misurato, come sempre molto diplomatico, un po' vuoto. Qualche scivolata sulle radici cristiane dell'Europa e sull'intreccio tra religione, identita' e politica.

Subito dopo, era in discussione il rapporto sul Medio Oriente. Relatore Fassino (che qui riesce ad intervenire in 30 secondi cronometrati!). Un rapporto apprezzato da tutti, compresi i rappresentanti dell'Autorita' Palestinese e di Israele invitati per l'occasione. La maggior parte degli emendamenti era a prima firma Nirenstein (seguita dai suoi colleghi del PdL e da Volonte'), ed introduceva valutazioni che persino i conservatori inglesi giudicavano estreme. Ne abbiamo votati circa la meta', non hanno mai ottenuto piu' di 7 voti. La restante meta' e' decaduta, perche' ad un certo punto non c'era piu' nessuno dei firmatari in aula. Almeno, avrebbero potuto chiedere che il dibattito non seguisse in modo cosi' plateale il discorso del nostro Ministro degli Esteri...

Oggi, nuovi "casi italiani": nel pomeriggio si vota un rapporto sulla liberta' di informazione, in cui il nostro paese viene citato piu' volte - in genere insieme alla Russia.
 
E poi, e soprattutto, circola la lettera indirizzata dal Nunzio Apostolico in Francia ad alcuni parlamentari del Consiglio d'Europa, che invita gli stessi a partecipare attivamente al voto per seguire gli auspici della Santa Sede, su quattro punti (di alcuni si indica addirittura il giorno delle votazioni):
- la risoluzione sulla discriminazione sulla base dell'orientamento sessuale, che "e' in opposizione aperta alla legge naturale ed alla volonta' della chiesa cattolica"
- la risoluzione sulla conferenza sulla popolazione e lo sviluppo, che "presenta l'aborto come un diritto della donna"
- l'elezione di un giudice italiano alla Corte Europea dei Diritti Umani, per la quale si indica il candidato Ventre, ex parlamentare europeo e giudice della Corte di Cassazione (che inserisce nel curriculum l'appartenenza a Forza Italia)
- l'elezione a capogruppo del Partito Popolare Europeo all'Assemblea Parlamentare del Consiglio d'Europa di Volonte', specificando che tale voto andrebbe espresso "gia' al primo turno". Volonte' viene anche indicato, nella lettera, come colui che "coordina gli emendamenti in accordo con la posizione della Santa Sede". Volonte' e Farina vengono anche citati come deputati che, "messi al corrente delle preoccupazioni della Santa Sede, hanno depositato emendamenti" in tal senso.
Caso grave, gravissimo, oggi denunciato in aula. Per l'ingerenza, del tutto indebita ed offensiva - innanzitutto per quei parlamentari, pure popolari, non "abituati" a ricevere la lista di voto su carta intestata della Nunziatura Apostolica. Perche' non trasparente (qui si puo' "fare lobby", ma dev'essere verso tutti ed alla luce del sole). Perche' Volonte' e' stato eletto per un pugno di voti di differenza... e quell'indicazione di votarlo "al primo turno" sta facendo infuriare innanzitutto i suoi colleghi popolari e conservatori.

Ed ecco, in effetti, che ora discutiamo la risoluzione sulla discriminazione, e gli emendamenti portano tutti la prima firma di Volonte'... A proposito dell'autonomia della politica.

Alleanza strategica, quella con l'UDC. Non c'e' che dire.
Diario parlamentare

VELOCITA' E TRAGUARDI DELLE ISTITUZIONI, SECONDE GENERAZIONI, E CONGEDI DI PATERNITA'

19 novembre 2009 permalink 2commenti
1. Questa mattina, alle 8.30, sono andata in Commissione per iniziare la discussione sulla Finanziaria. Alle 8.35 abbiamo messo a verbale che non eravamo in condizione di iniziare i lavori, data l'assenza del Governo. Pare che un sottosegretario stia male, e l'altro sia fuori Roma. Del Ministro non s'è neanche osato chiedere. Eppure, da regolamento, non si può discutere di Finanziaria in assenza del Ministro. Quindi - senza di loro non possiamo iniziare, ma comunque dobbiamo finire entro mercoledì...
Ora, delle due l'una: o il potere di Brunetta il castiga-fannulloni è davvero minimo tra i suoi colleghi, o la strategia di svuotamento del ruolo del Parlamento viene perseguita con maggiore dedizione di quanto pensassi.

