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federica mogherini
Democratica

COMUNQUE VADA

7 giugno 2009 permalink 4commenti
Non so come andrà. Non faccio previsioni e non metto asticelle. So solo che tre cose dovremo farle in ogni caso.

Dovremo cercare di vincere quanti più ballottaggi possibile. Le elezioni non finscono oggi, ma tra due settimane. Spero che ce lo ricorderemo tutti, e non solo quelli di noi che fanno politica e campagna elettorale nei territori dove quei ballottaggi si terranno - perchè sappiamo bene che gran parte della nostra credibilità (anche su quei territori) dipende dalla capacità di tutti noi di fare squadra, lavorare uniti, essere generosi e leali.

L'altra cosa da fare, comunque vada, è continuare a costruire il PD. E se qualche mese fa ci dicevamo che era necessario "non tornare indietro", da domani dovremo "andare avanti" - molto avanti...

Anche perchè la cosa più importante da fare è restituire alla politica dignità, trasparenza, spirito di servizio, utilità per il bene pubblico. L'astensione questo ci dice - e non c'è certo bisogno di aspettare i dati definitivi per capirlo. Una politica che torni ad essere "utile" agli elettori e non agli eletti è il primo, irrinunciabile passo per rimettere al loro giusto posto le cose.

PS: domattina alle 8 sono al caffè di Corradino Mineo, su Rai Tre e su RaiNews24.




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Democratica

OGGI E DOMANI, A ROMA

28 maggio 2009 permalink 1commenti
La voce non è tanta, ma proviamo... : stasera alle 18.30 al PD di Casalotti, domattina alle 11 volantinaggio al mercato e alla Coop di Laurentino con Sassoli, alle 19 sempre con Sassoli alla Feltrinelli di Viale Marconi. Per chi può e vuole, segue una cena - info sul sito del PD Marconi e su quello del PD del XV municipio.




 
   
Democratica

OGGI SU YOUDEM

4 maggio 2009 permalink 0commenti


(in attesa di avere un minimo di tempo per raccontare il resto...)
Democratica

DOMANI A OMNIBUS

28 aprile 2009 permalink 3commenti
Domani mattina saro' a Omnibus, puntata sulle elezioni europee con Capezzone e De Magistris. Dalle 7.45 su La7.

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Democratica

TRIBUNA ELETTORALE

28 aprile 2009 permalink 2commenti




Questa è la tribuna elettorale a cui ho partecipato ieri.

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Diario

FEDERALISMO FISCALE, ASCOLTO, COERENZA (E UN PO' DI POLITICA ESTERA)

24 marzo 2009 permalink 12commenti
1. In aula a votare il federalismo fiscale. Un provvedimento che abbiamo migliorato tantissimo qui alla Camera. Abbiamo deciso il voto di astensione, che per una volta (e speriamo sia la prima di una lunga serie) non e’ la media aritmetica di alcuni si e alcuni no, ma una valutazione di merito di fronte ad un testo molto migliorato rispetto all’inizio, ma che prevede una delega ad un governo di cui non ci fidiamo, e l’indeterminatezza di alcuni elementi non marginali (come la carta delle autonomie). So che sara’ un po’ piu’ difficile da spiegare, ma credo che sia giusto che il voto su una materia cosi’ seria e cruciale sia orientato dal merito delle cose e non dall’opportunita’ politica o comunicativa. (Posto che se tutti noi ci sforzeremo di comunicarlo per quello che e’, faremo un servizio utile al PD ed al paese).

Certo che la Lega potra’ esultare ben poco… il cosiddetto “piano casa” (che case a chi non ne ha non ne da’, quindi e’ piuttosto un “piano mansarda”, o piu’ seriamente un decreto per l’edilizia) cancella in due righe tutte le competenze delle regioni e dei comuni. Bel federalismo, davvero.

