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federica mogherini
Per la pace

LIBIA: MOZIONE LEGA-PDL, TANTO RUMORE PER NULLA

3 maggio 2011 permalink 0commenti

“Tanto rumore per nulla. Due settimane di balletti tra Lega e Pdl, la strumentalità con cui si è usata la nostra partecipazione ad una delicata missione internazionale per regolare equilibri di potere ed interessi elettorali in vista delle amministrative, ed alla fine hanno perso tutti.

Ha perso la Lega, che passa dalla contrarietà all'intervento al chiedere sommessamente una cosa ovvia, cioè che la Nato comunichi, quando sarà tempo, la data di conclusione delle operazioni. Perde Berlusconi, che dal duello con Bossi esce con la coda tra le gambe, dimostrando che questo governo è costantemente in balia degli umori di qualcuno.

Ma perde soprattutto l'Italia, umiliata da 10 giorni di tira e molla sul tema che per eccellenza richiede al contrario coesione e serietà. Perde, ancora, in credibilità internazionale, posto che sia possibile scendere ancora più in basso”.

E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera.

“Ed oggi arriva la ciliegina sulla torta: una mozione pasticciata, che non dice nulla, che mescola la sentenza della Corte europea sul reato di clandestinità all'Afghanistan, rendendo sempre più penosamente ridicola la nostra politica estera. Se davvero si volessero aprire le porte ad un intervento diplomatico in Libia, l'unica strada sarebbe lavorare seriamente e con credibilità per questo. Non certo perdere tempo in inutili balletti che hanno più a che fare con le elezioni amministrative che con la Libia”.


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Sulla stampa

LIBIA: GRAVE ASTENSIONE PRES. COMM. DIFESA E VOTO CONTRARIO DI DEPUTATI PDL

24 marzo 2011 permalink 0commenti

“Trovo inconcepibile e gravissimo che il Presidente della Commissione Difesa della Camera Cirielli oggi si sia astenuto in Aula sulla risoluzione, presentata dalle opposizioni, ma dal contenuto identico a quella votata all’unanimità dalle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato venerdì scorso, che impegna il Governo a dare attuazione alla risoluzione ONU 1973”.

E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Segretario della Commissione Difesa della Camera.

“Credo sia altrettanto grave che alcuni parlamentari del PDL della Commissione Difesa abbiano addirittura votato contro, rendendo così evidente che i contrasti interni alla maggioranza sulla risoluzione in Libia, oltre a riguardare evidentemente la Lega, non risparmiano nemmeno il PDL”.



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permalink | inviato da BlogMog il 24/3/2011 alle 13:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Diario parlamentare

LIBERIAMO IL POVERO CIRIELLI

22 novembre 2010 permalink 1commenti

Edmondo Cirielli è parlamentare, presidente della Commissione Difesa della Camera dei Deputati, e presidente della provincia di Salerno.

L'ultima settimana per lui dev'essere stata un vero incubo: la Camera ha approvato la finanziaria, che comporta scelte complicate e gravi per il buon mantenimento dell'efficienza delle nostre forze armate; il vertice Nato di Lisbona ha approvato il nuovo concetto strategico dell'alleanza, e rimesso a punto la strategia in Afghanistan; in Campania, attorno al caso del termovalorizzatore del salernitano è scoppiato un inferno dentro lo stesso PDL; la competenza rimbalza tra comune, provincia e regione e diventa questione nazionale con la presa di posizione del ministro Carfagna che tutto accetterebbe tranne che la gestione del termovalorizzatore ricadesse nelle mani di Cirielli. I due si insultano a distanza, per interposta persona (vedi Mussolini), e direttamente. Il ministro La Russa difende il suo pupillo "ex-AN". Lui ricorda alla Carfagna che "deve tutto a Berlusconi", e scrive ai colleghi (parlamentari) da presidente della provincia, ma su carta intestata della presidenza della Commissione Difesa della Camera. E' evidente che inizia a fare confusione.

Bisogna risalire al 5 novembre (quasi 20 giorni fa) per trovare una qualche dichiarazione del presidente (di Commissione) Cirielli, mentre sono centinaia le agenzie del presidente (di Provincia) su quelle che nel PDL chiamano le "guerre tra bande". Ed ora gli potrebbe toccare anche di dover davvero gestire la vicenda del termovalorizzatore, con annessi e connessi - rischio infiltrazioni, appalti, sicurezza, legalità, contrasti politici... Troppo.

