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federica mogherini
Per la pace

LA RUSSA E LE BOMBE FUORI TEMA

15 ottobre 2010 permalink 1commenti
E’ passata quasi una settimana da quando La Russa ha tirato fuori la storia del mettere le bombe sugli aerei italiani che sono in Afghanistan. Vuole, pero’, essere “confortato” dal “consiglio” delle commissioni parlamentari competenti (ovvero difesa ed esteri, presumo). Perche’ non se la sente di decidere da solo (su tutto il resto, pero’, questa necessita’ impellente non la sente…).

Ci sono due valutazioni da fare, ad una settimana di distanza: una, di merito, sulla proposta in se’; l’altra, di metodo ed opportunita’ politica, su modi e tempi di questa infelice uscita.

Nel merito: dotare di bombe i nostri aerei non ha nulla a che fare con la sicurezza dei militari italiani. Come hanno spiegato benissimo, in questa settimana, persone che hanno competenze tecniche notevolmente superiori alle mie (e a quelle di La Russa) come Silvestri, Mini e il Generale Tricarico, a quello scopo servirebbero piuttosto un numero maggiore di elicotteri, ed un loro diverso impiego. Al contrario, il messaggio che si da’ proponendo di armare i nostri aerei di bombe e’ del tutto controproducente proprio per la sicurezza dei nostri militari li’, che fino ad ora sono stati percepiti dalla popolazione e dalla politica afghana in modo diverso da americani e inglesi (o almeno, ci hanno provato). In piu’, la proposta cade in un momento di delicatissimo passaggio nella politica di pacificazione nazionale in Afghanistan: Karzai ha appena nominato il Consiglio incaricato di avviare e testare il dialogo con i talebani “non ideologici”, le reali possibilita’ di una pacificazione nazionale (un ossimoro, dato il carattere tribale del paese), e quindi la sostenibilita’ di un processo di trasferimento pieno dei poteri e del controllo del territorio che e’ l’indispensabile premessa ad ogni ipotesi di ritiro delle truppe Nato. Da quel che succede in questi giorni a Kabul, piu’ ancora che dalle vicende militari sul campo, dipendono gli sviluppi del conflitto nei prossimi mesi. E su quel che succede a Kabul, pesano le parole dei governi dei paesi Nato. Elementare. Se si dice “armiamo gli aerei di bombe”, a Kabul si capisce “bombardiamo”. Non e’ cosi’ difficile immaginarlo. Anzi, e’ preciso dovere di un ministro prevederlo ed evitarlo (ma dev’essere una moda: sarebbe elementare anche che un ministro dell’interno non dica, alla vigilia di una manifestazione, che ci sono rischi di infiltrazioni pericolose: se hai notizie in questo senso agisci, tacendo. Altrimenti stai solo accendendo il cerino che poi sarai chiamato a spegnere – sperando che nel frattempo non dia fuoco alle polveri…). Dunque, le bombe sugli aerei non servono alla sicurezza dei militari. Servono a “vincere” l’insorgenza talebana? Dubito. Se non altro perche’ la forza dei talebani sta nella loro capacita’ di conquistare (con le buone o con le cattive) il sostegno o la complicita’ della popolazione. E’ come con la mafia. Non la combatti (solo) con l’ordine pubblico e la repressione, ma con una presenza dello Stato che tolga aria, spazio, a chi offre una via d’uscita (a volte l’unica) per le vite troppo spesso difficili che si conducono li’: serve lavoro, soldi, diritti, infrastrutture, ospedali, acqua, elettricita’, sicurezza, certezza del diritto, una magistratura efficiente. Lo si fa con le bombe? Ovvio che no.

