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UNA GIORNATA PARTICOLARE

Oggi sarà una giornata speciale, di quelle che negli anni si ricordano, e restano nella memoria come fotografie. Sarà la giornata dell'inizio del cambiamento, se cambiamento sarà. Sarà un pezzo di storia, non solo americana. La realizzazione di un sogno, o almeno la dimostrazione che sognare è lecito, e talvolta porta a realizzare ciò cui si aspira, collettivamente.

Ecco, sarà tutto questo e tanto di più. Sarà l'emozione, e la festa, e la preoccupazione per i mesi e gli anni che verranno, e che nessuno si aspetta siano facili e dorati come per magia. Sarà pensare e programmare lavoro duro, saranno false partenze, delusioni e riprese di slancio. Saranno scelte giuste e scelte sbagliate.

Sarà tutto questo e tanto di più. Sarà la città paralizzata, il gelo e l'attesa, il caos e la festa, l'emozione e forse anche un po' la paura. Saranno decine e centinaia di incontri, feste, cene, occasioni per incontrare vecchi amici e nuove persone.

Sarà tutto questo e tanto di più. Ed io per settimane ho pensato se era il caso di andare, provare ad avere un biglietto per il giuramento - ed alla fine ho deciso che no, molto più saggio aspettare e programmare un viaggio a Washington quando la polvere si sarà depositata, quando tutti i pezzi saranno al loro posto ed avrà un senso ritessere relazioni, ritracciare la geografia di chi fa cosa dove, molto più utile aspettare piuttosto che farsi ammaliare dall'emozione di un momento.

E quindi oggi 12 ore piene di lavori parlamentari, una delle giornate più piene per me: commissione alle 10 per presentare gli emendamenti al decreto di rifinanziamento delle missioni internazionali, riunione di gruppo di commissione, di nuovo commissione per il voto, un paio di appuntamenti nella pausa pranzo, alle 2 in aula per votazioni, alle 5 dai Democrats Usa in Italia per vedere insieme il giuramento, di corsa di nuovo in aula per intervenire (presumo a tarda sera) sulle missioni internazionali (che ovviamente il Parlamento italiano discute uno dei pochissimi atti rilevanti di politica estera in contemporanea con l'insediamento del nuovo Presidente americano - fosse mai che smentiamo il nostro proverbiale provincialismo!). E, alla fine dell'aula, incontro del gruppo su stalking e Gaza (...insieme...?!)

Ed io passerò queste 12 ore frenetiche e un tantino massacranti col pensiero fisso all'sms che ho ricevuto venerdì sera da un mio amico di Washington, che mi diceva che, se volevo, aveva un biglietto del giuramento per me...

Sì, giornata davvero particolare: una grande gioia, ed una sofferenza indicibile...

Pubblicato il 20/1/2009 alle 9.44 nella rubrica Diario americano.

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