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federica mogherini
Sulla stampa

CRISI, MOGHERINI: GOVERNO PASSI A FATTI, AIUTI PRECARI CON FIGLI PICCOLI

8 maggio 2009 permalink 4commenti

"Il governo passi dalla politica degli annunci e dei lustrini ai fatti concreti e aiuti chi è colpito dalla crisi. L'esecutivo ha bocciato la nostra proposta di un assegno per i precari che perdevano il lavoro: il governo torni sui suoi passi e aiuti almeno i precari che hanno figli piccoli con meno di tre anni. Sarebbe un gesto concreto dopo tante parole a favore di una platea composta prevalentemente da donne". Questa è la richiesta che avanza da Siena Federica Mogherini, della Segreteria Nazionale del PD durante la prima tappa del viaggio nell'Italia Nascosta che il Partito Democratico sta effettuando "alla scoperta di coloro che si trovano in difficoltà e non hanno voce per chiedere aiuto". "La prima tappa del nostro viaggio nell'Italia nascosta - prosegue la Mogherini - parte dai racconti di tutte quelle famiglie dove alla difficoltà del precariato si somma la necessità di crescere dei figli piccoli. Noi siamo venuti a Siena per due motivi. Il primo è perché da sempre la sua amministrazione rappresenta un modello virtuoso per le politiche per il lavoro e per la conciliazione dei tempi. Il secondo è perché le amministrazioni locali stanno erogando un assegno proprio ai precari che perdono il lavoro. Abbiamo raccolto tante storie di piccoli e grandi difficoltà che si possono trovare sul sito www.italianascosta.eu, storie da leggere con attenzione. Si tratta - conclude – di un atto dovuto per un Italia lontana dai riflettori che, con serietà e coraggio, va avanti giorno dopo giorno".

Diario

GENITORI PRECARI, PICCOLI IMPRENDITORI E AMMINISTRATIVE NEL VICENTINO

7 maggio 2009 permalink 7commenti
Oggi a Siena facciamo la prima tappa del viaggio nell'Italia nascosta. Abbiamo scelto di cominciare dai genitori precari - quelli che hanno bimbi piccoli ed un lavoro a scadenza, e quelli che un figlio lo farebbero, se avessero un lavoro che glielo consente. Perchè a parlare di famiglia sono bravi tutti (chi più coerentemente, chi meno...), a sostenerla sono proprio in pochi.

Domani, a Vicenza con Franceschini: prima incontriamo i piccoli imprenditori, con le proposte del PD per sostenerne la produzione e agevolare l'accesso al credito, poi in treno da Dueville a Schio dove incontreremo i candidati alle amministrative dell'alto vicentino.
Democratica

ASCOLTARE E LAVORARE (E L'8 MARZO)

9 marzo 2009 permalink 10commenti
  Sono a Pescara, tra poco iniziamo l'incontro con i circoli, e trovo finalmente un po' di tempo per scrivere.
Non sono neanche due settimane che sono in segreteria, ma mi sembra un secolo. Il carico di lavoro è tanto, tantissimo. C'è da impostare il profilo del partito, capire su quali temi caratterizzarsi (crisi) e quali delle nostre proposte far emergere (assegno), provare a coordinare le tante competenze che a vari livelli e titoli lavorano sugli stessi temi, rendere chiari i messaggi, univoca la voce del partito. C'è da girare il territorio, ascoltare "la base" e portare nei circoli alcune parole chiare, alcuni argomenti utili a chi può trasmetterli, moltiplicarli. C'è da fare anche un po' di presenza mediatica - solo nell'ultima settimana ho fatto Omnibus, Sky, Redtv, una dichiarazione ai Tg ed il servizio del Tg1 per l'8 marzo (poi questo lo racconto meglio). C'è da fare le iniziative politiche già previste, quelle nuove e quelle ancora da inventare. C'è da fare il lavoro parlamentare, le riunioni di gruppo (domattina sul federalismo fiscale), le votazioni in aula (da domani con le impronte, ed assisteremo al caos organizzato ed alla vergogna di una Lega che al nord dice "Roma ladrona" e a Roma spreca i soldi dei contribuenti rendendo quasi vana la lotta ai pianisti che garantiscono la diaria ai parlamentari assenti).

La parte del lavoro che mi piace di più è quella di questo pomeriggio a Pescara, di venerdì scorso ad Acilia, della scorsa settimana a Castagnaro, a Peschiera e nel circolo di Roma Lanciani: riallacciare il filo tra i democratici, aprire un canale di collegamento e comunicazione tra chi fa e costruisce il partito nel territorio e chi prova a farlo "a Roma". Serve alla "base", e serve al "nazionale". Serve a fare meglio ognuno il proprio compito, il proprio pezzetto di strada. E' così che abbiamo iniziato a lavorare in segreteria: con la consapevolezza che abbiamo un ruolo innanzitutto di servizio da svolgere, di facilitazione, di messa in moto di energie che hanno la necessità innanzitutto di vedere che "a Roma" si parla con una voce sola, si danno messaggi chiari e comprensibili, si rende possibile un'azione credibile sul territorio, e si trasmettono strumenti utili ed immediatamente utilizzabili. Certo, non sempre è facile e non sempre ci riusciremo. Ma almeno abbiamo capito che bisogna lavorare in questa direzione, e ci stiamo provando.
Dall'altra parte, credo ci sia bisogno di rimettere insieme tutti quelli che hanno creduto e credono ancora nel progetto - innanzitutto quelli arrabbiati, delusi o frustrati: abbiamo bisogno di spirito critico, energie vive, vere, sincere. Ed abbiamo bisogno di renderle rilevanti, nella vita del partito, di offrire canali di partecipazione che ci aiutino, aiutino tutti noi, a fare le scelte migliori, più giuste, più efficaci, più utili. Ritrovare quello spirito che rende il PD "cosa comune", di tutti i democratici. Anche perchè è quella la nostra forza, l'energia dei democratici, il valore collettivo della nostra azione. 