Propongo di liberare il povero Cirielli, se non da entrambi i suoi onerosi ruoli, almeno da uno. Si apre il televoto su quale dei due...

Democratica

COSA DEVONO FARE...?!

30 marzo 2010 permalink 4commenti
Oggi in effetti c'è tantissimo vento. Ma temo che non ci si riferisse a fattori meteo, quando si diceva che il vento sta cambiando.
Ora, la parte più penosa è quella del "abbiamo tenuto". Per carità, un esercizio vecchio di decenni - ricordo le facce imbarazzate di quasi tutti quelli che, nella storia di questa seconda repubblica, sono "scesi dai giornalisti" per spiegare che in fondo è andata bene, se si somma questo e si considera quest'altro.
Oggi vedere il ripetersi stanco di questo esercizio fa male più delle altre volte. Perchè non capisco cosa altro possano o debbano fare tutti quelli che cercano (e non da oggi) di farci capire che così non va bene. Non vanno a votare. Quelli più coscienziosi o con un senso del dovere civico interiorizzato hanno votato ma annullato la scheda, o votato solo il candidato presidente, o le liste civiche - ma non il loro partito (PdL o PD che sia). Quelli più incazzati hanno votato Grillo. Quelli più pragmatici hanno votato Lega - perchè ormai siamo a questo, e sarà bene riconoscerlo: dietro le smorfie razziste, dietro il politicamente scorretto, la Lega nasconde anima e progetto, ed il suo vero tallone d'Achille non è la natura di quel progetto, ma la sua incapacità di realizzarlo. Insomma, hanno fatto di tutto, gli elettori, per lanciarci un segnale: non ci piacete, vedete di darvi una regolata e cambiare. L'hanno detto, in parte, al PdL, a cui però riconoscono evidentemente, nel complesso, una capacità di rappresentanza e di governo di cui noi non ci capacitiamo ma che forse sarà ora di imparare a decifrare. E l'hanno detto al PD, se è vero che siamo a livelli di consenso inferiori a quelli di un anno fa, che al nord non ci stacchiamo dal 20%, che in Emilia Grillo prende il 6% e il presidente uscente viene riconfermato con 10 punti in meno della volta precedente, e che al sud siamo in caduta libera con l'unico paracadute di un candidato che non volevamo e di una roccaforte bianca, più che rossa, come la Basilicata. A Roma, a parità di votanti, il PD perde 100.000 voti, la totalità dei quali resta nella coalizione ma non sceglie il PD - 90.000 votano solo la Bonino, che pure era una candidata complicata...
Segnali chiari, direi. Ma noi lì, a togliere anche quell'ultimo spiraglio di espressione libera, e a spiegare che ai nostri risultati di lista vanno sommati quelli al solo presidente, o alle liste civiche. Ma ci sarà un motivo se uno ha votato il candidato e non il partito? O sono tutti incapaci di intendere e volere? Ma no, sarà che non ci hanno capiti... E via, a recitare il vecchio e stanco rito del "abbiamo tenuto", tanto rassicurante quanto pericoloso, perchè finchè ci si consola così, sarà difficile vedere i problemi, ed iniziare a trovare le soluzioni.
Oggi leggo che la soluzione sarebbe il "modello Liguria": tutti dentro, dall'UDC alla Sinistra comunista. Che se non sbaglio è anche il "modello Piemonte" - la differenza la fa il 4% di Grillo, che il Piemonte c'era e in Liguria no. Ma, posto che non si può proibire alla gente di candidarsi, la via è allargare le alleanze da Grillo a Casini...? Ma davvero...?
Segnalo uno splendido Vincino sul Corriere di oggi: "Rifecero l'Unione per riperdere come sempre fa l'Unione". A questo punto, mi aspetto Prodi candidato premier nel 2013.

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permalink | inviato da BlogMog il 30/3/2010 alle 12:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (4) | Versione per la stampa
Democratica

L'ARROGANZA DEL POTERE

2 marzo 2010 permalink 1commenti
I sostenitori del PdL della provincia di Roma (e non solo, immagino) protestano per l'esclusione della loro lista. Immagino come si debbano sentire, non solo loro ma anche e soprattutto quei mancati candidati che avevano già investito soldi - tanti soldi - e promesse - altrettante se non di più - con la speranza o la certezza di diventare consiglieri regionali. E che oggi si vedono portare via il sogno da anonimi candidati (fino a ieri privi di speranza) di anonime liste civiche o politicamente marginali. Già ieri l'attacchinaggio di Storace era frenetico - alla spasmodica ricerca di voti identitari e di riempire uno spazio politico improvvisamente lasciato libero, vuoto.

