.
Annunci online

federica mogherini
Diario

AMBIENTE: NON SPRECARE OPPORTUNITÀ DEL VERTICE DI RIO+20, SERVE UN’AGENDA GLOBALE PER LO SVILUPPO SOSTENIBILE

6 giugno 2012 permalink 0commenti

“All'indomani della giornata mondiale dell’ambiente, ed a pochi giorni dalla Conferenza delle Nazioni Unite RIO+20 sullo sviluppo sostenibile, il Partito Democratico ha voluto promuovere oggi un confronto con ong e forze sociali sul ruolo che l'Italia può e deve giocare per la promozione di uno sviluppo pienamente sostenibile. 

Nel pieno di una grave crisi economica internazionale è essenziale non sprecare l’opportunità di un vertice internazionale come quello di Rio de Janeiro per provare a delineare, e iniziare a praticare, nuovi modelli di sviluppo, capaci di conciliare politiche di crescita economica e politiche di sostenibilità ambientale, tenendo conto dei nuovi equilibri che emergono nel mondo e che chiamano a una comune responsabilità i paesi industrializzati, i paesi emergenti (o già ampiamente emersi), quelli più poveri.

Il vertice RIO+20 è chiamato a dare risposte sui temi di una nuova governance globale (a partire dalla proposta di istituire un Consiglio per lo sviluppo sostenibile e dalla trasformazione di UNEP in un’agenzia specializzata delle Nazioni Unite), a definire un’agenda globale per lo sviluppo sostenibile che sostenga e completi l’agenda per la lotta alla povertà e per gli Obiettivi del Millennio, ad indicare obiettivi concreti, condivisi e verificabili per dare corpo alla green economy e alle conseguenti scelte di politica economica, industriale, ambientale su scala globale.

Ci attendiamo che l’Italia, in forte coordinamento con il resto dell’Unione Europea, giochi un ruolo importante per contribuire ad una conclusione positiva e impegnativa del vertice di Rio, e che, dal giorno dopo, traduca gli impegni presi a livello internazionale in coerenti scelte di politica interna."

E' quanto dichiara Federica Mogherini, deputata e responsabile globalizzazione PD.

Agenda

MERCOLEDI' 6 GIUGNO 2012

5 giugno 2012 permalink 0commenti
 

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. RIO+20 ONU sviluppo sostenibile ambiente

permalink | inviato da BlogMog il 5/6/2012 alle 14:15 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Sull' Europa

CLIMA: EVITARE FALLIMENTO VERTICE DI DURBAN, SVILUPPO SOSTENIBILE RISPOSTA ALLA CRISI ECONOMICA INTERNAZIONALE

29 novembre 2011 permalink 0commenti

“La conferenza delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici, in corso a Durban, rappresenta un’occasione importante per consentire all’intera comunità internazionale di compiere passi in avanti verso una nuova concezione globale di sviluppo sostenibile.
Il vertice dovrà fare i conti con obiettivi e interessi divergenti tra paesi industrializzati e paesi emergenti, che appaiono sostanzialmente inconciliabili.
In realtà, è proprio la grave crisi economica che ha investito il mondo negli ultimi anni che impone la ricerca di una soluzione condivisa, capace di assicurare una redistribuzione globale di risorse e di ricchezze, una prospettiva di crescita economica e di piena industrializzazione per le potenze emergenti, ma al contempo una progressiva riconversione dei sistemi produttivi e delle fonti di approvvigionamento energetico in chiave di efficienza e di sostenibilità ambientale, attraverso un’opera epocale che può rappresentare uno straordinario volano di crescita economica e di nuova occupazione per l’intera comunità internazionale.
L’auspicio è che la conferenza di Durban non sia un’ennesima occasione persa: è ancora possibile definire un’agenda condivisa e un nuovo programma di impegni cogenti, proprio ora che siamo alla vigilia della scadenza del protocollo di Kyoto e a pochi mesi dal vertice ONU di Rio de Janeiro sullo sviluppo sostenibile del giugno 2012.
Un’azione comune e coordinata dell’Europa in tal senso può essere molto importante e può scongiurare un fallimento del vertice, contribuendo a far uscire il mondo dalla grave crisi economica in cui si trova, proprio a partire da un nuovo modello di sviluppo e di crescita sostenibile”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata e responsabile globalizzazione PD.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Durban ambiente sviluppo sostenibile Europa Kyoto

permalink | inviato da BlogMog il 29/11/2011 alle 16:6 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Per la pace

