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federica mogherini
Diario americano

IL NUOVO MONDO (E IL VECCHIO)

21 gennaio 2009 permalink 3commenti
Sono state giornate lunghe, frenetiche, stancanti ed emozionanti. Ovviamente, la concentrazione nell'arco di due giorni di due provvedimenti relativi alla politica estera (ratifica del trattato con la Libia e decreto per il finanziamento delle missioni internazionali), in un Parlamento altrimenti concentrato unicamente su vicende interne, è stata calendarizzata nella giornata dell'insediamento del nuovo presidente degli Stati Uniti - un evento rilevante per tutto il mondo, questa volta più ancora di quelle precedenti, ed a maggior ragione per chi si occupa di politica estera... Oltretutto, non si è capita la fretta del governo: per la ratifica del decreto sulle missioni internazionali avevamo tempo fino al 1 marzo, e noi finanziamo (tra le altre) una presenza italiana a Gaza con 4 Carabinieri nel momento in cui il governo annuncia che ce ne manderà 16. Inefficienza delle istituzioni, scarso tempismo, o solo un approccio confuso e da dilettanti, probabilmente. 

Provo ad andare per punti, con ordine.

1. Missioni internazionali. Qui c'è il mio intervento in aula. Siamo riusciti a far rimettere 45 milioni per la cooperazione civile per i primi 6 mesi dell'anno, ed oggi presentiamo un ordine del giorno che impegna il governo a metterci almeno la stessa cifra per il secondo semestre. Per i primi 6 mesi aumentano i fondi per le missioni militari, ma non essendo aumentato il Fondo annuale si tratta solo di un anticipo di cassa: si spendono tutti i soldi adesso, confidando che a giugno Tremonti ne conceda di nuovi (buona fortuna). La cosa sconcertante è che non è dato sapere qual'è il contributo qualitativo (al di là di quello quantitativo: soldi e uomini e mezzi) che il nostro paese dà alla definizione delle linee strategiche delle missioni internazionali. Nel momento in cui il mondo, Stati Uniti per primi, si interroga su come cambiare direzione in Afghanistan, noi ci limitiamo ad assumere un ruolo passivo - diamo ciò che ci viene chiesto. E la politica? Non pervenuta. Per questo abbiamo depositato un disegno di legge quadro sulle missioni internazionali (per evitare che sia semplicemente un passaggio obbligato, contabile e burocratico), ed un emendamento al decreto che impegna il governo a riferire ogni 3 mesi almeno su Afghanistan e Libano. Tra poco lo presentiamo e votiamo in aula.

2. La Libia. Io non sono tra chi ritiene che con un paese come la Libia non si debbano sottoscrivere accordi - al contrario. Non contesto l'opportunità politica del trattato - al contrario. Credo però che il governo lo abbia chiuso molto male, che contenga elementi a dir poco discutibili (argomenti che sono stati ampiamente illustrati da uno come Martino...). Purtroppo, il testo di un trattato non è emendabile. Per questo, a titolo personale, mi asterrò.

3. Il discorso di Obama è stato perfetto. Quella lista di "vecchi valori" è una meraviglia: "lavoro duro e onestà, coraggio e correttezza, tolleranza e curiosità, lealtà e patriottismo" - saranno "vecchi" per l'America, ma quanto sono "nuovi" per noi e per il mondo che la stessa America ci ha abituati a vivere...!  E poi la responsabilità ("Dio ci ha chiamato a forgiare un destino incerto. Questo è il significato della nostra libertà"), ed il richiamo allo spirito della Costituzione che è chiamato a servire ("tutti siamo uguali, tutti siamo liberi e tutti meritiamo una possibilità di perseguire la felicità in tutta la sua pienezza"). L'apertura al mondo, l'annuncio della svolta in politica estera legato alla consapevolezza che se è la valorizzazione del "patchwork" che la compone a rendere grande l'America, allo stesso modo è la convivenza e la collaborazione tra diversi a poter far sopravvivere il nostro pianeta. E' la rivoluzione culturale rispetto all'era Bush, senza sconti e senza rancore - semplicemente, oggi entriamo nel futuro ("abbiamo scelto la speranza rispetto alla paura, l'unità degli intenti rispetto al conflitto e alla discordia"). Benvenuti nel nuovo mondo. Ora al lavoro.  

 
chi sono
Sono nata a Roma il 16 giugno del 1973 da papà toscano (Anghiari, Arezzo) e mamma veneta (Vittorio Veneto, Treviso).
contatti mail: mogherini_f@camera.it
tel: 06.67605348
Fax: 06.67605726
Indirizzo: Camera dei Deputati, Piazza S. Claudio 166 - 00186 Roma


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