2. Ieri in aula l'ennesimo voto di fiducia su un decreto, in cui è stata inserita una norma  del tutto fuori tema - la privatizzazione dell'acqua. Prassi ordinaria. Ma durante la discussione degli ordini del giorno (unico strumento rimasto), ne sono stati approvati 6 su cui il governo aveva dato parere contrario e sui quali la "maggioranza" (in quel momento evidentemente non numerica) aveva votato contro. Agitazione generale. Arriva La Russa trafelato, anche un voto in più è utile (ma in Commissione a discutere di Finanziaria non sia mai...). Cirielli fa dichiarazione di voto favorevole, così almeno non si nota che sono in minoranza. Alla fine Ronchi prende la parola e cambia il parere del governo, accogliendo come raccomandazioni tutti gli ordini del giorno, anche quelli su cui aveva dato parere negativo. Che dire, la coerenza...

3. Sabato parteciperò al Luiss Barcamp, una bella iniziativa durante la quale, tra le altre cose, si parlerà di efficienza e velocità delle istituzioni. La domanda della mia sessione di lavoro è: se le istituzioni corrono, qual'è il traguardo? Porterò un tapis roulant, o una ruota di quelle su cui girano i criceti...

4. Ieri mattina sono stata al Centro Studi Americani per una sessione di "valutazione" della presidenza Obama un anno dopo l'elezione. Un'interessante relazione di Larry Sabato  indicava con tristezza la fine dello spirito bipartisan nella politica americana: solo una manciata di repubblicani, al Congresso, sono pronti a votare insieme ai Democratici, quando nel passato le principali riforme sono passate a larghissima maggioranza, indipendentemente da chi le avesse promosse (invidia).

5. La rete dei ragazzi e delle ragazze di seconda generazione è venuta ieri alla Camera per raccontarci com'è, che effetti ha sulla loro vita, e come andrebbe cambiata, la legge sulla cittadinanza. Noi ci stiamo provando. Perchè non ha senso che delle persone nate e cresciute in Italia non siano cittadini del loro stesso Paese.

6. Una buona notizia: il Tribunale di Firenze ha riconosciuto il diritto al congedo di paternità per 5 mesi, inclusi i due precedenti al parto (esattamente come il congedo di maternità). Forse prima o poi capiremo che un bambino è figlio di due genitori - indipendentemente da chi lo porta in pancia.
Democratica

IL PARLAMENTO SVUOTATO, LA FINANZIARIA ZERO, UN APPUNTAMENTO

24 settembre 2009 permalink 3commenti
1. E' la seconda settimana di lavori d'aula, alla Camera. Ed è la seconda settimana che iniziamo il martedì pomeriggio, e finiamo il mercoledì a pranzo. Ma Fini non doveva far lavorare di più il Parlamento...?! Quello che succede è semplice: non si calendarizzano le iniziative dell'opposizione, la maggioranza non produce nulla in attesa degli input del governo, ed il governo non ci "passa" nulla da ratificare. Non c'è che dire, l'obiettivo di svotare il funzionamento delle istituzioni democratiche lo perseguono con grande efficacia. Qualche mozione, una ratifica internazionale, la legge comunitaria... Eppure questo Paese di cose a cui metter mano ne avrebbe, eccome...!

2. La Finanziaria, quella sì, ci arriverà. Dicono senza tagli nè tasse. (Ma già la Prestigiacomo lamenta minori risorse per l'ambiente, proprio nei giorni in cui all'Onu Obama lancia l'allarme globale). Se le critiche vengono, oltre che dall'opposizione "anti-italiana", anche da un ministro, da uno come La Malfa (che dà l'addio a B. oggi sul Corriere), da Confindustria e da varie e diverse categorie, forse qualcosa che non va c'è davvero... "Leggera", hanno detto. Light. Come la Coca Cola. Una Finanziaria Zero. Tanto leggera perchè... vuota.

3. Stasera, per chi è a Roma, un appuntamento importante.
 

4. Domani alle 17 vado al Circolo di S. Giovanni a Roma per un confronto tra mozioni, sabato mattina al congresso del mio circolo a Marconi, sabato sera alla Festa di Modena.

Democratica

L'ESERCIZIO DEL POTERE

27 maggio 2009 permalink 5commenti
Sono a casa con l’influenza. Che non sia suina non e’ detto: non sono stata in Messico di recente, ma qualcuno mi ha fatto notare che di maiali (forse malati) e’ pieno il parlamento - poi c’e’ la porcata della legge elettorale, ma quella e’ un’altra storia (o forse no).

