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Sulla stampa

WIKILEAKS: CONFERMA TOTALE ASSENZA DI CREDIBILITÀ DI BERLUSCONI

18 febbraio 2011 permalink 0commenti

“Quel che emerge dalle nuove rivelazioni di Wikileaks sull'Italia purtroppo non è che una triste conferma di quello che denunciamo da sempre: con questo governo il nostro paese è ostaggio della totale assenza di credibilità di Berlusconi”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e Segretario in Commissione Difesa alla Camera.
“Importanti scelte sull'Afghanistan, sulle basi militari in territorio italiano, sulle armi in queste ospitate, non sembrano determinate da libere ed autonome valutazioni del governo sul merito, ma piuttosto appaiono come la compensazione per una debolezza altrimenti non sostenibile con alleati fondamentali quali gli Stati Uniti. E' questo, prima ancora del contenuto specifico delle scelte, a colpire e preoccupare: che possano esser state prese non perché ritenute giuste, ma perché ci si era messi nelle condizioni di non poterle valutare altrimenti. Questa debolezza, questa passività, fa male all'Italia, e proprio a partire dal nostro rapporto con gli alleati e con gli Stati Uniti, che potrebbe trarre solo vantaggio da un confronto serio e paritario sulle decisioni cruciali che riguardano tutti noi. Ma soprattutto, è una debolezza che gli italiani non meritano: i militari che operano con dedizione e coraggio in scenari difficili e pericolosi, i cittadini che vivono nelle aree limitrofe alle basi militari. Loro per primi, e con loro tutti gli italiani, devono essere certi che quando le istituzioni prendono una decisione che li riguarda da vicino, lo fanno esclusivamente perché ritengono quella scelta utile e necessaria, e non certo per compensare l'assenza di credibilità di un Presidente del Consiglio."


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permalink | inviato da BlogMog il 18/2/2011 alle 15:1 | Versione per la stampa
Diario parlamentare

POMPEI, SFIDUCIA AL GOVERNO E AFGHANISTAN

12 novembre 2010 permalink 0commenti

Ieri il PD ha presentato una mozione di sfiducia – di cui sono firmataria – al Ministro della Cultura Sandro Bondi, dopo il crollo dell'Armeria dei Gladiatori a Pompei. Quì trovate il testo integrale.

Oggi, invece, il PD ha presentato alla Camera, insieme all’IDV, una mozione di sfiducia al Governo Berlusconi. Quì il testo.

Infine, sempre oggi, ho incontrato una delegazione di afghani, rappresentanti della società civile e attivisti per i diritti umani. In questo comunicato stampa, trovate il racconto dell’incontro.

Diario parlamentare

UN VECCHIO SALTIMBANCO

29 settembre 2010 permalink 0commenti
 

Un uomo anziano, solo, quasi rassegnato mentre ascolta gli interventi che, in un'aula che si è rapidamente svuotata, gli ricordano le promesse che non è stato in grado di mantenere, l'assenza di credibilità, la realtà della vita vera di chi vive là fuori - senza le auto blu dai finestrini oscurati.

Berlusconi arriva puntuale, insieme a lui tutto il governo. Frattini si è seduto un'ora prima per prendere il posto alla destra del padre. Lui non è venuto che 5 o 6 volte in aula, in 2 anni e mezzo di governo - mentre i suoi ministri e sottosegretari, in queste ultime settimane, si sono abituati a fare presenza, a votare per portare su il numero di voti della maggioranza, altrimenti sempre a rischio. Per questo, sentirlo iniziare con una filippica da Presidente della Repubblica sulla centralità del Parlamento fa sorridere di amarezza. Si capisce subito che il tono sarà quello solenne, noioso e truffaldino, delle bugie malamente recitate.

Parla per un'ora, legge senza euforia un lungo e freddo elenco di cose fatte e di cose da fare, sfiorando a tratti il ridicolo: il completamento della Salerno-Reggio Calabria, il Ponte sullo Stretto di Messina, l'abbassamento delle tasse, il federalismo a costo zero, l'Italia che avrebbe incoraggiato USA e Russia a stilare l'accordo START 2 sulla riduzione delle testate nucleari, la riduzione dell'88% dello sbarco dei clandestini, la digitalizzazione della giustizia... Manca solo che giuri che lui è Babbo Natale e che a dicembre arriverà a portare regali a tutti su una slitta portata in volo da vere renne lapponi. A tratti viene da ridere.

