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Diario parlamentare

MATERNITÀ: IMPORTANTE IL RICONOSCIMENTO DELLA CAMERA, ORA URGENTE IMPEGNO PER DIRITTI DI TUTTE LE DONNE

10 ottobre 2011 permalink 0commenti

“La gestazione è stata lunga, ma il risultato è stato ottimo. Da questa settimana, le deputate che diventano mamme non sono più considerate dalla Camera “in malattia”, ma sono ufficialmente “in maternità”. Dopo 10 mesi dall'ondata emotiva del "voto col pancione" del 14 dicembre, si pone così rimedio ad un anacronismo assurdo, e si dà una importante risposta di coerenza e di impegno per il riconoscimento e la tutela della maternità, in ogni condizione di lavoro: in quella, certamente privilegiata e già molto tutelata, ma finora non normata, della funzione di rappresentanza parlamentare, così come dev'essere per le mamme precarie, dipendenti o lavoratrici autonome.
La Giunta per il Regolamento e l’Ufficio di Presidenza della Camera hanno infatti in questi giorni modificato la disciplina delle assenze delle deputate per maternità, equiparandole, ai fini del computo del numero legale, alle assenze per missione. La maternità sarà riconosciuta anche nei resoconti parlamentari, dove fino ad oggi veniva invece registrata una generica assenza. Le deputate mamme potranno ovviamente continuare a partecipare ad una o più votazioni durante i cinque mesi previsti per il congedo di maternità, senza per questo decadere dalla missione, che riprenderà nuovamente a decorrere non appena la deputata si assenterà di nuovo dall’Aula.
Si è così recepita una proposta che avevo formulato alla Presidenza della Camera sin da luglio 2010, che si era poi rivelata di evidente necessità in occasione del famoso voto di fiducia del 14 dicembre scorso, e che avevo di recente nuovamente sollecitato proprio in vista delle ultime riunioni dell'Ufficio di Presidenza.
Si tratta non solo di un contributo concreto a rendere più efficienti e trasparenti i lavori parlamentari a fronte di un crescente numero di deputate che vivono durante il loro mandato l’esperienza della gravidanza e della maternità, ma anche e soprattutto di una forte affermazione simbolica e politica del valore che va riconosciuto in ogni ambito della società, in ogni luogo di lavoro, in ogni istituzione, alla maternità ed alla sua tutela.
Questa scelta deve rappresentare un incoraggiamento per la politica e le istituzioni affinché tali principi e tali tutele siano pienamente affermati e concretamente esigibili da tutte le donne, in ogni ambito lavorativo e professionale, qualsiasi mestiere svolgano e con qualsiasi tipo di contratto. Perché il riconoscimento della maternità per le deputate è sì un cambiamento di portata storica e va per questo festeggiato, ma bisogna tenere bene a mente che il suo valore sarà tanto più alto quanto più si tradurrà in uno strumento utile per vincere la vera battaglia: quella di porre tutte le donne italiane in condizione di vivere la propria gravidanza e la maternità con la serenità e le certezze che quella splendida esperienza merita”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata del Partito Democratico.


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permalink | inviato da BlogMog il 10/10/2011 alle 16:50 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Diario parlamentare

SE CI SI VOLESSE OCCUPARE DELLE DONNE...

21 gennaio 2011 permalink 1commenti

Nel post precedente avevo scritto dello strano caso della caporal maggiore esclusa dal concorso per le forze armate a causa della sua gravidanza. Oggi ho depositato in Commissione Difesa alla Camera questa risoluzione, che spero sia messa presto all'ordine del giorno e, soprattutto, sia votata da tutti i gruppi ed accolta dal Governo. Posto che ci sia ancora un governo quando la si discuterà. E che, se ci sarà ancora questo governo, qualcuno abbia tempo ed energie per dedicarsi a storie di donne "normali", così lontane da quelle che frequentano loro...

La IV Commissione,

premesso che:

il decreto 4 aprile 2000, n. 114, «Regolamento recante norme in materia di accertamento dell'idoneità al servizio militare» all'articolo 3, comma 2, prevede che «lo stato di gravidanza costituisce temporaneo impedimento all'accertamento» dell'idoneità al servizio militare;
fonti di stampa hanno recentemente reso noto il caso del caporal maggiore dell'Esercito italiano Valentina Fabri che, dopo aver servito le Forze armate per 5 anni come volontaria in ferma breve, sarebbe stata esclusa dal concorso per volontari in ferma permanente in ragione del suo stato di gravidanza, condizione che avrebbe configurato causa di inidoneità;
la commissione medica concorsuale avrebbe, tra l'altro, reiteratamente rinviato le visite previste, scialando come lo stato di gravidanza sarebbe stato causa di inidoneità se si fosse protratto oltre il termine finale del concorso, ignorando apparentemente come il tempo fisiologico della gestazione sia ampiamente noto e prevedibile nella sua durata, e ovviamente non comprimibile;

