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Sull' Europa

TUTTE LE SFIDE DEL VERTICE NATO

19 maggio 2012 permalink 0commenti

Nei prossimi giorni a Chicago, con il vertice dei Capi di Stato e di governo, la Nato ha un'occasione per affrontare questioni non banali, che riguardano il futuro e l'essenza stessa dell'Alleanza Atlantica. L'agenda è densa, il contesto internazionale fluido e complesso come raramente negli ultimi decenni, e la crisi economica impone scelte che non facciano i conti solo con le priorità strategiche ma anche con esigenze di bilancio sempre più stringenti.

La difesa ai tempi della crisi, l'occidente ai tempi della complessità globale - potrebbe essere questo il sottotitolo del vertice di Chicago.

Sono anni che si parla dell'evoluzione del quadro delle minacce alla sicurezza internazionale, ed il nuovo Concetto Strategico approvato a Lisbona nel 2010 delineava già uno scenario molto differenziato di fattori di rischio - dalla pirateria al terrorismo, dalla proliferazione nucleare fino alle frontiere della cyber-security.

Un contesto in cui la tradizionale dimensione militare della difesa va necessariamente accompagnata da strumenti diversi, più efficaci per prevenire e contrastare minacce che tradizionalmente militari non sono: intelligence; cooperazione civile e sostegno allo sviluppo economico e all'institution building; promozione dei diritti umani e di sistemi giudiziari efficienti; misure di disarmo e non-proliferazione nucleare, messa in sicurezza degli arsenali e creazione di zone libere da armi di distruzione di massa; rafforzamento degli strumenti diplomatici e di governance regionale e globale; investimenti per la cyber-security. Il confine tra operazioni militari e strumenti non militari per garantire la sicurezza internazionale si fa labile, permeabile, confuso: nel bene (la rivincita del soft power sull'hard power, del valore del partenariato sullo scontro di civiltà) e nel male (la confusione di ruoli tra civili e militari nell'ambito delle missioni internazionali, l'uso non sempre lineare dei già miseri fondi per la cooperazione).
In più, risulta ormai del tutto evidente che la distinzione tra operazioni "in area" e "fuori area" è diventata fittizia: se la minaccia è globale, frammentata, delocalizzata, diventa ridicolo ragionare in termini di frontiere nazionali, o anche continentali, perché la dimensione della sicurezza si slega sempre più da quella territoriale, e viaggia sui binari più indeterminati e difficilmente governabili delle dinamiche globali. È, in fondo, la categoria stessa di "fuori area" ad essere saltata. Oggi viviamo in un'unica "area comune", che ci piaccia o no, ed è con questa realtà che dobbiamo fare i conti.

Di fronte a questo scenario, la Nato potrebbe quindi fare dell'appuntamento di Chicago l'occasione per affrontare alcuni dei nodi che sono rimasti irrisolti dopo il vertice di Lisbona. Ci proverà? In parte sí, tenendo però bene a mente che la priorità di questo vertice "elettorale" sarà quella di "andare liscio", "smooth". È il primo vertice Nato che gli Stati Uniti ospitano da 13 anni a questa parte, e non per caso si tiene nella città di un presidente (e del suo quartier generale elettorale) che da premio nobel per la pace non può concedere nessun pretesto ai repubblicani per accusarlo di essere un "commander in chief" debole.

E' il primo vertice Nato di Hollande, che deve da una parte assumere credibilità in un contesto internazionale non facile per un Presidente non solo francese ma anche socialista, e dall'altra non perderne con i suoi elettori, che dovranno votare ancora per lui alle legislative di metà giugno. È il primo vertice Nato dopo il reinsediamento di Putin al Cremlino, e l'assenza di Mosca a Chicago - con la conseguente impossibilità di tenere il Consiglio Nato-Russia - è senz'altro dovuta ad una persistente difficoltà di condivisione del progetto di difesa missilistica, ma non può che essere letta anche come un messaggio di portata più generale sul carattere e sugli orientamenti del "nuovo" presidente, da sempre meno incline di Medvedev ad un dialogo più sereno con gli Stati Uniti (e non sembra estranea a questo messaggio anche la scelta che sia proprio Medvedev a partecipare al G8 di Camp David immediatamente prima del vertice di Chicago).