2. In questi giorni abbiamo fatto diverse cose buone ed utili. Sabato, un’assemblea dei circoli che ha reso giustizia alla qualita’, alla passione, alla vivacita’ del popolo democratico. Io sono convinta che quella sia non solo la nostra forza e la nostra ricchezza, ma che costituisca l’identita’, l’essenza del nostro partito: il PD e’ quello, quelle persone, quelle facce, quelle voci. Con il loro essere non solo “in contatto” con la realta’, ma dentro la vita vera del nostro paese, degli italiani. Noi siamo cosi’, siamo quelli li’: persone normali, vive, vere, semplici ed appassionate, che credono che l’Italia vada cambiata, che il PD sia lo strumento per farlo, e che fanno delle loro idee, del loro tempo, della loro faccia e della loro voce gli strumenti per portarlo all’altezza del compito – enorme – che si e’ dato. E’ stata una bella giornata, in cui ci siamo ascoltati e riconosciuti. Li’ c’erano certamente idee e storie e modi di fare, parlare e vedere le cose diversi tra loro, ma il sentimento di far parte di un progetto comune, piu’ alto e piu’ grande delle identita’ (individuali) di ognuno, era tanto evidente da essere quasi visibile, con quel “noi, il PD” che non aveva nulla di retorico e quella pedana circolare che annullava la distanza tra chi parlava e chi ascoltava.

Ci siamo ascoltati, ci siamo riconosciuti. Sappiamo cosa serve fare e cosa va evitato ad ogni costo. Proviamo ad essere coerenti, seri, semplici. A lavorare in squadra, ad essere propositivi. A parlare del paese reale e con il paese reale. Per ora mi pare funzioni.

Per esempio, ieri la direzione ha approvato il regolamento per le candidature alle europee. Lo si puo’ confrontare con l’appello che un paio di post fa avevo riportato qui, e che avevo fortemente condiviso, senza trovare significative distanze. A volte le cose che si pensa sia giusto fare si riesce a farle.

Tutto questo comporta una mole di lavoro piu’ che consistente, ed una modalita’ di “multitasking” piuttosto impegnativa. Prima o poi apriro’ il cassetto mentale sbagliato nel momento sbagliato e nel posto sbagliato e faro’ un gran pasticcio. Spero che non avvenga – o avvenga in modo piu’ indolore possibile, piu’ irrilevante possibile.

Domani alle 10.20 a RedTv con Concita, poi aula, e in serata una riunione delle parlamentari. Giovedi’ pomeriggio (se non votiamo) a Padova per la presentazione del libro su Tom Benetollo. Venerdi’ al circolo Talenti di Roma. Sabato a Bologna.

3. La politica estera, in tutto questo, la guardo un po’ da lontano – purtroppo. Ma ieri sera ho avuto l’opportunita’ di cenare con alcuni interlocutori italiani e americani di grande competenza ed esperienza sulle vicende americane. Stanchezza a parte, e’ stata una bella occasione per ragionare sulla crisi economica internazionale, la politica estera ed economica di Obama, le risposte dell’Europa. Ho raccolto una preoccupazione superiore alle aspettative sulla durata della crisi, e la convinzione che alcune scelte di politica estera americana ci stupiranno, nei mesi a venire.

Sull' Europa

UN APPELLO CHE CONDIVIDO

17 marzo 2009 permalink 9commenti
Un altro modo di andare in Europa

Nell’imminenza delle elezioni europee riteniamo importantissimo che la scelta delle candidature del Partito Democratico avvenga sulla base di criteri nuovi che privilegino la costruzione di una classe politica motivata e le competenze internazionali e aggiornate dei candidati rispetto ai longevi curriculum istituzionali di rappresentanti già carichi di responsabilità.

Le ragioni sono molte ed essenziali per la crescita del PD, dell’Italia e della sua rappresentanza europea.

