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federica mogherini
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MERCOLEDI' 31 AGOSTO

31 agosto 2011 permalink 0commenti



Alle ore 18.00 sarò alla Festa Democratica di Modena per partecipare al seminario: Accendere la passione per la conoscenza: dispersione scolastica e mancato sviluppo. Dal ‘caso Italia’ ai bambini soldato del sud del mondo".


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OGGI A S. BONIFACIO, DOMANI A BOLOGNA

8 settembre 2010 permalink 0commenti

Stasera sarò alle ore 20.45 all'iniziativa del Circolo PD di San Bonifacio (Sala Civica di Locara, Via Don Eugenio Guiotto 1) per un dibattito sull'Europa e sulla crisi internazionale. Ne parleremo insieme a Giorgio Anselmi, Segretario Nazionale del Movimento Federalista Europeo.

Domani, giovedì 8 settembre, sarò alle ore 18.30 alla Festa del PD di Bologna (Parco Nord) per un dibattito sul tema "Educare per crescere: Europa 2020", insieme all'ex Presidente del Parlamento Europeo Josep Borrell e a Maria Pia Garavaglia.


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Democratica

IERI A YOUDEM.TV

10 luglio 2009 permalink 0commenti
Democratica

DIARIO DI UN GIORNO IN ABRUZZO

20 aprile 2009 permalink 2commenti
Venerdì sono stata in Abruzzo, per visitare insieme a Franceschini alcune tendopoli e per fare una serie di incontri (Bertolaso, PD abruzzese, i volontari del PD e le loro cucine nelle tendopoli, le categorie produttive).

Ho trovato tendopoli grandi ed efficienti, con gli scout che organizzano le attività per i bambini ed il tendone per la messa. Ho trovato tende adibite a ludoteche, davanti alle quali pochi bimbi impauriti esitavano, sospettosi. Ne ho sentito uno dire “se è come la scuola, martedì e giovedì facciamo musica? Ma i miei compagni non ci sono…?”.

Ho trovato centri di smistamento per vestiti e generi di prima necessità attrezzatissimi, ed uno spogliatoio con un cartello che diceva “insegnate ai vostri bambini ad essere autonomi, negli spogliatoi si entra da soli”.

Ho trovato tendopoli piccole, 10 tende in tutto, a 1.100 metri sul livello del mare, spazzate da un vento gelido e con i monti coperti di neve intorno, e senza il cavo dell’elettricità che consentisse di accendere le stufe – neanche di notte, quando si va sotto zero.

Ho trovato ragazzi che devono fare l’esame di fine anno (medie o superiori che siano) e non sanno se, quando, come e dove lo faranno. Ragazzi che in ogni caso è difficile immaginare possano studiare, in quelle condizioni – quali libri…? Quale concentrazione…? Ho trovato ragazzi che, serenamente, mi hanno detto che fino a settembre dell’anno prossimo non andranno a scuola, se ne riparla col nuovo anno scolastico.

Ho trovato mamme che mi hanno detto che in fondo nelle tende si può stare, che non si sta male, non ci si può lamentare. Ma che certo, 5 o 6 mesi in una tenda da 10, col freddo di queste notti e col caldo che verrà, in una promiscuità prolungata, forse questo semplicemente non sarà sostenibile.

Ho trovato i volontari del PD di Firenze e Sesto Fiorentino che cucinavano nella tendopoli di Castel di Ieri, un piccolo paese a un’ora di curve da L’Aquila, apparentemente poco colpito ma comunque con le case inagibili, e tutti gli abitanti nella tendopoli: un bimbo di 18 mesi, due donne incinte, signore anziane. I volontari PD, arrivati qualche giorno prima, hanno montato un tendone, la cucina da campo delle feste di partito, ed hanno iniziato a cucinare, servire i pasti in tavola, e giocare a calcio con i bambini del campo.

Ho trovato una ragazza che mi ha raccontato che, uscita di casa la notte del terremoto, nel centro de L’Aquila, pensava che la polvere che la circondava fosse nebbia.