contro il provvedimento di esclusione, il caporal maggiore Fabri ha proposto ricorso al Tribunale amministrativo regionale del Lazio, richiamando il già citato secondo comma dell'articolo 3 del decreto ministeriale 4 aprile 2000, n. 114, che dispone come lo stato di gravidanza costituisca impedimento all'accertamento dell'idoneità di natura solo temporanea, non permanente;

tale episodio ha posto all'attenzione dell'opinione pubblica un problema di disparità di trattamento evidente, per il quale alcune donne, pur avendo già servito le Forze armate ed essendo in pieno diritto di partecipare a concorsi pubblici in condizioni di parità rispetto agli altri concorrenti, si vedono escluse dalle procedure concorsuali per lo stato di gravidanza in cui possono trovarsi,

impegna il Governo

ad assumere una iniziativa tempestiva per modificare il regolamento ministeriale di cui in premessa che disciplina le procedure di accertamento dell'idoneità al servizio militare, affinché la condizione temporanea di gravidanza non sia causa di esclusione delle candidate dalle procedure concorsuali, prevedendo meccanismi di accertamento successivi della stessa idoneità o ogni altra disciplina utile a scongiurare forme di discriminazione di genere, garantendo il pieno rispetto del diritto costituzionale all'eguaglianza e tutelando il diritto delle donne alla maternità, che deve poter essere conciliata con l'attività lavorativa attuale o futura, anche nell'ambito delle Forze armate.

Democratica

SEI INCINTA? NIENTE CONCORSO...

3 gennaio 2011 permalink 0commenti

Il sito di Repubblica riporta la notizia di una donna, caporalmaggiore, a cui sarebbe stato negato il concorso per passare da precaria a non precaria nelle forze armate, dopo 5 anni di servizio, perchè... incinta! Lei ha, giustamente, fatto ricorso al Tar. Vedremo come andrà a finire. Ma è ovvio che, per via giudiziaria o per via normativa, questa è una di quelle assurde ingiustizie cui non si può non dare risposta. Non ho tutti gli elementi (cercherò di averli nei prossimi giorni), non so se il difetto stia nella norma o nella sua applicazione, ma so per certo che non è pensabile che una donna non possa fare un concorso perchè incinta. E' una questione di buon senso, prima ancora che di pari opportunità.


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permalink | inviato da BlogMog il 3/1/2011 alle 19:22 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Diario

IL 14 DICEMBRE, D-DAY PRIVATO E POLITICO...

5 dicembre 2010 permalink 12commenti
Fin qui, sul blog non ne ho scritto. Scaramanzia, brutti ricordi di passati dolori resi un po' troppo pubblici. Ora sono piu' o meno ad una settimana dalla nascita della mia seconda bimba. Gioia immensa, piccoli acciacchi e piccole ansie, grande attesa... Il centro del mio mondo, della mia mente, e' li'. Come tutti i genitori sanno e come gli altri immaginano, per una nascita (oltretutto tanto voluta) non si puo' fare altrimenti.

Sono stata fortunata, ho avuto una gravidanza senza grandi complicazioni (giusto un mese di "riposo forzato" a maggio), che mi ha consentito di continuare la mia vita normalmente, prendermi cura della mia prima bimba, e lavorare serenamente fino a pochi giorni fa. Tutto bene.

Il piccolo dettaglio ansiogeno e' che la data prevista per il parto e' il 13 dicembre, ovvero il giorno prima del voto di fiducia... 

E' inevitabile che io viva uno strano accavallarsi di tensioni: l'attesa del parto, il conto dei voti di differenza tra la fiducia ad un governo che di fatto non c'e' piu' e la possibile fine dell'epoca di Berlusconi. Strano e bello pensare che mia figlia potrebbe nascere in un'Italia che inizia ad essere un po' diversa - per carita', non mi faccio illusioni di miracoli immediati, ma un po' piu' libera, piu' orgogliosa di se' e delle sue possibilita', questo si'. Un'Italia un po' piu' normale, un po' piu' dignitosa, di cui poter andare un po' fieri. Poco poco.

Per questo, soprattutto, faro' tutto il possibile per essere in aula a votare la sfiducia a questo (non)governo. Non solo per senso del dovere, per la responsabilita' che sento verso chi rappresento in quell'aula (anche se li rappresento con tutte le anomalie di una legge elettorale che spezza il filo del rapporto diretto tra cittadino e parlamentare), e nell'anacronistica assimilazione che la Camera fa tra malattia e gravidanza un'eventuale assenza per parto peserebbe esattamente quanto quella di chi ha un'influenza (o ha negoziato di averla proprio quel giorno). 

Non solo per queste ragioni, che pure da sole sarebbero piu' che valide, ma anche e forse soprattutto perche' credo che ognuno di noi debba fare tutto quel che puo' per rendere il nostro paese un po' migliore di quello che e' - o almeno provarci. E tanto e' brutta la rappresentazione che l'Italia sta dando di se stessa in questi ultimi mesi (anni forse), a partire dalla politica, che se si ha un modo, un qualsiasi modo per invertire la rotta, bene, credo che tutti debbano sentire la responsabilita' pressante di farlo. Io posso farlo cercando di non far mancare il mio voto, il 14, alla mozione di sfiducia a questo governo che non smette di fare danni neanche quando la paura lo paralizza e lo costringe all'inattivita' (perche' anche lo star fermi, in tempi come questi, fa danno eccome).     