Dopo i capponi e i tacchini, i maiali. E quando ti chiamano Onorevole, almeno da Roma in su, suona piu’ come un insulto che come il riconoscimento di uno status. Ma e’ ovvio che sia cosi’: se i parlamentari sono nominati dai capi di partito, ed a loro devono infinita riconoscenza e quindi obbedienza, nonche’ la speranza di essere rieletti, non rappresentano piu’ il popolo ma sono la fotocopia sbiadita del leader; non rispondono a chi li ha eletti ma a chi li ha nominati; non lavorano per risolvere i problemi dei cittadini ma quelli del capo (forse quindi e’ inevitabile, che una legge porcata porti in Parlamento dei maiali).

Il Parlamento e’ lento, si dice. Funziona male. Inefficiente. Vero. Perdiamo tantissimo tempo, i lavori sono organizzati in modo del tutto irrazionale. Ma quando serve, se serve, una legge la si fa in 3 giorni. Lodo Alfano insegna. Quando non serve (al capo – ai cittadini servirebbe eccome!) si piomba nell’inefficienza. Ma non sara’ che proprio l’inefficienza del Parlamento serve a chi “governa”…? Perche’ il ragionamento fila: il Parlamento non funziona, quindi faccio senza il Parlamento. Meno funziona, piu’ il ragionamento fila…

La riduzione del numero dei parlamentari, poi. E’ partita la rivendicazione della “paternita’” della proposta: la Lega deve alimentare il suo profilo anti-Roma ladrona (salvo poi sperperare soldi pubblici come sull’election day); l’IdV ha nel dna la lotta alla casta (se poi i loro parlamentari venissero anche a votare, qualche volta, riusciremmo a far passare qualche cosa); l’UdC glissa. Noi, per una volta, abbiamo una qualche credibilita’ sul tema: il primo giorno della legislatura abbiamo depositato una proposta di legge (la cosiddetta “bozza Violante”, che gia’ dal nome si capisce di chi e’ la paternita’…). Ora, la nostra proposta comprende il taglio dei parlamentari, ma anche tante altre cose, come il superamento del bicameralismo e la trasformazione del Senato nella camera delle autonomie. Perche’ il vero punto, non e’ quanti siamo, ma come lavoriamo e a chi rispondiamo. Se siamo efficienti, se facciamo buone leggi (se ne facciamo, visto che per ora convertiamo solo decreti), se siamo trasparenti, se rappresentiamo chi ci ha eletti, se lavoriamo per i cittadini o per il capo. E infatti, quelli che lavorano per il capo, hanno disciplinatamente contraddetto se stessi e votato contro la diminuzione dei parlamentari dopo averla chiesta

Tutto questo appare molto lontano, estraneo, alla cosiddetta “vicenda Noemi”. Non ne ho scritto una riga, finora. Personalmente, non voglio sapere nulla delle vicende private di Berlusconi. Mi importano pero’ tre cose.

Mi importa che chi ricopre la carica di Presidente del Consiglio sia nel pieno delle sue facolta’ mentali, e che le dedichi a governare il paese. Non a difendersi dal gossip, non a organizzare feste o a smentire che ci siano mai state, non a incipriarsi. Chi e’ stato eletto ha non solo il diritto, ma anche e soprattutto il dovere di governare. E governare, in un tempo difficile come questo, richiede decisioni, atti, misure concrete. Dietro alle parole e all’immagine, ci vuole un po’ di sostanza. E’ quella che chiedono gli imprenditori che non vedono ne’ riforme ne’ accesso al credito, e’ quello che chiedono i cassaintegrati, e’ quello che chiedono i precari e i disoccupati, i commercianti, anche le casalinghe che fanno i conti per la spesa. Vuole il potere? Ne vuole di piu’? Beh, intanto eserciti quello che ha, che non e’ poco.

Mi importa che le istituzioni riacquistino credibilita’. Un Paese e’ piu’ fragile, piu’ debole, piu’ esposto a rischi di instabilita’ e di destabilizzazione (sia interna che esterna) quando le sue istituzioni non sono solide, credibili, trasparenti. Qui, tra un Presidente del Consiglio che insulta il Parlamento e la Magistratura e che smentisce se stesso ogni 5 minuti, ed un’opinione pubblica che si sta facendo un’idea penosa del Presidente del Consiglio (a me ricorda tanto Michael Jackson…), ci resta solo il Presidente della Repubblica. L’essenziale, ma un po’ poco.