Se non fosse che non siamo al Bagaglino ma nell'aula della Camera, e lì fuori l'Italia è tutt' un'altra cosa. Se non fosse che chi ci vive, in quell'Italia là fuori, ha bisogno di altro, finite le barzellette. E che sarebbe compito del governo dare quelle risposte che chi vive là fuori ha il diritto di avere.

Invece no. Ancora, ancora, ancora, siamo agli slogan vuoti, alle promesse mancate - con alcune significative omissioni: niente rifiuti a Napoli, niente ricostruzione a L'Aquila... -. Siamo al solito vecchio noioso numero di un vecchio saltimbanco che non fa più ridere nessuno. Tranne i parenti stretti, che quasi impietositi applaudono diligentemente ogni inchino, ogni piroetta. Una deputata, la Biancofiore, deve aver avuto l'indicazione precisa di far partire un certo numero di applausi: alla fine di ogni frase, si sbraccia - a volte resta da sola, ad applaudire il clown.

Alla fine del discorso, resta in aula, ad ascoltare. Non c'è la solita processione di baciamano e sorrisi, non c'è la solita adulazione. Resta solo. Sotto di lui Letta, quasi a vegliarlo. Pochi posti più in là, la Carfagna da una parte, la Brambilla, la Prestigiacomo dall'altra. Si avvicina la Santanchè. I parlamentari del PdL si ritrovano in Transatlantico, vanno a mangiare. Lui resta lì, solo.

Perchè lo fa? Perchè il solito vecchio numero delle promesse (mai mantenute e quindi sempre buone)? Perchè ha paura. Di perdere le elezioni, se ci si dovesse andare - o almeno di non vincerle, restando vittima di uno stallo ancora più logorante di questa situazione di continuo scontro con Fini. Di perdere l'immunità che, almeno temporaneamente, è riuscito ad ottenere. Di finire, di vedere la sua parabola finire.

E la scelta di mettere la fiducia su queste sue ridicole dichiarazioni sono la prova tangibile della paura: i finiani hanno detto fin dal principio che loro avrebbero votato la fiducia - perchè fedeli al mandato degli elettori ed al programma di governo -, e con la richiesta della fiducia il governo si mette al riparo dalla tanto attesa verifica della "quota 316". Anzi, proverà a dire che ottiene oggi più voti che ad inizio legislatura. Ma di fatto, dà oggi vita al Berlusconi 2, un nuovo governo con la stessa compagine e lo stesso programma - ma con una maggioranza politica a sostenerlo diversa da quella del 2008: oggi c'è il PdL, c'è la Lega, c'è Futuro e Libertà (più qualche gruppetto non sufficiente a fare a meno di Fini ma che pure resta lì, come una spia perenne del tentativo - malriuscito - di campagna acquisti).

Niente fa pensare che il Berlusconi 2 sarà meglio dell'1: nè che sarà più stabile, nè che si concentrerà di più sui problemi del Paese che su quelli di uno solo.

Nessuna buona notizia, mi pare, da questa brutta, triste giornata parlamentare.

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permalink | inviato da BlogMog il 29/9/2010 alle 15:28 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Democratica

L'ESERCIZIO DEL POTERE

27 maggio 2009 permalink 5commenti
Sono a casa con l’influenza. Che non sia suina non e’ detto: non sono stata in Messico di recente, ma qualcuno mi ha fatto notare che di maiali (forse malati) e’ pieno il parlamento - poi c’e’ la porcata della legge elettorale, ma quella e’ un’altra storia (o forse no).

Dopo i capponi e i tacchini, i maiali. E quando ti chiamano Onorevole, almeno da Roma in su, suona piu’ come un insulto che come il riconoscimento di uno status. Ma e’ ovvio che sia cosi’: se i parlamentari sono nominati dai capi di partito, ed a loro devono infinita riconoscenza e quindi obbedienza, nonche’ la speranza di essere rieletti, non rappresentano piu’ il popolo ma sono la fotocopia sbiadita del leader; non rispondono a chi li ha eletti ma a chi li ha nominati; non lavorano per risolvere i problemi dei cittadini ma quelli del capo (forse quindi e’ inevitabile, che una legge porcata porti in Parlamento dei maiali).