Sarà anche il primo vertice Nato a fare pienamente i conti con la crisi economica e con i suoi effetti sia sui bilanci degli Stati, sia sulle opinioni pubbliche - e non è un caso che proprio a Chicago si lancino 20 progetti di "Smart Defense" che, al di là di quanto siano realmente nuovi e condivisi, passeranno il messaggio della razionalizzazione ed ottimizzazione delle risorse. Sarà quindi senz'altro un vertice dominato dalle esigenze interne di molti dei suoi protagonisti, con la conseguente necessità di posticipare le decisioni più problematiche - come nel caso dell'approvazione della Defense and Deterrence Posture Review, che se pure porterà la Nato a fare qualche passo avanti sulla via della revisione della sua politica nucleare, non ne scioglierà certamente tutti i nodi.

Sarà però impossibile, anche in questo anno elettorale, ignorare la portata delle sfide che questo tempo porta con sé. Non è un caso infatti che proprio quello di Chicago sia il vertice Nato più affollato, con la partecipazione, accanto ai 28 paesi membri, di partner che hanno partecipato o partecipano a missioni congiunte, per un totale di 53 Capi di Stato e di governo - un potenziale passo verso la trasformazione dell'Alleanza Atlantica in vero e proprio hub di reti di partnership globali.

E sarà l'ultimo vertice Nato ad occuparsi della priorità Afghanistan, tenendo insieme rassicurazioni di non abbandono del paese a se stesso (rafforzate dalla stipula di accordi bilaterali di lungo periodo, ma minate dal grido di allarme di donne ed attivisti per i diritti umani in Afghanistan), e voglia di mettere fine il più rapidamente possibile alla dimensione strettamente militare dell'intervento - cosa che oggi, con il 75% della popolazione sotto il controllo delle forze di sicurezza afghane, appare non solo possibile ma anche necessaria ed urgente. Sullo sfondo, da una parte il tema delle relazioni tra un'Alleanza Atlantica forse in crisi di identità ma piuttosto solida dal punto di vista operativo, ed un'Unione Europea ancora orfana di una politica estera, di sicurezza e di difesa comune, e distratta da altre urgenze; dall'altra la spietata consapevolezza che non è più l'Atlantico il centro del mondo - neanche per gli Alleati Atlantici. Forse il vertice di Chicago non riuscirà ad affrontare e risolvere tutta la complessità di questi scenari, ma dovrà almeno porre le basi per affrontarla utilmente in un futuro prossimo, lasciando aperta la porta a riflessioni e decisioni di più lungo periodo.

Articolo pubblicato sul quotidiano Europa sabato 19 maggio 2012

Per la pace

VERTICE NATO: APPELLO EUROPEO PER DISARMO, ORA PASSI CONCRETI PER ELIMINAZIONE ARMI NUCLEARI TATTICHE IN EUROPA

18 maggio 2012 permalink 0commenti

Alla vigilia del vertice NATO di Chicago del prossimo 20 e 21 maggio, 45 personalità europee, ex premier e ministri, politici, militari e diplomatici, raccolti dal network internazionale ELN (European Leadership Network Multilateral Nuclear Disarmament and Non-Proliferation - www.europeanleadershipnetwork.org) hanno sottoscritto e diffuso oggi un appello per sollecitare i leader dell’Alleanza Atlantica a compiere concreti e coraggiosi passi in avanti in materia di disarmo e non proliferazione nucleare, approvando una “Defence and Deterrence Posture Review” (DDPR) che riduca i rischi nucleari in Europa e rafforzi le capacità di difesa della NATO di fronte alle nuove minacce globali del 21° secolo.

La NATO si è impegnata al Vertice di Lisbona nel 2010 a lavorare per creare le condizioni di un mondo senza armi nucleari e, tuttavia, continua a dispiegare le armi nucleari tattiche in Europa a distanza di vent’anni dalla fine della Guerra fredda.

Il vertice di Chicago può rappresentare un’importante occasione per iniziare a cambiare direzione, ripensando e rilanciando, in uno scenario internazionale completamente modificato, i principi su cui si basa l’Alleanza.