Ma allora, La Russa e’ scemo? Io non credo (anche se a volte il dubbio viene). Ha trovato il modo, semplicemente, di sviare l’attenzione dal dibattito reale sul “cosa facciamo li’”, a quello virtuale sulle bombe. Virtuale, perche’ nei fatti, alle parole non segue nulla: la commissione difesa, questa settimana, su tutto ha lavorato tranne che sull’Afghanistan. E quando noi del PD abbiamo chiesto che il ministro venisse effettivamente a discutere della cosa, ad “essere confortato” la risposta e’ stata un’alzata di spalle: “vedremo” (d’altra parte, cosa aspettarsi da un presidente di commissione che fa anche il presidente di provincia…). Ora, sui giornali si parla di una decisione che comunque non sara’ presa prima di dicembre: il tempo di discutere, decidere, e renderla operativa (con che soldi, poi…? Quelli tolti alla scuola e all’universita’?), che gia’ siamo alla fatidica data dell’ (ipotetico ma molto sbandierato) inizio del rientro delle nostre truppe. Aria fritta, fumo negli occhi.

E d’altra parte, quanto suona ipocrita e tardivo quel bisogno di “conforto” di un ministro solo davanti alle sue responsabilita’… La Russa poteva trovare il conforto delle nostre opinioni gia’ nei mesi scorsi, negli anni scorsi – bastava esserci, ascoltare. Invece, tanto per dirne una, quando la Camera ha discusso e votato l’ultimo rifinanziamento delle missioni, lui era a Londra, non certo in Parlamento…

Se fossimo a scuola, direi che ha consegnato il compito in ritardo, e’ andato totalmente fuori tema, ed alle domande non ha risposto. Voto: 3.


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permalink | inviato da BlogMog il 15/10/2010 alle 11:27 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
Per la pace

DOMANI A RED TV E LE IDEE ASSURDE DI LA RUSSA

15 gennaio 2009 permalink 2commenti
"E’ importante che col decreto in discussione in Parlamento sia assicurato il finanziamento alle missioni militari all’estero, che vedono impegnate le nostre forze armate in numerose aree di crisi per interventi di pace.

Tuttavia, registriamo con grande preoccupazione la decisione di prevedere un aumento delle risorse per le spese militari, a fronte di un azzeramento dei fondi destinati alla cooperazione civile.

E’ una scelta sbagliata, tanto più oggi, quando in tutto il mondo si inizia a prendere atto che la guerra al terrorismo e gli interventi nelle aree di crisi richiedono una risposta non solo militare, ma anche e soprattutto civile e politica, investendo sulla ricostruzione materiale e istituzionale.

D’altronde, i tagli alla cooperazione civile previsti oggi nel decreto sulle missioni militari sono purtroppo coerenti con i durissimi tagli già operati alla cooperazione allo sviluppo con l’ultima manovra finanziaria.

Già era sbagliato pensare di limitare gli interventi di cooperazione agli scenari di crisi in cui operano i nostri militari, escludendo così campi di azione che sono invece cruciali per la sicurezza internazionale e la pace.

Ora arriva la conferma che si tratta di una linea strategica del governo, che non attribuisce valore e dignità al ruolo della cooperazione civile come parte qualificante della nostra politica estera.

Crediamo invece che sia decisivo, tanto più in contesti di crisi complessi, com’è ad esempio quello afgano, assicurare una forte presenza sia militare che civile, con adeguati investimenti di risorse per entrambi gli ambiti, assicurando una distinzione di ruoli e di competenze, in cui ognuno sia chiamato a svolgere le funzioni che gli sono proprie.

Per questo, riteniamo grave e inaccettabile l’idea del Ministro La Russa per cui i militari possano assicurare maggiore efficienza nella gestione degli interventi di cooperazione, rispetto alle organizzazioni e agli operatori civili, che hanno esperienza e competenze specifiche in materia.

Chiediamo con forza che Governo torni sui suoi passi, ridando dignità e sostegno finanziario alla cooperazione, che può efficacemente affiancare le nostre forze armate nelle aree di crisi e che rappresenta più in generale una risorsa straordinaria per l’Italia."

P.S. Domattina alle 10.15 sarò a Red Tv su Gaza.
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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