NOBEL PACE MAATHAI: LE SUE BATTAGLIE AMBIENTALISTE ISPIRINO LE SCELTE DELLA COMUNITÀ INTERNAZIONALE

26 settembre 2011 permalink 0commenti

“Mi unisco al cordoglio internazionale per la scomparsa di Wangari Maathai, prima donna africana premio nobel per la pace nel 2004.
Wangari Maathai ha capito prima di altri quanto stretto fosse il legame tra cambiamenti climatici, modelli di sviluppo, squilibri economici e povertà.
E con la creazione del movimento per la riforestazione del Kenya “Green Belt Movement” ha reso protagoniste le donne di una battaglia per lo sviluppo sostenibile, per la lotta alla povertà, per l’emancipazione femminile, per la pace.
In un’epoca di grandi trasformazioni, di crisi strutturale di un modello di sviluppo economico non più sostenibile, la sua testimonianza di impegno ambientalista, costruito negli anni con battaglie concrete e mai ideologiche, è di esempio per le donne e gli uomini dell’Africa e del mondo intero che lavorano alla costruzione di un nuovo ordine globale fondato sulla pace, sul riconoscimento dei diritti umani fondamentali, sulla democrazia, sulla sostenibilità dello sviluppo.
Ora l’impegno della comunità internazionale deve essere quello di onorare la memoria di Wangari Maathai, lavorando con coraggio e determinazione al pieno successo della quarta Conferenza dell’ONU sullo sviluppo sostenibile (Rio+20) che si svolgerà in Brasile dal 4 al 6 giugno 2012, per assicurare scelte concrete, verificabili nel tempo e impegnative per tutti”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Responsabile Globalizzazione del PD.

Diario parlamentare

DEFICIT DI CREDIBILITA'

3 dicembre 2008 permalink 5commenti
Oggi sono stata a sentire Frattini che illustrava il programma per la presidenza italiana del G8 davanti alle Commissioni esteri di Camera e Senato. Ho avuto difficolta' a trovare qualcosa di non condivisibile: c'erano una cinquantina di priorita' ed altrettanti "temi centrali". Dall'ambiente allo sviluppo dei paesi poveri, dal protezionismo alle risorse energetiche, dalla non-proliferazione nucleare alla necessita' di stabilizzare l'area tra Afghanistan e Pakistan... una gran quantita' di ottime intenzioni, altrettanti generici luoghi comuni, tutto il politicamente corretto e neutro immaginabile, e qualcosa di piu'.

Difficile dire che cio' che ha detto e' sbagliato. Il punto e' che non ha detto nulla, perche' se tutto e' prioritario nulla e' prioritario. E nulla si fara'.

Il vero dramma, e' il totale deficit di credibilita' che il nostro governo sconta su tutti questi temi, al di la' delle buone parole.

Prendiamo l'ambiente. Frattini dice che spera che gli Stati Uniti aderiscano al post Kyoto, e che non e' rilevante cio' che l'Europa fara', finche' USA, Cina ed altri grandi paesi non si assumeranno le proprie responsabilita' sulla riduzione delle emissioni. Quale credibilita' ha l'invito a ridurre le emissioni se viene da un paese che mette il veto sul piano ambientale europeo, e che fa marcia indietro sulle misure di incentivi ecologici appena ne ha l'occasione (per di piu' in maniera retroattiva)?!

Prendiamo lo sviluppo. Frattini dice che gli Obiettivi del Millennio sono "una priorita'". Nel frattempo, l'Italia ha praticamente azzerato le risorse per la cooperazione allo sviluppo. Si puo' parlare quanto si vuole di "approccio sistemico", "co-ownership" e incentivi agli investimenti privati... ma la credibilita' di chi ne parla, in questo caso, e' (purtroppo) uguale a zero. 

Sono solo due esempi, ma non secondari. A me dispiace, che sia cosi'. Preferirei che si riuscisse a fare un discorso onesto sulle priorita' della nostra politica estera, e che le si perseguisse con coerenza e trasparenza. Invece, si dice si' a tutto, a parole. E no a tutto, nei fatti.