In particolare, in materia di disarmo e di controllo degli armamenti, l’appello sollecita: un taglio immediato del 50 per cento delle armi nucleari non strategiche presenti in Europa; un aumento negoziato dei tempi di allarme e di decisione di natura politica e militare relativi alle armi nucleari, limitando così  il timore della prospettiva di uno «short warning» rispetto ad un attacco convenzionale; un cambio della “declaratory policy” della NATO, affermando che il ruolo fondamentale delle armi nucleari è la deterrenza dell'uso di armi nucleari da parte di altri.

L’appello sollecita inoltre: una maggiore attenzione per i progetti di cooperazione regionale in materia di difesa convenzionale, per assicurare credibilità alla deterrenza collettiva della NATO nel quadro di una riduzione e di un uso più efficiente delle risorse disponibili; la previsione di un progressivo ritiro delle armi nucleari tattiche presenti in Europa entro i prossimi 5 anni nel quadro di scelte bilanciate e ulteriori riduzioni degli armamenti anche da parte russa; il rilancio di un dialogo approfondito tra NATO e Federazione Russa in materia di sicurezza e difesa euro-atlantica.

L’appello europeo è sottoscritto, tra gli altri, da Javier Solana, Michel Rocard, Massimo D’Alema, Gro Harlem Brundtland, Ana Palacio, Des Browne, Arturo Parisi, Giorgio La Malfa, Federica Mogherini, Margherita Boniver, Carlo Trezza, Giancarlo Aragona, Francesco Calogero e Carlo Schaerf.

“E' un appello che rivolgiamo ai leader dei paesi della NATO, affinché il vertice di Chicago non sia un’occasione persa. Oggi si possono fare nuovi, concreti passi in avanti in materia di disarmo e di non proliferazione nucleare. Sta ai leader riuniti a Chicago compiere le scelte che consentano di non perdere questa occasione. Il livello ed il numero di sottoscrittori di questo appello è un segnale importante, che segue il pronunciamento del Parlamento italiano di pochi giorni fa, quando è stata approvata all’unanimità una mozione che impegna il Governo Monti proprio su obiettivi analoghi.

Ora ci auguriamo che questo appello non cada nel vuoto: ci sono le condizioni per rilanciare il ruolo globale dell’Alleanza Atlantica, assicurando allo stesso tempo la riduzione dei rischi nucleari in Europa e l’adozione di misure concrete nella direzione più generale di un mondo libero da armi nucleari”.

E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata, responsabile PD globalizzazione e membro del gruppo italiano dell'ELN – European Leadership Network for Multilateral Nuclear Disarmament and Non-Proliferation.

Quì puoi leggere il testo dell'appello dell'ELN in vista del Vertice NATO di Chicago.


Agenda

LUNEDI' 27 FEBBRAIO 2012

27 febbraio 2012 permalink 0commenti

Parteciperò alle ore 16.00 al dibattito "Disarmo e non proliferazione nucleare tra realtà e retorica”. Presentazione del VII Annuario Armi e Disarmo La Pira di IRES Toscana 
presso la Sala Regia di Palazzo Gambacorti, a Pisa.

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Per la pace

DISARMO NUCLEARE: SERVE NUOVA STATEGIA NATO PER MAGGIORE TRASPARENZA, SICUREZZA E RIDUZIONE DI ARMI NUCLEARI TATTICHE IN EUROPA

