.
Annunci online

federica mogherini
Attività parlamentare

DI NUOVO SUL PROCESSO BREVE

13 aprile 2011 permalink 0commenti

 

L'intervento che ho svolto ieri durante la seduta notturna alla Camera sempre sul "processo breve".


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. processo breve prescrizione breve giustizia

permalink | inviato da BlogMog il 13/4/2011 alle 10:56 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Attività parlamentare

SUL PROCESSO BREVE

7 aprile 2011 permalink 0commenti

 

Il mio intervento sul "processo breve" nel corso della seduta notturna di ieri alla Camera.


Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. processo breve giustizia lodo Alfano

permalink | inviato da BlogMog il 7/4/2011 alle 10:32 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Diario

CHE BUIO...

28 gennaio 2009 permalink 3commenti
In aula tutto il giorno, oggi, per votare mozioni. L'unico strumento di iniziativa parlamentare, a dire la verita' piuttosto debole, rimasto in vita sotto la valanga di conversioni di decreti legge che ci arriva ogni settimana. Piuttosto deprimente.

Ma non e' certo questa la ragione principale di depressione, in questi giorni. Ce n'e' in abbondanza, purtroppo.

La violenza dilaga. Sono gli stupri, e le battute sugli stupri. E' la caccia al rumeno e la clemenza al romano di buona famiglia, il bravo ragazzo. Il riflesso di rabbia della giustizia fai da te. Un ministro della giustizia che riferisce in aula sul degrado del nostro sistema giudiziario facendo un lungo elenco di disastri e neanche una indicazione di massima di come non dico risolverli, ma almeno affrontarli.

E' l'illusione che moltiplicare i soldati in strada serva a prevenire delitti, mentre con l'altra mano si tagliano i fondi alla polizia, e si pensa di rendere inutilizzabili le intercettazioni. E' la voce di un amico veronese che con calma mi dice che la sera e' bene evitare di incrociare gli sguardi, per strada, perche' puo' scattare l'aggressione - cosi', senza motivo, senza ragione. E' il perdersi della ragione e della razionalita'. Il parlare di sicurezza ed intendere protezione - di chi?

E' il divieto del kebab a Lucca, proprio nel giorno della memoria. E' la confusione e la paura, l'assenza di certezze che spinge ad attaccarsi a cio' che si trova, qualsiasi cosa sia. La confusione tra religione e politica, che attecchisce qui nel cuore della laica Europa dopo aver devastato il laico mondo arabo. E' la strumentalita' delle certezze granitiche, delle leggi divine. Le identita' deboli che si fanno forti nello scontro con l'altro. La tristezza della convivenza impossibile.

La violenza dilaga, giorno dopo giorno, goccia dopo goccia, e non trova argini. Ci si sente persi e soli contro un mondo che va da un'altra parte, si rischia di smarrire l'orientamento e rinunciare in silenzio, quasi senza accorgersene, alle proprie idee ed ai propri valori. Si rischia di rinunciare ad essere se stessi, vicini agli altri e simili all'altro.

Poi si guarda al mondo, fuori dal nostro piccolo cortile chiassoso e rissoso, e si vedono cose che cambiano, messaggi di dialogo, impegni mantenuti, azioni coerenti. Si vede un presidente americano che si chiama Hussein assumersi il compito di spiegare agli americani che il mondo islamico e' pieno di gente perbene che vuole crescere i figli in un mondo migliore, ed ai musulmani che l'America non e' il loro nemico. Costruire ponti, abbattere i muri. Un piano di economia verde per tenere insieme lo sviluppo economico e la possibilita' di continuare a vivere in questo mondo - altrimenti votato all'autodistruzione. La scelta di chiudere Guantanamo senza per questo ammorbidire il contrasto al terrorismo internazionale, anzi capendo che sara' grazie alla coerenza dell'esempio che lo si potra' sconfiggere meglio. 