Ho trovato il vuoto negli occhi di chi non sa da cosa ricominciare, con quali risorse, con quali soldi, in che tempi. Ho trovato imprenditori con le attività inagibili, commercianti con le merci sepolte dalle macerie. Una città spettrale, nessuna attività aperta – i bar, le banche, i supermercati. Un lento girare a vuoto, senza meta, senza una cosa precisa da fare se non chiedersi cosa fare.

Ho trovato la voglia di ricominciare, presto, e la rabbia di quel 33% di aiuti annunciato che suona come una beffa a chi ha perso tutto, anche la casa su cui aveva già un mutuo, anche il lavoro, la fonte di reddito, ed al pensiero di fare un nuovo mutuo per pagarsi la ricostruzione si mette a ridere, amaro. Soprattutto, se si pensa che per l’Umbria gli aiuti alla ricostruzione coprivano il 100% dei lavori strutturali.

Ho trovato un terremoto arrivato nel pieno di una crisi economica.

Un terremoto che ha distrutto non solo vite e case e negozi, ma anche tutti i luoghi delle istituzioni, decapitando in una notte sola tutte le funzioni proprie di un capoluogo di regione.

Una situazione straordinaria, in cui operano volontari instancabili, con una forza d’animo, un’umanità ed un’ingegnosità davvero eccezionali. Una popolazione colpita ma forte, dura nello sguardo come nella volontà di farcela. Amministratori che lavorano giorno e notte per le proprie comunità senza trarne visibilità, senza telecamere al seguito, senza farsi campagna elettorale sulle macerie.

Di fronte a questo, la politica c’entra poco.

C’entra però quando si parla di ricostruzione, di fondi destinati (o non destinati, come quei 400 milioni che si sarebbero potuti usare se si fosse fatto l’election day), di lasciare o meno il potere di decidere come e dove ricostruire a chi vive lì (tra new town e old town, sono gli aquilani, gli abruzzesi a dover scegliere: non Roma). C’entra nell’incoraggiare, o piuttosto frenare, la ricerca della verità, delle eventuali responsabilità. C’entra quando passa un messaggio culturale piuttosto che un altro: il rispetto delle regole, o l’aggirarle; la cura per la comunità ed il territorio o l’egoismo del “si salvi chi può”.

Serve far questo, oggi: aiutare l'assistenza e la ricostruzione. Tenere accesi i riflettori su ciò che va, e su ciò che può e deve essere migliorato. Trarre da quelle macerie un insegnamento da tenere sempre a mente.


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permalink | inviato da BlogMog il 20/4/2009 alle 16:31 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
Democratica

RIENTRO, MUMBAI E UN PAESE PER (POVERI) VECCHI

1 dicembre 2008 permalink 2commenti
1. Il mio rientro e’ stato intenso, e bello. Ho ripreso i lavori in aula con il voto della mozione sulla presidenza italiana del G8 – voto bipartisan su un nostro testo che contiene molte indicazioni impegnative sulla cui realizzazione dovremo vigilare. Ho pranzato con l’Ambasciatore francese ed i suoi consiglieri politici e militari discutendo di Afghanistan, nuove relazioni tra Europa e Stati Uniti, ratifica del trattato di Lisbona e futuro dell’UE dopo la Presidenza francese, modelli di difesa e bilanci di spesa. Ho fatto un incontro con i promotori della campagna “Un futuro senza atomiche”, per tracciare qualche utile ipotesi di lavoro comune tra loro (associazioni tra le piu’ rilevanti in Italia), i parlamentari che vorranno impegnarsi sul tema della non proliferazione e del disarmo nucleare, e la rete di citta’ per la pace che gia’ lavorano su questi temi da anni. Ho partecipato ad un interessante incontro nel circolo PD Aurelio a Roma sulla politica estera americana dopo l’elezione di Obama (che e’ ovviamente virato sulle analogie e le distanze tra la nostra politica e la loro). Sono stata a Rovigo per un’intervista a La Voce e poi a Canaro (in provincia di Rovigo ma a 15 Km da Ferrara) per un bellissimo dibattito sulla scuola e l’universita’ – partecipato, vivace, e con interventi intelligenti e ricchi di idee ed emozioni. Stasera sono di nuovo all’Ambasciata francese per salutare la Prima consigliera che ha finito i suoi quattro anni qui, domani in aula per una giornata interamente dedicata ai lavori parlamentari.