Mi importa il fatto che la nostra societa’ consideri normale accendere la tv e trovare su un canale (del servizio pubblico, tra l’altro) 4 belle donne in minigonna e tacco 12 parlare di topless, e su un altro (sempre del servizio pubblico) 4 uomini brutti e vecchi parlare di politica. E, ancora peggio, mi importa che quelle 4 bellissime donne (che magari saranno anche piu’ sensate dei 4 uomini sull’altro canale) non siano prese da uno studio e portate nell’altro cosi’, per un’operazione di immagine o per uno scambio di favori. Mi importa che mia figlia cresca in un posto in cui essere una ragazza non significhi essere un gingillo. Un posto in cui avere una testa e delle idee ti lasci libera di essere anche carina. Perche’ possiamo fare tutte le leggi che vogliamo, ma la vera violenza nasce da li’. E si aggiunge alla violenza del mancato rispetto delle regole e degli altri, della logica del furbo che sgomitando ottiene piu’ di quanto gli spetta, del condono o del concorso truccato. La violenza dell’assenza di rispetto, in cui il valore delle persone sparisce. Lo sdoganamento definitivo del lato peggiore di ognuno di noi.

Democratica

UN BUON WEEK END (E I VERI FANNULLONI)

21 maggio 2009 permalink 3commenti
Ieri mattina l'aula alla Camera era convocata per le 10. Per due ore abbiamo aspettato che il governo si materializzasse: non era pronto a dare i pareri sugli emendamenti per la legge comunitaria. Abbiamo iniziato a votare alle 12. Brunetta dovrebbe iniziarla dal governo, la lotta ai fannulloni...

Comunque, settimana "breve": la campagna elettorale porta molti parlamentari / candidati in giro a prendere preferenze (che poi non serviranno, se non per "conte" interne: come si sa, per sedere al Parlamento Europeo non si devono avere incarichi istituzionali, quindi ogni preferenza data ad un Ministro o parlamentare è letteralmente buttata via. Con il risultato di "bloccare" le liste, perchè verranno eletti probabilmente quelli che avranno avuto meno preferenze ma che beneficieranno della dimissioni dei "big").

Noi non abbiamo candidati "ineleggibili", quindi ogni preferenza sarà reale. Ed ogni eletto sarà "chiavi in mano", pronto a partire (e a restare lì, a lavorare, come è normale che sia e come avviene in ogni altro paese). Il voto di ognuno di noi conta, stavolta. E va usato bene.

Proprio per questo da oggi a domenica sono in tournée:

oggi alle 18.00 a Bergamo “Il PD del futuro”, insieme a  Sergio Gandi (Candidato Consigliere comunale di Bergamo),  Luca Sofri e  Maurizio Martina allo Spazio incontri UBIK - Via S. Alessandro 1. 

Alle 20.30 sarò a cena alla Festa del Partito Democratico di Arcene (Bergamo).

Domani alle 14 a Verona al Liston 12 a Piazza Bra con Debora Serracchiani, Diego Zardini (candidato alla presidenza della provincia) e Silvio Gandini (candidato alle europee).

Alle 16.30 al PD di Vicenza per un incontro con i Giovani Democratici con Debora e Daniela Sbrollini.

Alle 18.30 aperitivo a Thiene (stessa formazione).

Alle 20.30 a Valdagno (idem).

Sabato alle 9 al mercato di Bassano con Debora, Daniela, Calearo e la Puppato.

Alle 11 con Debora e i candidati della Bassa Padovana al mercato di Piazza Maggiore a Este.
 
Alle 13 pranzo al Pleasure caffè ai Giardini del Castello di Este.

Alle 15 a Padova, riunione delle donne PD con Debora e Zanonato.

Alle 17 in Piazza Azzurri d'Italia per la manifestazione con Franceschini e Zanonato. Dalle 20, a Vicenza alla Festa democratica in Campo Marzio.

Domenica, alle 10 a Taglio di Po (Rovigo) con il sindaco Margaret Crivellari per la presentazione del programma alla sala conferenze di Piazza Venezia.

Buon week end...
Diario parlamentare

I FANNULLONI, LA PROF ED ISRAELE

12 febbraio 2009 permalink 4commenti
In aula, si vota il decreto cosiddetto “antifannulloni”. Con una gran fretta, perche’ sono le 5 di giovedi’ pomeriggio ed i parlamentari della maggioranza, e della Lega in particolare, trovano scandaloso votare fino a questa ora tarda e vogliono essere “liberati” dalle loro incombenze istituzionali e tornare “sui loro territori”, ovvero a casa. Nessuno sembra notare la contraddizione.