Io vorrei continuare innanzitutto a fare questo: girare, ascoltare, capire come migliorare, provare a realizzarlo. Vorrei continuare a fare almeno uno, due incontri a settimana nei circoli, con i circoli. Tenere aperto questo canale, che è vitale. E, in più, provare a fare quello che mi è stato chiesto di fare: coordinare l'iniziativa politica dei dipartimenti tematici con il lavoro della segreteria, dei gruppi parlamentari, dei segretari regionali. Ogni suggerimento è sempre bene accetto (anche se non rispondo, leggo - sempre).

Almeno come P.S. vi devo un racconto del mio 8 marzo. La mattina sono stata all'iniziativa del PD Lazio, con Franceschini e tante altre elette (ed eletti) del PD, a Roma, al Pigneto. Una bella iniziativa, con tante testimonianze e tanti impegni utili. Il pomeriggio, avendo aderito all'invito di Paola Concia ("l'8 marzo invita un uomo a cena"), ho invitato Paolo Bonaiuti a prendere il tè a casa mia. Perchè? Ora provo a spiegarlo.
Innanzitutto, credo che sia bello uscire dalla retorica dello "stiamo tra donne" e coinvolgere gli uomini, proprio l'8 marzo, nello sforzo di capire cosa può migliorare la vita delle donne (e quella di tutti) e nel condividere la responsabilità di farlo. Perchè sono convinta che la parità non sia un "problema" delle donne ma di tutta la società, e che insieme vada affrontato e risolto. Che si parli di conciliazione tra lavoro e famiglia, che si parli di occupazione, che si parli di violenza, che si parli di rappresentanza, c'è una responsabilità maschile da sollecitare, da coltivare, da pretendere - e non sarà con la separazione ma al contrario solo con il pieno coinvolgimento che toglieremo agli uomini ogni alibi in proposito.  
Perchè Bonaiuti, perchè un politico della maggioranza di governo? Perchè se il punto è chiamare alle loro responsabilità gli uomini, in questo momento la responsabilità maggiore, quella del governo, la esrecitano loro - che ci piaccia o no. E visto che in parlamento questo governo non ci viene granchè, non ascolta granchè, mentre un invito a cena lo accettano volentieri, abbiamo provato a fare arrivare qualche messaggio così. A metà tra la provocazione ed il gesto simbolico.
Io personalmente ho scelto di invitare Bonaiuti - uno degli uomini più vicini a Berlusconi - non a cena ma a merenda, a casa mia e non in un locale. Motivi strettamente logistici (la domenica sera, chi ha figli piccoli va a letto presto, la mattina dopo si va a scuola!) ed anche politici: volevo che venisse a casa mia, in un normale appartamento di 70 metri quadri, in un normale palazzo di 8 piani in un normale quartiere di Roma, con un ascensore piccolino e un po' sgangherato, i cassonetti rotti sotto casa, i marciapiedi con le buche ed i lampioni che funzionano uno sì e l'altro no. Volevo che vedesse un mondo che probabilmente vede solo nelle fiction, volevo spiegargli che esiste, che la vita normale, reale, è quella - non Palazzo Grazioli o le ville in Sardegna - e che le donne normali fanno una vita faticosa, complicata, e che bisogna farci i conti. Gli ho detto che il primo problema delle donne è il lavoro doppio, triplo, e mal o nulla pagato: il lavoro, la casa, i figli, i genitori anziani. I soldi che non bastano. Lo stipendio più basso di quello dei colleghi uomini. I contratti precari. I servizi che non bastano (e che i comuni, privati dell'ICI dei redditi più alti, tagliano ulteriormente). Un welfare su misura di uomo capofamiglia degli anni '50. E poi sì, certo, anche la violenza. Ma che non pensino di far sparire la violenza della fatica delle acrobazie quotidiane dietro agli stupri. Che non pensino che la radice della violenza non stia nella "cultura" che loro stessi dispensano.
Gli ho raccontato che oggi sono in Parlamento, ma che per 10 anni ho avuto contratti a progetto, ed i miei primi lavori sono stati da McDonalds' ed in un call center, e che quelli sono lavori per cui non esistono ammortizzatori sociali. Gli ho raccontato che non esiste una persona, tra quelle che conosco, che non sia colpita direttamente o indirettamente, dalla crisi economica e occupazionale. Che possono raccontare ciò che vogliono, ma la vita vera delle persone è diversa, oggi, da quella che loro raccontano. E che farebbero bene a capirlo, ed a provvedere. Che accogliere la nostra proposta di assegno per i precari che stanno perdendo il lavoro sarebbe serio ed utile. Perchè esercitano la maggiore delle responsabilità, quella di governare un paese, in un momento difficile.
Ha ascoltato. Su alcune cose mi ha dato ragione. Su altre, ho avuto l'impressione di raccontargli cose a lui totalmente ignote, estranee.
Non so se è stato utile. Ma almeno ho provato.
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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