Ma contro chi protestano, i candidati ed i sostenitori del PdL...? Innanzitutto contro se stessi, pare. Contro "il partito che evidentemente ancora non c'è" (parole che mi suonano familiari...), contro la sciatteria di chi doveva fare cose che non ha fatto - o piuttosto contro la cieca ubbidienza che ha portato a fare cose che non andavano fatte, ma che erano state ordinate? 

A ben guardare, questo pasticcio deriva non tanto da incapacità (fin troppo facile chiedersi come si può governare una regione se non si governa neanche la presentazione della propria lista), ma dalla leggerezza tipica dell'arroganza del potere. Da quel senso di naturale onnipotenza che nasce dal porsi al di sopra delle regole, in modo sistematico, "normale": "cosa vuoi che succeda, mica possono escludere noi...". Strano che ancora non sia venuto fuori il fatidico "lei non sa chi sono io...!!!" - il senso di tutta questa storia mi pare stia proprio lì. Non si esclude chi vince, neanche se viola le regole, neanche se si pone al di sopra di ogni regola. Perchè vince, e chi vince ha sempre ragione, e chi ha ragione fa le regole, più che seguirle. 

E' un modo di fare, e di pensare, contro il quale in Italia abbiamo pochi, pochissimi anticorpi. E' la stessa radice da cui nascono i casi di corruzione, di illecito nella pubblica amministrazione, di abuso di potere: il senso di onnipotenza, di arroganza, di un potere da cui tutto dipende, che tutto può. Ed al quale ci pieghiamo, come cittadini e come popolo, ogni volta che pensiamo che per avere un lavoro si debba chiedere a qualcuno, che ci si possa far togliere una multa da un assessore, che per avere l'informazione giusta si debba fare un favore a chi gestisce l'appalto, che per saltare la fila bisogna conoscere chi sta davanti. Ogni volta che pensiamo che sia meglio assecondarlo, il potere, conquistarsene l'affetto, la riconoscenza - piuttosto che controllarne l'operato, chiederne conto. 

E' il circolo vizioso più difficile da spezzare: funziona così, lo faccio anch'io. E chi è, o si sente, "il potere", vive dentro questa rete di accondiscendenza e richiesta di tutela fino a sentirsi inviolabile, onnipotente. Creatore delle regole, non creatura in uno stato di diritto. 

E allora che vuoi che sia, mezz'ora in più, mezz'ora in meno... Burocrazia, dettagli. Figurati se valgono per me...

Vorrei davvero sapere contro chi protestano.
 
In Veneto

CHI SEMINA VENTO

3 giugno 2009 permalink 1commenti

Ero a Verona in questi giorni. Tante iniziative di campagna elettorale, per sostenere i nostri candidati sindaci (come a S. Bonifacio), quelli alla Provincia (come a S. Giovanni Lupatoto e a San Michele), quelli alle europee (come ad Avio, con Debora Serracchiani, Gandini e Nicoletti).

Tra un'iniziativa e l'altra, due occasioni belle ed importanti: la festa dei popoli a Villa Buri, ed i festeggiamenti per la nascita della Repubblica. Ora, alla prima 10.000 persone hanno ballato, cantato, mangiato e parlato in quasi tutte le lingue del mondo. Per dire che nessuno è straniero - soprattutto se vive qui da anni o decenni. Un appuntamento arrivato al suo 18esimo anno, promosso e voluto con forza da associazioni laiche e cattoliche, aperto dal Vescovo ed animato da tante famiglie veronesi (di nascita e di adozione). Bandiere della pace, bambine rom che ballavano sul palco, bambine bionde che le imitavano sul prato di fronte. Una bella festa. La sera dopo, il Procuratore di Verona Schinaia è stato aggredito da un gruppetto di ragazzi, italiani dal forte accento veronese. Il giorno dopo ancora, il 2 giugno, a festeggiare la nascita della Repubblica il Comune di Verona era rappresentato non dal sindaco ma dall'assessore alla cultura, e nessuno dei parlamentari del PdL o della Lega era presente.