Per questo, a meno che io non sia proprio in sala parto e dintorni, il 14 in aula ci saro'. Votero', e tornero' dritta dritta ai miei doveri e piaceri di mamma, cui non intendo che mia figlia rinunci (vediamo sempre la maternita' come un diritto della mamma, mai che ci venga in mente che e' anche un dovere, suo e del papa', per corrispondere ad un diritto del figlio...).Spero che questo sia possibile ed anzi probabile, considerato che una minima percentuale dei bimbi nasce proprio nella data prevista per il parto. So bene pero' che e' inutile arrovellarsi granche': nascono quando sono pronti, il momento lo decidono loro, ed e' giusto, naturale ed un bene che sia cosi'. Per questo devo smentire categoricamente di aver preso in considerazione di fare un cesareo per puri motivi politici, come erroneamente riporta il titolo del
Corriere (l'articolo e' invece corretto, ma si sa che purtroppo vale spesso piu' quel che dice il titolo...). Non scherziamo: come far nascere un bambino e' decisione che spetta ai medici, e le valutazioni non possono ne' devono essere che mediche. Io posso solo sperare che questa mia bimba decida di nascere qualche giorno prima, o anche solo un giorno dopo - e che, se proprio deve nascere il 14, la differenza tra fiducia e sfiducia non sia di un voto!
Diario

BIG NEWS...

19 novembre 2008 permalink 20commenti
E’ un mese, forse qualche giorno in piu’, che sono ferma. Gli impegni limitati al minimo, alcune iniziative fatte in collegamento skype per non annullarle. Niente aula, niente commissione, niente lavori parlamentari. Per qualche settimana ho fatto fatica anche a leggere il giornale (quella a dire il vero la faccio sempre, ma in genere la supero per senso del dovere).

Non sono stata bene, ma per un motivo che e’ una gioia: aspetto un bimbo, o una bimba, ancora non lo so. Nascera’ all’inizio di giugno.

E’ buffo scriverlo sul blog. Ma e’ anche un po’ una liberazione: il mio lungo “intervallo” nasceva da tante cose intrecciate insieme, ed ho voglia, ora, di scioglierle e riprendere il filo.

Le prime settimane di gravidanza, esattamente com’era stato per Caterina, sono state difficili e stancanti: uno stato mentale vicino al letargo, la sensazione di vivere in una bolla di sapone, separata da tutto e da tutti, isolata dal mondo reale e senza alcun desiderio di entrare in contatto con cio’ che vagamente vedevo agitarsi la’ fuori. Una monade. Ed uno stato fisico piuttosto deprimente: nausea, vomito, sonno, debolezza, difficolta’ ad ingerire qualsiasi cosa, solida o liquida che fosse.

Per settimane, non ho fatto altro che passare dal letto al divano, senza riuscire a fare altro che leggere gialli – l’unica cosa che riusciva a distrarmi un po’ e farmi dimenticare la nausea. Non ho lavorato, e non ne ho sentito la mancanza. Il mio interesse per il resto del mondo e’ sceso per diverse settimane molto vicino allo zero. Era come se il semplice sentire il mio corpo impegnato nello sforzo, silenzioso e ben poco evidente, di far crescere un’altra vita e darle spazio, cibo, energie, bastasse a riempire le mie ore, le mie giornate. E non restasse tempo ed attenzione per nient’altro. (L’unica eccezione e’ stata la notte del 4 novembre: ho fatto non poca fatica ma sono andata a dormire alle 8 del mattino – poi l’ho pagata, nel pomeriggio ho vomitato 4 volte…)

Ora sto meglio. Non bene, ma meglio. La testa e’ tornata ad incuriosirsi del mondo la’ fuori, ed ho voglia di tornare pian piano a lavorare. Questa settimana inizio a fare qualche piccola cosa – ieri sera sono stata a cena con il direttore del Democratic National Committee, il Partito Democratico americano, in vacanza a Roma dopo le fatiche della campagna elettorale; stasera vado ad un incontro organizzato dal Consiglio Italia Usa con Wallace Broecker, il professore della Columbia University che uso’ per primo l’espressione “global warming”; domani pomeriggio mi spingo fino a Napoli, alla Conferenza degli Informagiovani; e venerdi’ mattina se reggo intervengo ad un’iniziativa sui Corpi Civili di Pace alla Citta’ dell’Altra Economia a Roma. E da lunedi’ riprendo il lavoro alla Camera, sperando che i ritmi dell’aula siano compatibili con il mio senso di stanchezza perenne e l’esigenza di mangiucchiare continuamente qualcosa: in aula non si puo’ mangiare ne’ bere – saranno previste eccezioni per le donne incinte…..?


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permalink | inviato da BlogMog il 19/11/2008 alle 11:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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