.
Annunci online

federica mogherini
Diario parlamentare

P.S.

22 gennaio 2009 permalink 4commenti
Questo è l'intervento che ho fatto ieri sera in aula per illustrare il nostro emendamento al Decreto di finanziamento delle missioni internazionali - che impegnava il governo a riferire ogni 3 mesi al Parlamento sull'andamento delle missioni in Libano e Afghanistan. Ovviamente, pur dicendo di condividerne "lo spirito", il governo ha dato parere contrario e la maggioranza non lo ha votato (poi ha presentato un ordine del giorno molto simile, accolto).
Su Gaza, il nostro ordine del giorno è stato accolto - così come quello del PDL che ha FOTOCOPIATO (realmente) il testo del nostro... 
 
Diario americano

IL NUOVO MONDO (E IL VECCHIO)

21 gennaio 2009 permalink 3commenti
Sono state giornate lunghe, frenetiche, stancanti ed emozionanti. Ovviamente, la concentrazione nell'arco di due giorni di due provvedimenti relativi alla politica estera (ratifica del trattato con la Libia e decreto per il finanziamento delle missioni internazionali), in un Parlamento altrimenti concentrato unicamente su vicende interne, è stata calendarizzata nella giornata dell'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti - un evento rilevante per tutto il mondo, questa volta più ancora di quelle precedenti, ed a maggior ragione per chi si occupa di politica estera... Oltretutto, non si è capita la fretta del governo: per la ratifica del decreto sulle missioni internazionali avevamo tempo fino al 1 marzo, e noi finanziamo (tra le altre) una presenza italiana a Gaza con 4 Carabinieri nel momento in cui il governo annuncia che ce ne manderà 16. Inefficienza delle istituzioni, scarso tempismo, o solo un approccio confuso e da dilettanti, probabilmente. 

Provo ad andare per punti, con ordine.

1. Missioni internazionali. Qui c'è il mio intervento in aula. Siamo riusciti a far rimettere 45 milioni per la cooperazione civile per i primi 6 mesi dell'anno, ed oggi presentiamo un ordine del giorno che impegna il governo a metterci almeno la stessa cifra per il secondo semestre. Per i primi 6 mesi aumentano i fondi per le missioni militari, ma non essendo aumentato il Fondo annuale si tratta solo di un anticipo di cassa: si spendono tutti i soldi adesso, confidando che a giugno Tremonti ne conceda di nuovi (buona fortuna). La cosa sconcertante è che non è dato sapere qual'è il contributo qualitativo (al di là di quello quantitativo: soldi e uomini e mezzi) che il nostro paese dà alla definizione delle linee strategiche delle missioni internazionali. Nel momento in cui il mondo, Stati Uniti per primi, si interroga su come cambiare direzione in Afghanistan, noi ci limitiamo ad assumere un ruolo passivo - diamo ciò che ci viene chiesto. E la politica? Non pervenuta. Per questo abbiamo depositato un disegno di legge quadro sulle missioni internazionali (per evitare che sia semplicemente un passaggio obbligato, contabile e burocratico), ed un emendamento al decreto che impegna il governo a riferire ogni 3 mesi almeno su Afghanistan e Libano. Tra poco lo presentiamo e votiamo in aula.

2. La Libia. Io non sono tra chi ritiene che con un paese come la Libia non si debbano sottoscrivere accordi - al contrario. Non contesto l'opportunità politica del trattato - al contrario. Credo però che il governo lo abbia chiuso molto male, che contenga elementi a dir poco discutibili (argomenti che sono stati ampiamente illustrati da uno come Martino...). Purtroppo, il testo di un trattato non è emendabile. Per questo, a titolo personale, mi asterrò.

3. Il discorso di Obama è stato perfetto. Quella lista di "vecchi valori" è una meraviglia: "lavoro duro e onestà, coraggio e correttezza, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo" - saranno "vecchi" per l'America, ma quanto sono "nuovi" per noi e per il mondo che la stessa America ci ha abituati a vivere...!  E poi la responsabilità ("Dio ci ha chiamato a forgiare un destino incerto. Questo è il significato della nostra libertà"), ed il richiamo allo spirito della Costituzione che è chiamato a servire ("tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza"). L'apertura al mondo, l'annuncio della svolta in politica estera legato alla consapevolezza che se è la valorizzazione del "patchwork" che la compone a rendere grande l'America, allo stesso modo è la convivenza e la collaborazione tra diversi a poter far sopravvivere il nostro pianeta. E' la rivoluzione culturale rispetto all'era Bush, senza sconti e senza rancore - semplicemente, oggi entriamo nel futuro ("abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l'unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia"). Benvenuti nel nuovo mondo. Ora al lavoro.  

 
Per la pace

DOMANI AD ASSISI

16 gennaio 2009 permalink 0commenti








Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. gaza pace assisi tavola della pace

permalink | inviato da BlogMog il 16/1/2009 alle 15:11 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Per la pace

DOMANI A RED TV E LE IDEE ASSURDE DI LA RUSSA

15 gennaio 2009 permalink 2commenti
"E’ importante che col decreto in discussione in Parlamento sia assicurato il finanziamento alle missioni militari all’estero, che vedono impegnate le nostre forze armate in numerose aree di crisi per interventi di pace.

Tuttavia, registriamo con grande preoccupazione la decisione di prevedere un aumento delle risorse per le spese militari, a fronte di un azzeramento dei fondi destinati alla cooperazione civile.

E’ una scelta sbagliata, tanto più oggi, quando in tutto il mondo si inizia a prendere atto che la guerra al terrorismo e gli interventi nelle aree di crisi richiedono una risposta non solo militare, ma anche e soprattutto civile e politica, investendo sulla ricostruzione materiale e istituzionale.