Democratica

RIENTRO, MUMBAI E UN PAESE PER (POVERI) VECCHI

1 dicembre 2008 permalink 2commenti
1. Il mio rientro e’ stato intenso, e bello. Ho ripreso i lavori in aula con il voto della mozione sulla presidenza italiana del G8 – voto bipartisan su un nostro testo che contiene molte indicazioni impegnative sulla cui realizzazione dovremo vigilare. Ho pranzato con l’Ambasciatore francese ed i suoi consiglieri politici e militari discutendo di Afghanistan, nuove relazioni tra Europa e Stati Uniti, ratifica del trattato di Lisbona e futuro dell’UE dopo la Presidenza francese, modelli di difesa e bilanci di spesa. Ho fatto un incontro con i promotori della campagna “Un futuro senza atomiche”, per tracciare qualche utile ipotesi di lavoro comune tra loro (associazioni tra le piu’ rilevanti in Italia), i parlamentari che vorranno impegnarsi sul tema della non proliferazione e del disarmo nucleare, e la rete di citta’ per la pace che gia’ lavorano su questi temi da anni. Ho partecipato ad un interessante incontro nel circolo PD Aurelio a Roma sulla politica estera americana dopo l’elezione di Obama (che e’ ovviamente virato sulle analogie e le distanze tra la nostra politica e la loro). Sono stata a Rovigo per un’intervista a La Voce e poi a Canaro (in provincia di Rovigo ma a 15 Km da Ferrara) per un bellissimo dibattito sulla scuola e l’universita’ – partecipato, vivace, e con interventi intelligenti e ricchi di idee ed emozioni. Stasera sono di nuovo all’Ambasciata francese per salutare la Prima consigliera che ha finito i suoi quattro anni qui, domani in aula per una giornata interamente dedicata ai lavori parlamentari.

2. Sono giorni che, come tutti, leggo degli attentati a Mumbai. Ci sono stata nel gennaio del 2003, se non sbaglio. Era in occasione del Forum Mondiale Sociale, che per la prima volta lasciava la sua location tradizionale di Porto Alegre, Brasile, per andare dove la poverta’ era piu’ drammatica, le contraddizioni dello sviluppo piu’ vive. Ricordo una citta’ schizofrenica, dove fuori dai grandi alberghi di lusso dove alloggiavano gli stranieri (non noi, che per pudore avevamo optato per un 3 stelle di basso profilo) e dove gli indiani ricchi festeggiavano i loro matrimoni con elefanti, fuochi d’artificio e petali di rosa, dormivano tra i marciapiedi ed il margine delle strade trafficate relitti umani nudi e sporchi ricoperti solo di mosche. Sotto i cavalcavia, intere citta’ di lamiere. Sui treni urbani, la separazione non solo tra uomini e donne, ma tra prima e seconda classe, segnava un abisso insuperabile, due mondi paralleli.

Leggo in questi giorni l’immagine di una citta’ ricca e moderna, ma quello che mi colpi’ fu soprattutto lo stridente accostamento tra quella ricchezza e la poverta’ piu’ estrema. Non ho mai visto, in nessuna parte del mondo che ho visitato, tanta ricchezza e tanta poverta’ cosi’ vicine da toccarsi, scontrarsi. Guardarsi da vicino, ma senza mai confondersi, mescolarsi. Non credo si possa descrivere una citta’ cosi’ come allegra, moderna e felice. A me era parsa disperata. Finche’ non ci metteremo seriamente a lavorare su una piu’ equa distribuzione delle ricchezze e delle risorse, finche’ non chiameremo le nostre contraddizioni con il loro nome (e la poverta’ con il suo), non aiuteremo il mondo ad uscire dalle sue follie.

Follie che rischiano di trarre nuovo slancio da questo sangue: l’obiettivo di qualsiasi attacco terroristico e’ sempre la regressione del dialogo, la chiusura degli spiragli di pace faticosamente aperti. Non a caso, questi di Mumbai colpiscono nel momento in cui tra India e Pakistan si costruiva un canale di possibile cooperazione, che poteva allargare i suoi benefici effetti fino nella complicatissima situazione afghana. La migliore sconfitta del terrore e’ il perseguimento, tenace e testardo, del dialogo e della pace. Il primo pericolo in cui rischiamo, tutti, di cadere, e’ la retorica della sicurezza militare - come se le armi fossero la nostra unica e piu’ efficace polizza contro gli attacchi suicidi.

Mi resta accesa una spia nel cervello – il pensiero che la religione con tutto questo non c’entra assolutamente nulla.

3. Finalmente il governo si e’ scosso dal torpore ed ha varato la sua manovra anti-crisi. Tardi, e poco. Ma almeno s’e’ mosso (certo, se si fossero risparmiati i soldi buttati via per il taglio dell’Ici ai redditi alti e per l’ “italianita’” di Alitalia, avremmo avuto qualcosa di piu’ in cassa e la manovra sarebbe stata piu’ incisiva e consistente…). Quello che mi colpisce, confrontando le misure italiane a quelle degli altri paesi europei, sono tre anomalie italiane – oltre al ritardo: la totale assenza di incentivi/investimenti su misure di carattere ambientale, il ricorso a misure occasionali (una tantum) piuttosto che strutturali o di medio periodo, e la prevalenza di  misure rivolte ai redditi bassissimi a fronte della disattenzione al "ceto medio", tanto che Libero qualche giorno fa titolava "attacco ai ceti medi". Difficile invocare una ripresa dei consumi se ci si limita ad evitare che la gente muoia di fame... Non riusciamo a guardare piu’ lontano di domani mattina. Siamo un paese di vecchi, per vecchi: incapace di pensare al futuro. E’ questa la cosa piu’ triste.