Il Parlamento e’ lento, si dice. Funziona male. Inefficiente. Vero. Perdiamo tantissimo tempo, i lavori sono organizzati in modo del tutto irrazionale. Ma quando serve, se serve, una legge la si fa in 3 giorni. Lodo Alfano insegna. Quando non serve (al capo – ai cittadini servirebbe eccome!) si piomba nell’inefficienza. Ma non sara’ che proprio l’inefficienza del Parlamento serve a chi “governa”…? Perche’ il ragionamento fila: il Parlamento non funziona, quindi faccio senza il Parlamento. Meno funziona, piu’ il ragionamento fila…

La riduzione del numero dei parlamentari, poi. E’ partita la rivendicazione della “paternita’” della proposta: la Lega deve alimentare il suo profilo anti-Roma ladrona (salvo poi sperperare soldi pubblici come sull’election day); l’IdV ha nel dna la lotta alla casta (se poi i loro parlamentari venissero anche a votare, qualche volta, riusciremmo a far passare qualche cosa); l’UdC glissa. Noi, per una volta, abbiamo una qualche credibilita’ sul tema: il primo giorno della legislatura abbiamo depositato una proposta di legge (la cosiddetta “bozza Violante”, che gia’ dal nome si capisce di chi e’ la paternita’…). Ora, la nostra proposta comprende il taglio dei parlamentari, ma anche tante altre cose, come il superamento del bicameralismo e la trasformazione del Senato nella camera delle autonomie. Perche’ il vero punto, non e’ quanti siamo, ma come lavoriamo e a chi rispondiamo. Se siamo efficienti, se facciamo buone leggi (se ne facciamo, visto che per ora convertiamo solo decreti), se siamo trasparenti, se rappresentiamo chi ci ha eletti, se lavoriamo per i cittadini o per il capo. E infatti, quelli che lavorano per il capo, hanno disciplinatamente contraddetto se stessi e votato contro la diminuzione dei parlamentari dopo averla chiesta

Tutto questo appare molto lontano, estraneo, alla cosiddetta “vicenda Noemi”. Non ne ho scritto una riga, finora. Personalmente, non voglio sapere nulla delle vicende private di Berlusconi. Mi importano pero’ tre cose.

Mi importa che chi ricopre la carica di Presidente del Consiglio sia nel pieno delle sue facolta’ mentali, e che le dedichi a governare il paese. Non a difendersi dal gossip, non a organizzare feste o a smentire che ci siano mai state, non a incipriarsi. Chi e’ stato eletto ha non solo il diritto, ma anche e soprattutto il dovere di governare. E governare, in un tempo difficile come questo, richiede decisioni, atti, misure concrete. Dietro alle parole e all’immagine, ci vuole un po’ di sostanza. E’ quella che chiedono gli imprenditori che non vedono ne’ riforme ne’ accesso al credito, e’ quello che chiedono i cassaintegrati, e’ quello che chiedono i precari e i disoccupati, i commercianti, anche le casalinghe che fanno i conti per la spesa. Vuole il potere? Ne vuole di piu’? Beh, intanto eserciti quello che ha, che non e’ poco.

Mi importa che le istituzioni riacquistino credibilita’. Un Paese e’ piu’ fragile, piu’ debole, piu’ esposto a rischi di instabilita’ e di destabilizzazione (sia interna che esterna) quando le sue istituzioni non sono solide, credibili, trasparenti. Qui, tra un Presidente del Consiglio che insulta il Parlamento e la Magistratura e che smentisce se stesso ogni 5 minuti, ed un’opinione pubblica che si sta facendo un’idea penosa del Presidente del Consiglio (a me ricorda tanto Michael Jackson…), ci resta solo il Presidente della Repubblica. L’essenziale, ma un po’ poco.

Mi importa il fatto che la nostra societa’ consideri normale accendere la tv e trovare su un canale (del servizio pubblico, tra l’altro) 4 belle donne in minigonna e tacco 12 parlare di topless, e su un altro (sempre del servizio pubblico) 4 uomini brutti e vecchi parlare di politica. E, ancora peggio, mi importa che quelle 4 bellissime donne (che magari saranno anche piu’ sensate dei 4 uomini sull’altro canale) non siano prese da uno studio e portate nell’altro cosi’, per un’operazione di immagine o per uno scambio di favori. Mi importa che mia figlia cresca in un posto in cui essere una ragazza non significhi essere un gingillo. Un posto in cui avere una testa e delle idee ti lasci libera di essere anche carina. Perche’ possiamo fare tutte le leggi che vogliamo, ma la vera violenza nasce da li’. E si aggiunge alla violenza del mancato rispetto delle regole e degli altri, della logica del furbo che sgomitando ottiene piu’ di quanto gli spetta, del condono o del concorso truccato. La violenza dell’assenza di rispetto, in cui il valore delle persone sparisce. Lo sdoganamento definitivo del lato peggiore di ognuno di noi.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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