- Il Parlamento Europeo ha bisogno di persone attente alla modernità e ai cambiamenti internazionali, per le quali il futuro e non il passato sia un elemento decisivo della propria prospettiva politica. E di persone desiderose di impegnarsi e mettersi in gioco piuttosto che di trovare un sereno e confortevole ambito di rappresentanza. E ne hanno bisogno l’Europa, l’Italia e i suoi interessi europei.

- Il centrosinistra italiano possiede molte nuove competenze e disponibilità che non hanno finora trovato spazio nell’esercizio della politica nazionale e per le quali la concretezza dell’attività europea sarebbe il migliore terreno di formazione e valorizzazione.

- Il futuro del PD ha bisogno di una nuova classe dirigente, e la sua crescita politica è da molti anni assente dagli impegni dei partiti di cui è erede. E ne ha bisogno il futuro dell’Italia.

- In tempi di delusione e insoddisfazione per le recenti vicende politiche nazionali non darebbe una buona impressione agli elettori la riproposizione come candidati al Parlamento Europeo di persone che già occupano seggi al parlamento nazionale o incarichi istituzionali di altro tipo, salvo che se ne dimettessero prima. È importante che chiunque si candidi al Parlamento Europeo assuma l’impegno di dedicarsi pienamente ed esclusivamente al suo mandato per l’intera legislatura: chi viene eletto rimanga in Europa.

- Le elezioni europee attraggono per la natura dell’istituzione un voto di opinione e appartenenza, più che un’adesione a politiche definite o personalità specifiche. L’investimento su nomi meno noti e rodati non comporta quindi rischi di comunicazione, anzi andrebbe esattamente verso una richiesta di rinnovamento ormai molto insistente, oltre che legittima.

Avere caro il futuro dell’Europa, come si dice sempre, significa affidarne le istituzioni al futuro stesso, e non zavorrarle del passato. Noi chiediamo che queste indiscutibili ragioni orientino le scelte nella selezione delle candidature, e che guidino il Partito Democratico nella fedeltà al suo progetto.

Giovanni Bachelet, deputato del PD
Francesco Boccia, deputato del PD
Gianrico Carofiglio, senatore del PD
Giuseppe Civati, consigliere regionale del PD
Cristina Comencini, Direzione Nazionale del PD
Paola Concia, deputata del PD
Gianni Cuperlo, deputato del PD
Roberto Giachetti, deputato del PD
Sandro Gozi, deputato del PD
Pierfrancesco Majorino, capogruppo PD Comune di Milano
Teresa Marzocchi, Direzione Nazionale del PD
Matteo Renzi, Presidente della provincia di Firenze, del PD
Luca Sofri, Direzione Nazionale del PD
Salvatore Vassallo, deputato del PD


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permalink | inviato da BlogMog il 17/3/2009 alle 22:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (9) | Versione per la stampa
Sull' Europa

QUALE EUROPA

7 ottobre 2008 permalink 1commenti
24 ore a Parigi, per una riunione del gruppo del PSE al Parlamento Europeo con i rappresentanti dei gruppi parlamentari nazionali. Di per se’, l’idea di provare a coordinare almeno le informazioni ed un po’ di analisi tra i due livelli mi pare eccellente. Uno dei principali problemi che abbiamo (come europei e soprattutto come “pro-europei”) e’ la mancanza di sinergia quando non addirittura l’aperta contraddizione tra le scelte che si compiono a livello nazionale ed in Europa. Nel concreto, la cosa e’ stata anche piu’ interessante del previsto. Qualche pensiero sparso:

1. La preoccupazione comune riguarda il sentimento di paura ed ansia che spinge tutte le societa’ europee alla chiusura e le espone al fascino dei populismi – di destra, ma anche di sinistra (anche se da noi questo si vede meno). Il rischio che vedo, e’ che si guardi il dito e non la luna, ci si preoccupi dell’ascesa dei partiti e politiche di estrema destra piuttosto che del consenso popolare che li sostiene. Non sara’ dicendo “fascisti” e “razzisti” che convinceremo qualcuno dei nostri argomenti. Credo che ci voglia costanza e coerenza, credibilita’ e serieta’, nel dire le cose che pensiamo senza censurarne alcuna: che l’immigrazione clandestina va fermata, che vanno attaccate le mafie che la gestiscono, che il controllo delle frontiere va fatto con rispetto dei basilari principi di rispetto della dignita’ umana, che va sviluppata una politica seria di integrazione a cominciare dal mondo del lavoro, che va contrastato il lavoro nero a cominciare da chi lo sfrutta, che sono necessarie politiche serie di cooperazione allo sviluppo per risolvere le cause che spingono alla disperazione che sceglie di emigrare, e serie politiche di dialogo interculturale ed educazione alla convivenza.

2.Il paradosso e’ ovunque quello di vedere opinioni pubbliche sempre piu’ convinte della necessita’ di politiche contrarie a quelle che la destra ha proposto in questi anni – soprattutto in campo di deregulation economica, in questa fase di crisi -, e tuttavia i voti vanno a destra. La sensazione che a noi manchi la credibilita’, a volte lo spirito d’iniziativa, spesso una “narrazione” che consenta di identificarsi, di sentirsi parte di un progetto a lungo termine, di una comunita’. Il senso di “perdita di se’” che colpisce l’identita’ culturale trova risposte ovunque nella ricerca di radici – mi raccontava il Presidente dei parlamentari socialisti belgi valloni che nel suo paese i ragazzi italiani di 3 o 4 generazione hanno ripreso a studiare l’italiano e vanno in giro con magliette con su scritto “Italia”. Si cerca disperatamente o allegramente una definizione di se’ – il problema e’ dove la si trova.

3. Il tema di cui tutta Europa parla e’ la crisi, e le sue ripercussioni sull’Europa. Non si discute SE arrivera’ – ma COME fronteggiarla. Rasmussen, presidente del PSE, ha presentato su questo una proposta articolata che il Parlamento Europeo ha votato a maggioranza qualificata – il che significa che dovrebbe diventare oggetto di un’iniziativa da parte della Commissione. Di fronte al livello del dibattito europeo, fanno pena le rassicurazioni del nostro governo sulla presunta immunita’ dell’Italia dalla crisi. Come se la cosa non ci riguardasse.

4. Continuo a vedere una seria difficolta’ per l’Europa. In parte e’ paralizzata dalla mancata ratifica dei nuovi trattati. In piu’ – saro’ brutale - non e’ chiaro a cosa serva. Ok, a stare meglio di come stavamo quando non c’era: niente piu’ guerra, grande mobilita’, moneta unica solida senza la quale saremmo seriamente nei guai. Questo serve a dire “a cosa e’ servita” – non “a cosa servira’”. Manca una missione, una visione. L’unica che si intravede e’ quella protezionista, di tutela nella competizione contro il resto del mondo. Anche chi parla di “Europa sociale” – saro’ sempre brutale – rischia di cadere nel campo della conservazione di un passato che non c’e’ piu’, in una nostalgia protezionista che non credo ci appartenga, culturalmente. O ci si inventa qualcosa di serio e di nuovo in tempi molto rapidi, o sara’ bene che iniziamo ad accettare il fatto che l’integrazione e’ fatta (piu’ o meno) e non si parla piu’ di “piu’ Europa o meno Europa”, ma di quali politiche si fanno in Europa. E del fatto che questa Europa e’ governata, a livello comunitario ed ai livelli nazionali, dalla destra. Io credo sia utile mettercelo bene in testa, da qui all’inizio della campagna per le elezioni europee.

Una piccola tristezza: Alitalia. Vista dal resto d'Europa, e' diventata una barzelletta. Pensano che non voli, o voli poco e male. Non si fiderebbero, a prenderla. Il danno d'immagine e quindi economico temo sara' irreparabile.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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