Ed oggi, su tutti i quotidiani nazionali, torna la triste immagine di Verona violente, covo di gruppi di estrema destra o semplicemente di ragazzi che vogliono "ripulire la città". Come se chi fa il suo lavoro per la legalità e la sicurezza dei cittadini fosse sporcizia.

Finchè la politica penserà di poter e dover trarre qualche piccolo o grande vantaggio elettorale dalla paura e dall'odio, questo è quello che continuerà ad accadere. Finchè si delegittimeranno le istituzioni pubbliche, a cominciare dalla magistratura, questo è quello che continuerà ad accadere. E finchè si lasceranno privi di rappresentanza e soli quei 10.000 di Villa Buri e quei tanti che lì non sono andati ma che vorrebbero vivere in una città (ed in un Paese) in pace con se stesso, accogliente e sereno, sicuro per chi è maggioranza e per chi è minoranza, questo è quello che continuerà ad accadere. E finchè chi ha compiti di rappresentanza istituzionale diserterà i momenti pure non controversi di unità nazionale, di coesione sociale, di tutti gli italiani, questo è quello che continuerà ad accadere.

La politica, e chi governa (il Paese, la città), ha delle responsabilità. Non si può fare con la mano destra ciò che si disfa con la sinistra, e pensare che vada bene così. Non va bene. Per nulla.  


"Città più insicura, violenza trova sponda in parole di odio"

L'aggressione di cui è stato vittima ieri il procuratore di Verona Schinaia "non è solo un atto grave verso la sua persona". "È anche un attacco ad un rappresentante delle istituzioni, colpito, a quanto si può capire in queste prime ore, proprio a causa della sua attività istituzionale, in difesa della legalità e della sicurezza dei cittadini". Lo afferma Federica Mogherini, della segreteria del Partito Democratico. "Un dolore - aggiunge l'esponente democratica - vedere ancora una volta la città di Verona presente nelle cronache nazionali per un episodio di violenza che rende più insicura la città e la vita di chi la abita. Ed è, purtroppo, riduttivo attribuire questo gesto di violenza, come altri prima, alla stupidità di singoli: è evidente che la violenza trova sponda e legittimazione in atteggiamenti e parole di odio cui troppo spesso alcune forze politiche ricorrono". "Al procuratore di Verona esprimiamo tutta la nostra solidarietà, gli auguri di una rapida guarigione e l'auspicio che possa continuare con determinazione ed efficacia il suo lavoro", conclude Mogherini.
Diario parlamentare

STATO CONFUSIONALE

17 dicembre 2008 permalink 4commenti
Sono in aula, si votano gli ordini del giorno sul decreto su “prezzi di materiali da costruzione, sostegno ai settori dell’autotrasporto, dell’agricoltura e della pesca, finanziamento delle opere per il G8 e definizione degli adempimenti tributari per Marche ed Umbria colpite da eventi sismici nel 1997”. Questo e’ l’uso che si fa dei decreti. Ne dobbiamo licenziare 3, piu’ la finanziaria, prima di Natale. Se decide di correre, il governo dovrebbe almeno studiare meglio il calendario – perche’ rischia seriamente di farli decadere, semplicemente perche’ a un certo punto i parlamentari della maggioranza vorranno andare a festeggiare il Natale a casa loro.

Bene, alcuni degli ordini del giorno presentati hanno lo stesso testo, e riguardano in maniera identica tutte le regioni italiane (un odg per ogni regione). Il governo ha dato parere contrario ad alcuni ordini del giorno, ed i parlamentari della maggioranza hanno votato contro, diligentemente. Poi ne ha recepiti altri, dal testo identico a quelli bocciati. Ed i parlamentari della maggioranza che avevano votato contro gli OdG relativi alle proprie regioni si sono “irritati”, ed intervenendo in aula hanno detto “il governo e’ in stato confusionale, non si puo’ andare avanti cosi’”.

Le regioni “penalizzate” dall’”errore” sono alcune di quelle del sud, quindi la Lega e' intervenuta per  rivendicare il voto contrario come atto politico. Al che i parlamentari del sud del PdL sono intervenuti contro la Lega.

In tutto questo, se i colleghi dell’IdV fossero presenti in aula, invece che a festeggiare (presumo), avremmo fatto passare diverse cose…
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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