Diario americano

LA VERA AMERICA

5 novembre 2008 permalink 7commenti
Oggi c’è la felicità pura, che basta a se stessa e riempie il cuore. Non avevo osato sperarci. Mi aspettavo, all’ultimo momento, la grande delusione, il risveglio amaro dal sogno impossibile. Ho passato due anni ad accarezzare l’idea che fosse possibile, ed a condividerla. Due anni meravigliosi in cui il semplice interessarmi alla campagna - seguirla, studiarla, sostenerla per come si può – mi ha dato tantissimo. Ho imparato tanto. Ne ho tratto entusiasmo, comprensione del mondo (vicino e lontano), idee, e credo anche valori. Ed immagino quanto questo valga per chi vive lì, per chi ha fatto di questa la sua prima esperienza politica, per chi ha costruito questo successo. Ecco, mi sembrava che potesse essere abbastanza anche così, che se anche il sogno si fosse interrotto la portata del cambiamento che aveva avviato fosse in sé già sufficiente, più che sufficiente - grande. Per il movimento che ha innescato,per l’onda che ha generato, nelle coscienze, nei cuori, nella mente di milioni di persone. Ed invece non c’è stato nessun granello di sabbia nell’ingranaggio, nessuna caduta libera dall’alto dei sogni. L’America si è dimostrata un grande paese, gli americani un grande popolo. Ancora faccio fatica a crederci.

Le parole di McCain sono state meravigliose. “Come together”. Non solo il rispetto dell’avversario, ma la comune identità, al di là delle differenti idee, l’essere fianco a fianco, simili pur restando diversi. Il cuore, l’essenza della convivenza. Ciò che fa grande l’America, la capacità di essere tutti diversi e tutti eguali, un unico corpo che vive grazie (e non nonostante) le differenze dei milioni di cellule che lo compongono. Il rispetto. Una grande lezione non solo politica, ma umana.

Le parole di Obama, così perfette che ogni commento risulta non solo superfluo, ma forse fastidioso. Quella sì, cara Palin, era la “vera America”.

Gioia oggi, felicità pura. Non c’è neanche spazio per guardare alle nostre piccole tristi cose – chi commenta come, la destra improbabile ed imbarazzata, le nostre polemiche che già vedo all’orizzonte. “Non è una vittoria del PD” – ovvio che no, che discorsi, ma non si può gioire della vittoria di idee che si condividono?! “Ci manca l’Obama Italiano” – questa mi fa impazzire: quel che ci manca è la cultura e lo spirito del popolo americano (quello sì, davvero migliore di chi lo governa), il considerare l’innovazione un valore e non una minaccia, il futuro una sfida ed un’opportunità, il sogno americano del “tutto è possibile” un’opportunità per crescere e non il pericolo di perdere ciò che già abbiamo. Non è Obama che ci manca in Italia, ma gli americani ed il loro modo di pensare. Ed anche, un po’, la coerenza e la semplicità dei comportamenti, la serietà degli impegni, e la precisione che solo il lavoro duro e ben organizzato può portare.

Cambia il mondo? Io credo di sì. Non solo perché cambia l’immaginario (un nero alla Casa Bianca, il Kenya che fa festa nazionale, la sensazione che devono provare oggi gli arabi di fronte ad un Presidente americano che si chiama Hussein). Non solo perché sarà un esempio, una fonte di incoraggiamento al cambiamento. Ma anche e soprattutto perché cambia l’agenda politica globale: ambiente, cambiamento climatico ed energie alternative; diplomazia e multilateralismo; potere d’acquisto della classe media; sistema sanitario ed istruzione. Cambiano le prioritò, cambiano le parole d’ordine, ciò di cui si discute. Sparisce lo scontro di civiltà, si lavora sull’interdipendenza – “we’re one world”, disse a Berlino, e nessuno meglio di lui può dirlo.

E voglio proprio vedere il nostro governo, che solo poche settimane fa ha bloccato il piano europeo per l’ambiente, ora come tiene fede alla promessa di essere e restare partner privilegiato di una superpotenza che inverte l’ordine di priorità ed investe sul futuro del pianeta. Al G8 ci sarà da divertirsi (e non per le barzellette…)

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


Questo blog è stato visto 1 volte

footer