7 febbraio 2012 permalink 0commenti

Questa mattina alla Camera dei Deputati si è svolta la presentazione del Rapporto “Reducing Nuclear Risks in Europe. A framework for action” curato da Steve Andreasen e Isabelle Williams per l’organizzazione statunitense “Nuclear Threat Initiative”.
La presentazione, promossa dai parlamentari Federica Mogherini e Giorgio La Malfa e dal gruppo italiano dell'ELN – “European Leadership Network for Multilateral Nuclear Disarmament and Non-Proliferation”, ha registrato la partecipazione qualificata di rappresentanti del governo italiano, di esponenti delle Forze Armate, del mondo diplomatico e accademico, della società civile.
Si è trattato di un’occasione utile per approfondire il dibattito in corso sulla definizione della nuova strategia nucleare della Nato, ed in particolare sul futuro delle armi nucleari tattiche in Europa, in vista del processo di revisione della “Defence and Deterrence Posture” della NATO, che si concluderà a maggio con il vertice di Chicago.
“Il rapporto dell’NTI offre utili elementi di analisi e proposte concrete per portare l'Alleanza fuori dall'illusione di poter semplicemente galleggiare sulla conservazione dello status quo, in uno scenario globale che presenta rischi e minacce molto diversi da quelli di qualche decennio fa, ed in continua evoluzione. Oggi la presenza di armi nucleari tattiche in territorio europeo non risponde ad alcuna utilità militare, ma rappresenta piuttosto un pericolo se si pensa che possono essere oggetto di attività terroristiche, e che la messa in sicurezza e la manutenzione di questo tipo di armi, delle basi in cui sono ospitate, e dei velivoli, distoglie risorse del bilancio della difesa che potrebbero essere usate in modo più proficuo - soprattutto oggi.
Il rapporto sottolinea la necessità che la NATO adotti una nuova strategia nucleare, adoperandosi per una maggiore trasparenza nella gestione delle armi nucleari tattiche in Europa, rilanciando e approfondendo il dialogo con la Russia in funzione di una mutua riduzione di questi armamenti, passo essenziale per costruire un mondo libero dalla minaccia nucleare.
In questo ambito, l’Italia può e deve svolgere un ruolo positivo a sostegno di obiettivi di disarmo e di non proliferazione che possano maturare attraverso una discussione consensuale in seno all’Alleanza Atlantica e nel dialogo euro-atlantico con la Federazione Russa.
Per questo, ci impegneremo sin dalle prossime settimane affinché il Parlamento italiano possa affrontare una discussione su questi temi, offrendo al governo un orientamento che ci auguriamo possa essere chiaro e largamente condiviso in vista del vertice NATO di Chicago a sostegno di scelte di maggiore sicurezza, fiducia reciproca e consenso sugli obiettivi di non proliferazione, disarmo nucleare e controllo internazionale sugli arsenali nucleari”.
E’ quanto dichiara Federica Mogherini, deputata PD e responsabile PD globalizzazione.

Per la pace

NUCLEARE: CAMERA APPROVA ALL'UNANIMITA' MOZIONE MOGHERINI SU DISARMO

3 giugno 2010 permalink 3commenti

L'Aula della Camera dei Deputati ha approvato oggi all'unanimità una mozione sul disarmo e la non proliferazione nucleare.

Federica Mogherini, del Pd, prima firmataria del testo, esprime soddisfazione e chiede che il Governo si faccia interprete presso la Nato dell'impegno preso a Montecitorio.

"Siamo molto soddisfatti per l'approvazione all'unanimità della mozione sui temi del disarmo e della non proliferazione nucleare e, in particolare, sulla presenza di armi nucleari tattiche in Italia e in Europa'. 'L'importanza del risultato –sottolinea Federica Mogherini - è data dal fatto che per la prima volta attraverso un'iniziativa parlamentare il Governo italiano assume l'impegno di sostenere in sede Nato, in particolare in vista della revisione del Concetto strategico, la richiesta di riduzione e, in prospettiva di eliminazione, delle armi nucleari tattiche dall'Europa, e di affermare, sempre in sede Nato, che per quanto riguarda il nostro Paese non vi è una richiesta di mantenere sul nostro suolo nazionale le armi nucleari tattiche, consapevoli come tale posizione possa incoraggiare e favorire il processo multilaterale di disarmo e di non proliferazione in atto'.

'Sappiamo bene come la decisione dovrà essere assunta in modo consensuale tra i paesi aderenti all'Alleanza Atlantica, tuttavia salutiamo come una vera svolta la decisione parlamentare di oggi, assunta su un testo unico e con voto unanime, che valorizza il ruolo di indirizzo politico del Parlamento e colma un'importante lacuna del Governo italiano, incoraggiandolo a svolgere con determinazione la sua azione in sede internazionale per sostenere –conclude Federica Mogherini - gli obiettivi di disarmo e di non proliferazione nucleare".

 

Qui trovi il testo integrale della mozione approvata.

Per la pace

DISARMO E ARMI NUCLEARI TATTICHE IN EUROPA

1 giugno 2010 permalink 1commenti

L'intervento di oggi in Aula per illustrare una mia mozione all'esame della Camera sulla presenza di armi nucleari tattiche in Italia e in Europa.