D’altronde, i tagli alla cooperazione civile previsti oggi nel decreto sulle missioni militari sono purtroppo coerenti con i durissimi tagli già operati alla cooperazione allo sviluppo con l’ultima manovra finanziaria.

Già era sbagliato pensare di limitare gli interventi di cooperazione agli scenari di crisi in cui operano i nostri militari, escludendo così campi di azione che sono invece cruciali per la sicurezza internazionale e la pace.

Ora arriva la conferma che si tratta di una linea strategica del governo, che non attribuisce valore e dignità al ruolo della cooperazione civile come parte qualificante della nostra politica estera.

Crediamo invece che sia decisivo, tanto più in contesti di crisi complessi, com’è ad esempio quello afgano, assicurare una forte presenza sia militare che civile, con adeguati investimenti di risorse per entrambi gli ambiti, assicurando una distinzione di ruoli e di competenze, in cui ognuno sia chiamato a svolgere le funzioni che gli sono proprie.

Per questo, riteniamo grave e inaccettabile l’idea del Ministro La Russa per cui i militari possano assicurare maggiore efficienza nella gestione degli interventi di cooperazione, rispetto alle organizzazioni e agli operatori civili, che hanno esperienza e competenze specifiche in materia.

Chiediamo con forza che Governo torni sui suoi passi, ridando dignità e sostegno finanziario alla cooperazione, che può efficacemente affiancare le nostre forze armate nelle aree di crisi e che rappresenta più in generale una risorsa straordinaria per l’Italia."

P.S. Domattina alle 10.15 sarò a Red Tv su Gaza.
Per la pace

UN PESSIMO INIZIO

13 gennaio 2009 permalink 8commenti
Un inizio d’anno non tra i più felici, non c’è che dire.

Da Gaza arrivano notizie di una guerra nuova, diversa da quelle a cui sembriamo essere ormai assuefatti, rassegnati. Un numero enorme di vittime, per lo più “civili”, in un luogo che è un non-Stato, privo di quella per noi naturale separazione tra istituzioni, politica, società. Privo di luoghi riparati, privo di diritti. Dove è difficile dire chi è soldato e chi è bambino. Dove è difficile capire chi vince e chi perde, l’unica linea che marca la vittoria pare essere la fortuna di sopravvivere. Al momento, mi pare che una vittima certa ci sia già: l’ANP, Fatah. Privata della rappresentanza politica e mediatica del popolo palestinese, e della possibilità di negoziare alcunché, non ha più quasi ragion d’essere, se non il premio di consolazione di poter dire ai palestinesi di Cisgiordania che ha evitato loro il tormento che i parenti di Gaza stanno vivendo. Come sempre, quando parlano le armi e la gente muore, si rafforzano le fazioni armate, i discorsi di guerra, di odio. Per la prima volta da decenni il conflitto non ha più al centro il territorio, la creazione di uno Stato palestinese, i confini o l’acqua, ma il riconoscimento reciproco, il diritto all’esistenza. E per la prima volta è esplicita la frammentazione del quadro: le parti non sono due, tutto è evidentemente più complesso.

Le responsabilità, ad oggi, sono ovunque, e trovo sterile litigare su chi ne abbia di più (Hamas, Israele, Fatah, la comunità internazionale, i paesi arabi, l’Iran e la Siria, gli Stati Uniti, l’Europa, l’ONU, l’opinione pubblica…). Questa è la cosa che mi mette più tristezza: vedere gli scontri estendersi all’Europa, le tifoserie accendersi - noi che siamo qui, lontani dalla morte, lontani dalla paura, al sicuro. E’ il virus dello scontro di civiltà che si diffonde, che confonde. In cambio di una parte con cui stare, di un’identità certa, sembriamo essere pronti a dar via quel poco di razionalità che era (forse) rimasta. Mi auguro che da martedì prossimo gli Stati Uniti giochino un ruolo positivo nel conflitto, perché non vedo come lo si possa risolvere altrimenti. Nel nostro piccolo, possiamo coltivare la razionalità, sfuggire alla tentazione della tifoseria, sostenere le ragioni e le vie della pace. Io sarò ad Assisi, sabato, alla manifestazione della Tavola della Pace.

Rientrata da 15 giorni di Messico (Chiapas, siti Maya ed un po’ di mare) la lettura delle pagine politiche dei quotidiani italiani mi ha fatto venire una gran voglia di ripartire all’istante. Ristiamo alla costituente di centro…?! Che poi si allea con la sinistra riformista…?! E al mantra sul “rifondare il PD”, “rilanciare il progetto”, “coinvolgere le personalità”…?! Inizio ad avere seri dubbi sull’adeguatezza di un’intera generazione di “personalità” ad incarnare e realizzare un progetto politico che evidentemente non sta nelle sue corde. E temo che l’inadeguatezza delle persone faccia naufragare un grande progetto politico, trascinandolo a fondo. Qui non stiamo parlando dell’ennesima forma della infinita transizione del sistema politico e partitico italiano. E neanche della scialuppa di salvataggio di qualcuno. Ma dello strumento nato (e generato mi auguro consapevolmente) per far vivere la partecipazione politica progressista in questo secolo, dopo che quello passato è finito. FINITO.

Nel frattempo, il governo si accinge a mettere l’ennesima fiducia su un Decreto anti-crisi che non inciderà in alcun modo sulla crisi, con risorse ridicole (2,5 miliardi) e misure inadeguate. Rifondazione smette di rifondarsi e si sfonda, tra una settimana si insedia Obama, ed io lavoro sul Decreto di rifinanziamento delle missioni internazionali…

Buon anno.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


Questo blog è stato visto 1 volte

footer