2. Sono giorni che, come tutti, leggo degli attentati a Mumbai. Ci sono stata nel gennaio del 2003, se non sbaglio. Era in occasione del Forum Mondiale Sociale, che per la prima volta lasciava la sua location tradizionale di Porto Alegre, Brasile, per andare dove la poverta’ era piu’ drammatica, le contraddizioni dello sviluppo piu’ vive. Ricordo una citta’ schizofrenica, dove fuori dai grandi alberghi di lusso dove alloggiavano gli stranieri (non noi, che per pudore avevamo optato per un 3 stelle di basso profilo) e dove gli indiani ricchi festeggiavano i loro matrimoni con elefanti, fuochi d’artificio e petali di rosa, dormivano tra i marciapiedi ed il margine delle strade trafficate relitti umani nudi e sporchi ricoperti solo di mosche. Sotto i cavalcavia, intere citta’ di lamiere. Sui treni urbani, la separazione non solo tra uomini e donne, ma tra prima e seconda classe, segnava un abisso insuperabile, due mondi paralleli.

Leggo in questi giorni l’immagine di una citta’ ricca e moderna, ma quello che mi colpi’ fu soprattutto lo stridente accostamento tra quella ricchezza e la poverta’ piu’ estrema. Non ho mai visto, in nessuna parte del mondo che ho visitato, tanta ricchezza e tanta poverta’ cosi’ vicine da toccarsi, scontrarsi. Guardarsi da vicino, ma senza mai confondersi, mescolarsi. Non credo si possa descrivere una citta’ cosi’ come allegra, moderna e felice. A me era parsa disperata. Finche’ non ci metteremo seriamente a lavorare su una piu’ equa distribuzione delle ricchezze e delle risorse, finche’ non chiameremo le nostre contraddizioni con il loro nome (e la poverta’ con il suo), non aiuteremo il mondo ad uscire dalle sue follie.

Follie che rischiano di trarre nuovo slancio da questo sangue: l’obiettivo di qualsiasi attacco terroristico e’ sempre la regressione del dialogo, la chiusura degli spiragli di pace faticosamente aperti. Non a caso, questi di Mumbai colpiscono nel momento in cui tra India e Pakistan si costruiva un canale di possibile cooperazione, che poteva allargare i suoi benefici effetti fino nella complicatissima situazione afghana. La migliore sconfitta del terrore e’ il perseguimento, tenace e testardo, del dialogo e della pace. Il primo pericolo in cui rischiamo, tutti, di cadere, e’ la retorica della sicurezza militare - come se le armi fossero la nostra unica e piu’ efficace polizza contro gli attacchi suicidi.

Mi resta accesa una spia nel cervello – il pensiero che la religione con tutto questo non c’entra assolutamente nulla.

3. Finalmente il governo si e’ scosso dal torpore ed ha varato la sua manovra anti-crisi. Tardi, e poco. Ma almeno s’e’ mosso (certo, se si fossero risparmiati i soldi buttati via per il taglio dell’Ici ai redditi alti e per l’ “italianita’” di Alitalia, avremmo avuto qualcosa di piu’ in cassa e la manovra sarebbe stata piu’ incisiva e consistente…). Quello che mi colpisce, confrontando le misure italiane a quelle degli altri paesi europei, sono tre anomalie italiane – oltre al ritardo: la totale assenza di incentivi/investimenti su misure di carattere ambientale, il ricorso a misure occasionali (una tantum) piuttosto che strutturali o di medio periodo, e la prevalenza di  misure rivolte ai redditi bassissimi a fronte della disattenzione al "ceto medio", tanto che Libero qualche giorno fa titolava "attacco ai ceti medi". Difficile invocare una ripresa dei consumi se ci si limita ad evitare che la gente muoia di fame... Non riusciamo a guardare piu’ lontano di domani mattina. Siamo un paese di vecchi, per vecchi: incapace di pensare al futuro. E’ questa la cosa piu’ triste.

chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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