Per la pace

MOZIONE SULLE ARMI NUCLEARI PRESENTI IN EUROPA

29 aprile 2010 permalink 0commenti

Questo è il testo della mozione parlamentare sulla presenza di armi nucleari sul territorio europeo che, insieme ad altri deputati, ho presentato ieri pomeriggio alla Camera. Speriamo possa rappresentare un contributo utile al dibattito internazionale in corso in queste settimane sui temi del disarmo e della non proliferazione nucleare.


MOZIONE

La Camera,

premesso che:

il 4 gennaio 2007 è stato pubblicato sul Wall Street Journal un importante appello bipartisan di autorevoli statisti americani, sottoscritto da George P. Shultz, William J. Perry, Henry A. Kissinger e Sam Nunn, in cui, tra l'altro, si affermava che: «Le armi nucleari erano essenziali al mantenimento di una sicurezza internazionale durante la Guerra Fredda poiché erano mezzi di deterrenza, La fine della Guerra Fredda ha reso la teoria della mutua deterrenza sovietica-americana obsoleta. La deterrenza continua a essere un elemento rilevante per molti Stati rispetto a pericoli provenienti da altri Stati. Ma affidarsi alle armi nucleari per questo fine sta diventando sempre più azzardato e sempre meno efficace»;

nello stesso appello si sollecitava ad «abbandonare la logica ereditata dalla Guerra Fredda che vedeva il dispiegamento di armi nucleari quale mezzo per aumentare il tempo di avvertimento e perciò per ridurre il pericolo di un accidentale o non autorizzato uso di un'arma nucleare»;

anche l'Italia ha offerto un suo contributo sui temi del disarmo e della non proliferazione, con la pubblicazione il 24 luglio 2008 di un appello firmato dai deputati Massimo D'Alema, Gianfranco Fini, Arturo Mario Luigi Parisi e Giorgio La Malfa, ex Ministri degli affari esteri, della difesa e degli affari europei, e dal professor Francesco Calogero, in favore di una totale eliminazione delle armi nucleari;

il 6 aprile 2010 il Dipartimento della difesa USA ha presentato la «Nuclear Posture Review» che, in coerenza con l'obiettivo di un mondo libero da armi nucleari enunciato dal Presidente Barack Obama nel suo discorso del 5 aprile 2009 a Praga, ridefinisce la politica statunitense in materia, a partire da una riduzione del ruolo e del numero delle armi nucleari nella strategia di sicurezza nazionale e dalla decisione di non usare né minacciare l'uso di armi nucleari contro paesi non nucleari, membri del trattato di non proliferazione ed in regola con l'impegno per la non proliferazione;

l'8 aprile 2010 a Praga è stato sottoscritto dal presidente americano Obama e dal presidente russo Medvedev il nuovo trattato sulla riduzione degli arsenali nucleari, che succede al trattato START scaduto nel dicembre 2009 e che consentirà di compiere un ulteriore significativo passo nella prospettiva di un completo disarmo nucleare;

in questi mesi sono previsti importanti appuntamenti internazionali sui temi del disarmo e della non proliferazione nucleare, dalla conferenza sulla sicurezza nucleare tenutasi a Washington il 12 e 13 aprile 2010, alla Conferenza di riesame del trattato di non proliferazione di maggio a New York, fino all'approvazione del nuovo Concetto strategico della Nato, prevista per il vertice di Lisbona di novembre 2010;

il 26 febbraio 2010 i Ministri degli affari esteri di Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Norvegia hanno inviato una lettera al Segretario generale della NATO, per richiedere l'apertura di un dibattito, già nel corso. Conferenza dei Ministri degli affari esteri dell'Alleanza Atlantica del 22 aprile 2010 a Tallin in Estonia, sul ritiro delle armi nucleari tattiche statunitensi presenti sul territorio europeo. L'istanza avanzata dai cinque paesi europei sembra collocarsi all'interno di una prospettiva coerente con la nuova strategia anticipata da Obama;