E noi siamo qui armati di mattoncini per costruire i nostri piccoli muri, gli uni contro gli altri, a dividere e dividerci su tutto. Noi siamo qui con lo sguardo a domani mattina, senza vedere non dico il lungo periodo - ma neanche il primo pomeriggio.

Non e' che uno per questo non ci provi, o ci provi di meno, a fare cio' che crede sia bene fare. Anzi, ci si rimbocca le maniche e si va avanti. E' solo che un po' passa il buon umore. E cresce l'invidia.

Per la pace

DOPO QUELLA NOTTE

14 novembre 2008 permalink 7commenti
Io sono tra chi ritiene che il lavoro della magistratura vada rispettato, e non commentato. E che questo debba valere sempre, sia per le sentenze che ci piacciono e ci convincono, sia per quelle che ci indignano.
Trovo pero' sano, e positivo, che si sia in grado di idignarsi per quelle che ci paiono ingiustizie - e che a volte condividere questa indignazione possa aiutare a sentirsi meno soli, meno marginali, meno abbandonati. Piu' "normali", in un paese che a volte e' davvero strano. E credo che ritrovarsi simili, insieme, in una indignazione civile, sia il miglior antidoto a comportamenti irrazionali, di rabbia e disperazione, di distruzione.
Lo dico perche' immagino che chi quella notte ha dormito alla Diaz, i loro parenti, i loro amici, i loro amori, oggi abbiano voglia di distruggere il mondo, di far uscire la delusione e l'odio, e di dire che no - questo stato non li rappresenta, questa giustizia non da loro giustizia. Di uscire fuori dal sistema, dal corpo della comunita', di fare e farsi male. Ho letto che qualcuno ha dichiarato che questa sentenza garantisce che il prossimo G8 della Maddalena sara' tutto fuorche' tranquillo. Una cretinata. Perche' Il migliore antidoto e' invece continuare a pretendere di essere rappresentati da qualcuno o qualcosa, non rassegnarsi a sentirsi soli, fuori dal mondo. In fondo, se c'e' amarezza e rabbia e delusione, e' perche' c'e' fiducia in quelle istituzioni da cui oggi ci si sente traditi, e che ieri ci hanno invece garantiti e protetti, serviti - e puo' tornare ad essere cosi' domani.
Ho sempre pensato che il danno piu' serio fatto da quelle giornate a Genova, sia stato nell'insinuare il dubbio - in qualcuno la certezza - che le forze dell'ordine del nostro paese, per alcuni cittadini onesti e che nulla avevano mai pensato di poter temere dalla giustizia, si trasformassero da alleati a minaccia. Da amici in nemici. Questo era un sentimento sconosciuto alla mia generazione, a chi ha meno di 40 anni. Dopo Genova, dopo quello che e' successo a Piazza Navona qualche settimana fa (seppure non paragonabile), il rischio peggiore e' il dubbio, la sfiducia. Il non indignarsi perche' non si hanno aspettative di rispetto e di giustizia. Questo sarebbe il danno piu' grave, perche' piu' profondo. E i primi a perderci, a rimetterci, saremmo noi. 
Io credo che, se e' vero che la "base della piramide" quella notte ha agito di propria iniziativa, all'insaputa ed anzi contro gli ordini dei livelli superiori della gerarchia, a quegli stessi vertici si dovrebbe chiedere quale autorevolezza siano capaci di esercitare, quanto controllo riescano ad avere su cio' che succede sotto di loro, e quale grado di efficacia ha il loro comando sui propri sottoposti. Puo' non avere implicazioni giuridiche. Ma professionali, ed etiche, certamente si.  

Tag inseriti dall'utente. Cliccando su uno dei tag, ti verranno proposti tutti i post del blog contenenti il tag. Genova G8 Diaz fiducia istituzioni giustizia Maddalena

permalink | inviato da BlogMog il 14/11/2008 alle 12:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (7) | Versione per la stampa
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


Questo blog è stato visto 1 volte

footer