Cosi’ come non ha fatto una piega una professoressa che stamattina spiegava alla classe portata in gita a Roma che “questo e’ il Parlamento”. Peccato che fossero davanti a Palazzo Chigi. Ora, sulle prime ho pensato che fosse poco chiaro alla stessa professoressa quale fosse il palazzo del Governo e quale quello della Camera. Poi mi e’ venuto in mente che chissa’, forse lo sapeva benissimo – ma giustamente indicava il luogo dell’attivita’ legislativa reale, sostanziale, e non quello formale. Visto che fin’ora abbiamo “licenziato” una sola legge di iniziativa parlamentare, e convertito una gran quantita’ di Decreti, molti blindati dal voto di fiducia.

Questo pare non bastare, a questo governo. L’uso cinico del “caso Eluana” si e’ dimostrato, come previsto, tristemente strumentale. Non si potrebbe spiegare altrimenti la volonta’ espressa da Berlusconi di “non parlarne piu’”, ma di “andare avanti” sulla strada del “confronto” (scontro) con il Presidente della Repubblica sui relativi ambiti di potere. Chi decide – questo sembra essere il punto, l’unico rilevante. Chi decide tutto, su tutto.
Io non trovo scandaloso che si affronti il tema di una riforma costituzionale. Sono molte le cose su cui, per nostra iniziativa, sono state formulate proposte di riforma – a partire dal cosiddetto “pacchetto Violante” (superamento del bicameralismo perfetto, diminuzione del numero dei parlamentari,…). Non e’ questo, che mi scandalizza.
Trovo pero’ spaventose due cose. Innanzitutto, la strumentalizzazione a fini politici di un caso di dolore privato, personale, umano. Che lo si usi per produrre argomenti a favore (o contro) un diverso equilibrio dei poteri dello Stato, o per spingere una legge (piuttosto che un’altra) sul testamento biologico. Credo che quando si chiede silenzio, si chieda innanzitutto questo: rispetto. Da un “caso”, per quanto drammatico, si puo’ trarre insegnamento. Non lo si puo’ usare come una clava per i propri fini politici. Almeno, io credo non sia bene farlo.
La seconda cosa che trovo grave e’ che – a regole del gioco immutate – il compito del Presidente del Consiglio e’ scritto in quella Costituzione su cui il Governo intero ha giurato. Ci sono scritti i limiti di competenza, ed i criteri di rispetto delle prerogative di ognuno dei poteri dello Stato. Disattenderli e’ controproducente proprio per chi ha l’ambizione di cambiarli. Forse e’ realismo, e non saggezza, la premura di Bossi verso il Capo dello Stato. E forse e’ il timore di ripercussioni sul “federalismo fiscale” – che poi, sembra essere ridotto ad un paravento che nasconde il nulla (ma questo e’ un altro post…)

Cambiando argomento, ieri ho avuto insieme ad altri parlamentari del PD un incontro con una cinquantina di presidenti di organizzazioni ebree americane, in visita in Italia prima di andare in Israele. Interessante, anche perche’ avevamo appena avuto i risultati delle elezioni in Israele. Un risultato politico netto, al di la’ dell’incertezza che si apre sulla formazione del governo (ci sono due paesi la cui politica e’ piu’ complessa di quella italiana: il Libano, ed Israele): la perdita di consenso di tutte le forze “progressiste”, il trionfo delle destre. Come in una scala cromatica, con sfumature piu’ accentuate agli estremi. Qualcuno ha detto che Israele non ha votato pensando alla pace con i palestinesi, ma alla guerra con l’Iran. Bene, per quel poco che puo’ contare, l’incontro di ieri mi ha dato esattamente questa impressione. Una sfasatura fin troppo eccessiva rispetto al “nuovo corso” obamiano del dialogo con il mondo arabo e musulmano. L’idea che il dialogo e’ tempo perso (quindi, tempo guadagnato per il regime), le sanzioni non funzionano, e l’unica opzione resta il bombardamento. L’idea che anche le elezioni non contino, perche’ tra riformisti e conservatori non c’e’ alcuna differenza – anzi, i dittatori sono meglio, perche’ “sinceri” e non “ipocriti”, e di fronte a loro il mondo ha piu’ difficolta’ a trovare alibi. Disarmante, desolante, disperante.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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