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TASSA TRANSAZIONI FINANZIARIE: SEGNALE CHIARO E CORAGGIOSO DAL PARLAMENTO EUROPEO, ORA GOVERNI UE DIANO IL VIA LIBERA

“Oggi dal Parlamento Europeo giunge un segnale molto chiaro, coraggioso e saggio ai Capi di Stato e di Governo che si riuniranno stasera per il vertice informale del Consiglio europeo.

L’approvazione a larghissima maggioranza di una risoluzione per l’istituzione di una tassa sulle transazioni finanziarie con un'imposizione dello 0,1% per azioni e titoli e dello 0,01% per i derivati rappresenta un’indicazione precisa rivolta ai Governi europei, affinché l’agenda per la crescita a cui si sta lavorando preveda anche questo strumento di regolamentazione delle attività della finanza globale, consentendo di far pagare, almeno in parte, il costo economico e sociale della crisi internazionale a chi l’ha provocata con un’attività predatoria che in questi anni ha puntato a generare ricchezza dalla speculazione e non dagli investimenti sull’economia reale, sul lavoro e sulle attività produttive.

La risoluzione approvata dal Parlamento Europeo – di cui era relatrice per il gruppo Socialisti&Democratici la greca Anni Podimata – rappresenta un passo in avanti coraggioso perché sostiene la necessità di procedere comunque all’istituzione della tassa sulle transazioni finanziarie, anche in assenza di unanimità tra i 27 paesi UE, attivando una cooperazione rafforzata che consenta ad un minimo di 9 paesi di fare da apripista e di sperimentare questo strumento.

Infine, è un’indicazione saggia ed equilibrata, perché allo stesso tempo il Parlamento Europeo sollecita i Governi a tentare comunque di giungere all’adozione della tassa su tutto il territorio dell’Unione, proprio per evitare possibili distorsioni nel mercato interno, e di guidare un’iniziativa per la conclusione di un accordo più complessivo a livello mondiale. Così come propone di prevedere aliquote europee abbastanza contenute, che possano minimizzare i possibili rischi di delocalizzazione.

Dare il via libera a questa proposta significa poter liberare circa 55 miliardi di euro l’anno da destinare in parte alla crescita economica e alla creazione di posti di lavoro in Europa e in parte all’aiuto allo sviluppo e alla lotta al cambiamento climatico.

Ora spetta ai Governi europei dimostrare di essere all’altezza delle urgenze e dei compiti da assolvere, e di avere il coraggio di compiere scelte per rilanciare l’economia continentale con strumenti innovativi che, ormai, raccolgono un consenso crescente tra i cittadini, le forze politiche, i movimenti e le associazioni a livello europeo”.

E' quanto dichiara Federica Mogherini, deputata e responsabile globalizzazione PD.

Pubblicato il 23/5/2012 alle 17.18 nella rubrica Sull' Europa.

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