il Parlamento europeo ha approvato con voto bipartisan il 10 marzo 2010 una risoluzione sul trattato di non proliferazione delle armi nucleari che «richiama l'attenzione sull'anacronismo strategico delle armi tattiche nucleari e sulla necessità che l'Europa contribuisca alla loro riduzione ed eliminazione dal proprio territorio nel contesto di un dialogo di più ampio respiro con la Russia; prende atto in tale contesto della decisione adottata il 24 ottobre 2009 dal governo di coalizione tedesco di adoperarsi per il ritiro delle anni nucleari dalla Germania nell'ambito del processo globale di conseguimento di un mondo denuclearizzato; si compiace della lettera inviata il 26 febbraio 2010 dai Ministri degli Esteri di Germania, Paesi Bassi, Belgio, Lussemburgo e Norvegia al Segretario generale della NATO, in cui si chiede l'avvio di un ampio dibattito in seno all'Alleanza sulle modalità di conseguimento dell'obiettivo politico generale di un mondo senza armi nucleari»;

nella stessa risoluzione del Parlamento europeo, si ribadisce come «nell'ambito degli accordi di condivisione nucleare o degli accordi bilaterali in ambito NATO sono a tutt'oggi schierate in cinque paesi membri non nucleari dell'Alleanza 150-200 armi tattiche nucleari (Belgio, Germania, Italia, Paesi Bassi e Turchia)»;

Hans Blix, già direttore generale dell'AIEA e presidente della Commissione sulle armi di distruzione di massa, nel corso della conferenza «La sicurezza ha bisogno delle armi nucleari?» che ha avuto luogo alla Camera dei deputati il 25 marzo 2010, in relazione alle armi nucleari tattiche statunitensi a tutt'oggi presenti in Europa, ha dichiarato che: «si tratta di armi che possono essere sganciate da aerei secondo procedure così complesse da essere considerate attuabili non in pochi minuti, ma in mesi. Sono state impiegate durante la Guerra fredda e la maggior parte degli esperti concordano sul fatto che oramai oggi non hanno più una funzione reale nelle relazioni tra Est ed Ovest - tanto più che l'Alleanza può essere protetta dalle armi nucleari strategiche statunitensi»;

Hans Blix, nella stessa occasione, ha anche sottolineato come una possibile decisione di ritiro delle armi nucleari tattiche statunitensi dall'Europa rappresenterebbe un contributo importante e unilaterale alla distensione internazionale, che potrebbe favorire una decisione speculare da parte della Federazione Russa volta a rivedere l'attuale dislocazione delle armi nucleari tattiche russe, indietreggiandole rispetto al suo confine occidentale;

inoltre, il 23 giugno 2009 la Camera dei deputati e il 17 dicembre 2009 il Senato della Repubblica hanno approvato mozioni parlamentari, con consenso di entrambi gli schieramenti, che incoraggiano il Governo italiano a sostenere, in ogni sede internazionale multilaterale, l'obiettivo di costruzione di un mondo libero da armi nucleari,
impegna il Governo:
a svolgere un ruolo attivo a sostegno delle misure di disarmo e non-proliferazione nucleare in tutte le sedi internazionali proprie, e in particolare nel processo di revisione del concetto strategico della NATO e nell'ambito della Conferenza di riesame del trattato di non proliferazione a New York;

a sostenere ed incoraggiare la richiesta dell'apertura di un dibattito in sede NATO sulla presenza di armi nucleari sul territorio europeo, sulla loro attuale funzionalità ed efficacia reale in termini di sicurezza collettiva, e sulla opportunità di giungere, per consenso multilaterale alla decisione di una loro riduzione ed eliminazione nel contesto di un dialogo e di una cooperazione di più ampio respiro con la Russia.

(1-00359)
«Federica Mogherini, Giorgio La Malfa, Arturo Parisi, Massimo D'Alema, Savino Pezzotta, Augusto Di Stanislao, Piero Fassino, Rosa Villecco Calipari, Francesco Tempestini, Marina Sereni».

Per la pace

DISARMO E ARMI NUCLEARI IN ITALIA

9 aprile 2010 permalink 0commenti
Per la pace

OBAMA POST-ATOMICO

7 aprile 2010 permalink 0commenti
Attività parlamentare

MOZIONE PD SU DISARMO E NON PROLIFERAZIONE NUCLEARE

15 giugno 2009 permalink 1commenti

Oggi ho illustrato in Aula alla Camera il testo della mozione parlamentare sul disarmo e la non proliferazione nucleare che avevo presentato nei giorni scorsi insieme ad altri deputati del Partito Democratico. Quì il video integrale dell'intervento.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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